Manaus ha apparecchiato in attesa degli azzurri

rogerioNon capita tutti i giorni di andare a Manaus. E’ una meta turistica molto particolare, ha condizioni climatiche vicine all’estremo, ha una natura che domina tutto il resto. Per andarci bisogna amare il rischio e l’avventura, oppure essere attratti dalla partita d’esordio della nazionale italiana, il 14 giugno contro l’Inghilterra. E allora chi avrà la fortuna di essere lì quel giorno potrà scoprire anche che la gastronomia amazzonica sta facendo passi da gigante e che rivolgendosi ad alcuni indirizzi si possono trovare delle piacevoli sorprese. In particolare ci sono cinque chef di alto livello nazionale che hanno deciso di stabilirsi a Manaus per dare una svolta alla cucina locale. Questi sono i cinque ristoranti su cui fare affidamento.

Porto de Lenha (chef Rogèrio Caliri). Partito dall’Amazzonia, Rogèrio si è formato a San Paolo e poi è tornato indietro. Nel suo ristorante la cucina è internazionalizzata ma i piatti più richiesti sono quelli a base di pirarucu, un pesce locale. Il suo condimento preferito è la “pimenta murupi”, un peperoncino che dà un tocco molto speciale. In particolare, ha molto successo il Pirarucu ao Molho Poave, pesce con una salsa a base di peperoncino molto saporita.

Amaranto – Caesar Business (chef Marcos Gomes). Diplomato in scenografia e originario dello Stato di Alagoas, Marcos Gomes fa lo chef da 16 anni e ha lavorato soprattutto in posti di mare del Nordes, Maceiò e Aracaju. Usa molto il peperoncino e gli anacardi e il fiore all’occhiello del suo menù è la Costela de Tambaqui Assada (costola di un pesce gigantesco) accompagnato da un risotto agli anacardi (lì si chiamano castanha de amazonas). Altra sua specialità è il purè di “banana da terra” e famose sono anche le sue salse: riduzione di aceto balsamico, chutney di Cupuaçu (un frutto locale) e salsa alle erbe.

Village (chef Idelfonso Franco). A 12 anni, Idelfonso Franco aiutava lo zio chef nella cucina di questo stesso ristorante. Poi ha lavorato a San Paolo nel Ristorante Fasano e in seguito è tornato a Manaus. “Adoro cucinare e chi viene al ristorante e ha sentito parlare di me mi chiede se sono davvero io quello che sta in cucina”. Utilizza molto un peperoncino che si chiama pimenta-de-cheiro e la sua specialità il Pirarucu Crocante, un pesce gigante dell’Amazzonia che viene fritto con gli anacardi e servito con banane impanate.

Caramun (chef Daniel do Patiu’s). Daniel viene dal sud, esattamente da Maringà, nel Paranà. A Rio de Janiero è stato allievo della chef Ana Bueno. A Manaus si è fatto conoscere con una paninoteca di lusso (Patiu’s Sanduicheria), poi si è ampliato con la Caramuri Peixaria Regional Gastronomica. Al Caramun domina un piatto che è un vero cult per il popolo dell’Amazzonia: la Costela de Tambaqui Assada, cioè una costoletta di un gigantesco pesce che vive nel Rio delle Amazzoni e viene considerato una squisitezza. Viene servito accompagnato da riso con anacardi saltati in padella nel burro, più tucumà (un frutto locale) e cipolline. Il tucumà viene usato anche per molti altri piatti dolci e salati.

Uarini (chef Paulo Fortunato). Molto legato alla cucina regionale pur venendo dal Parà, Paulo tiene comunque sotto controllo anche le ispirazioni internazionali. Il suo ristorante è aperto da appena tre mesi e ha promesso che dall’inaugurazione dei Mondiali rivoluzionerà il suo menù con invenzioni sorprendenti.

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