Il giardino rifugio di Seedorf

Fuori dal Finger’s Garden stazionano fotografi e troupe tv. E’ il giorno in cui è uscita la notizia che Clarence Seedorf non sarà più l’allenatore dei rossoneri.

L'ingresso del Finger'sGarden

L’ingresso del Finger’sGarden

I Finger’s (due a Milano e uno a Porto Cervo) sono i ristoranti di cui l’ex allenatore del Milan è proprietario assieme a Roberto Okabe uno dei pionieri della cucina giapponese a Milano. Il Garden è in via Keplero 2 ed è uno dei top ristoranti di ispirazione nipponica a Milano.

Clarence Seedorf e Roberto Okabe

Clarence Seedorf e Roberto Okabe

E’ una cucina giapponese rivisitata da Roberto Okabe nato a San Paolo in Brasile da genitori giapponesi. (C’è in Brasile una consistente comunità giapponese). Il sushi lo preparava la mamma, ma da ragazzo lui voleva giocare a pallone: “sul mio passato da calciatore mi hanno preso fin troppo sul serio” racconta oggi Roberto Okabe “sembra che mi voglia vantare del mio passato. Comunque qui con i ragazzi dei miei locali (ci lavorano in tutto 55 persone ndr) giochiamo a calcio tutte le domeniche”

Ed è stato il calcio che lo ha portato in Giappone dove ha lasciato gli scarpini per entrare in cucina. Ci sono però passioni che non passano mai: “ho già i biglietti per la finale dei Mondiali, è stato un regalo di Demetrio Albertini e ci andrò con mio figlio Taiyo (Sole)” racconta con orgoglio Okabe. Perchè l’executive chef dei Finge’rs i calciatori li conosce tutti, sono clienti fissi quasi tutti i giocatori di Milan e Inter, ma arrivano gli juventini come Andrea Pirlo, Didier Pogba e Andrea Barzagli; a dimostrazione che anche i divi del pallone amano mangiare bene e non andare solo nei posti in cui “bisogna farsi vedere.

Anche Galliani veniva tutte le settimane, ma, casualmente, da qualche tempo non si fa più vedere. Si aspetta ora di vedere se tornerà Pippo Inzaghi.

Tra i clienti fissi i giocatori dell’ EA7 Armani basket e molti tennisti a cominciare dalla coppia del momento Fabio Fognini – Flavia Pennetta ma anche Filippo Volandri, Sara Errani, Paolo Bertolucci, pure Novak Djokovic è passato di qui.

Il tennis dopo il calcio è l’altra grande passione sportiva di Okabe e divide spesso il campo con Seedorf: anche il giorno dopo la notizia dell’esonero hanno giocato insieme; poi lo chef viene spesso chiamato ai tornei per Vip, è stato agli internazionali di Roma ed è in partenza per Parigi.

L’incontro tra i due soci risale ai tempi in cui Clarence Seedorf vestiva la maglia nerazzurra (Roberto Okabe è super interista), nel 2004. Il calciatore incantato dalla cucina dello chef nippo brasiliano  gli propone di entrare in società con lui e aprono il primo Finger’s in via Keplero 2 . Sono passati dieci anni e quei due soci sono amici per la pelle anche se continuano a pensare in grande: è prossima l’apertura di un Finger’s a Dubai e poi ci sarà Rio.

Roberto Okabe

Roberto Okabe

“Nonostante sia interista ho fatto il tifo per Clarence” ci tiene a raccontare Roberto Okabe “meritava assolutamente il sesto posto e l’Europa, comunque l’ho trovato sereno nonostante l’abbiano tolto dalla panchina”.

Ma veniamo alla cucina! Se siete fortunati può anche capitare di vedere Roberto Okabe dietro al banco del sushi: velocissimo può arrivare a preparare 14 pezzi in un minuto .

ECCO COME FA: GUARDA IL VIDEO

taiyo e luna e gambero in pasta kataifi

taiyo e luna e gambero in pasta kataifi

Sicuramente vi consiglierà “Taiyo e Luna” una piccola scaloppa di capasanta con crema di formaggio e pasta kataifi (Taiyo e Luna sono i nomi dei figli), da non perdere i “Carpacci Okabe” su letto di gaspacho in salsa di soia con lime e zenzero, una rarità in Italia è il sushi con uovo di quaglia che può essere arricchito con qualche goccia di olio tartufato, uno degli ingredienti preferiti nei piatti caldi è il Black Cod dell’Alaska, sempre appena scottato e condito con salsa Ponzu, perché la cucina giapponese non è solo pesce crudo.

C’è infine il Somen, spaghettini freddi che possono essere conditi con tonno o ricci di mare: è il piatto preferito di Seedorf. E qui abbiamo la ricetta

Somen

Somen

 

Spaghetti Somen

INGREDIENTI per 4 pers.:

250 g di spaghetti somen

100 g di tofu

100 g di alga Wakame idratata

60 g di fettine di tonno fresco

200 g di aceto di riso

200 g di mirin/ passito

100 g di zucchero

200 g di salsa di soia

300 g di pasta di sesamo bianco

30 g di semi di sesamo bianco  +  30 g di semi di sesamo nero

50 g di sesamo grattugiato bianco

 

PROCEDIMENTO:

Sciogliere lo zucchero nell’aceto di riso per circa 15 minuti, portando a ebollizione fino a quando lo zucchero non sarà completamente sciolto.

A parte sfumare il mirin, fino a eliminare la parte alcolica e il colore diventerà dorato.

Miscelare insieme in un recipiente, aggiungervi la salsa di soia. Mescolare energicamente con una frusta e aggiungere la pasta di sesamo, il sesamo grattugiato e i semi di sesamo bianco e quelli di sesamo nero, fino a quando il composto prenderà un color nocciola. Far raffreddare il recipiente sotto acqua e ghiaccio.

A parte cuocere gli spaghetti Somen per 3 minuti circa in acqua non salata e far raffreddare sotto acqua e ghiaccio.

Per impiattare arrotolare gli spaghettini Somen nel piatto, mettere la salsa al centro insieme al tofu e all’alga wakame, creando contrasto cromatico. In cima posizionare le fettine di tonno fresco a forma di rosa e infine la salsa di soia. Da ultimo, cospargere di semi di sesamo per decorare il piatto.

 

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