Brasile-Argentina… con arbitro italiano

zanettiMetti un tranquillo pomeriggio soleggiato a Fortaleza, capitale del Cearà, Nordest del Brasile. Metti però che in quei giorni si stiano giocando i Mondiali di calcio e che la città sia eccitatissima per l’imminenza del quarto di finale Brasile-Colombia che si giocherà proprio in questa città, stadio Castelao. A un certo punto della giornata, sul lungomare, appare un argentino, e che argentino. Si chiama Javier Zanetti, ha giocato una vagonata di partite nella Nazionale del suo Paese. Continua a leggere

La voce della seleçao fa anche il vino, e che vino

11062014_galvaoGalvao Bueno in Brasile è un mito vero. E’ il telecronista più famoso del Brasile, ma la sua popolarità è paragonabile a quella dei più grandi calciatori che hanno vestito la maglia verdeoro. Un’istituzione nazionale vera e propria. Anche i suoi guadagni sono paragonabili a quelli di un calciatore, con la differenza che la sua carriera è stata molto più lunga e non ha alcuna intenzione di andare verso la fine. Normale che a un certo punto della sua vita abbia deciso di differenziare un po’ le sue attività. Circa 5 anni fa, Galvao Bueno ha lanciato un vino rosso con il suo nome, ma legandosi all’azienda vinicola brasiliana Miolo. Poi insieme al suo addetto stampa Igor Ostrovsky ha organizzato un pranzo in un rumorosissimo ristorante di San Paolo che si trova sulla strada dell’aeroporto di Congonhas. Lo scopo era quello di conoscere i migliori giornalisti brasiliani specializzati in enologia, ma alla fine Galvao è riuscito a sovrastare con la sua eloquenza sia il rumore degli aerei sia le domande dei cronisti. Continua a leggere

SEMBRA L’OKTOBERFEST, MA SIAMO A FORTALEZA

cervejaNel giorno di Germania-Ghana, anche una città molto brasiliana come Fortaleza cambia faccia e si trasforma in un pezzo di Germania. Un signore tedesco, proprietario di un ristorante nel quartiere Meireles, ha deciso di inventare una specie di Oktoberfest in questo bellissimo posto subequatoriale. Il ristorante “O alemao” (che in portoghese vuol dire “il tedesco”), in rua Frederico Borges, ha chiesto alle autorità locali di poter chiudere al traffico la zona tra l’Avenida Dom Luis e la Rua Pereira Valente. Va in onda qui la “Festa do Chopp e da Salsicha”, dove per Chopp si intende la birra alla spina e per Salsicha il classico wurstel tedesco. Continua a leggere

Non è partita senza pizza

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Lo ha scritto anche Gramellini sulla prima pagina de La Stampa: con la partita ci vuole la pizza. Ci sono due posibilità: portarla a casa e sbocconcellarla dvanti alla tv oppure uscire dopo il fischio finale, specie quando la nazionale gioca alle 18, tanto nessuno ha avuto tempo e voglia di mettersi ai fornelli.

Per godere dunque a pieno dell’accoppiata calcio e pizza abbiamo fato una piccola scelta su Milano e Roma, privilegiando le pizzerie che fanno asporto.

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Gelato Mundial

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Da soli o in compagnia  gustare un gelato mentre si guarda una partita dei Mondiali è una gioia. In Brasile l’umidità è alle stelle,  da noi l’estate è partita a manetta. Ci sono partite che si giocano a notte alta ed è onestamente troppo tardi per rimpinzarsi di proteine e carboidrati.

Scatta dunque il momento del gelato.

Abbiamo fatto una piccola scelta delle migliori gelaterie di Milano e Roma, si parla di gelaterie veramente artigianali dove i semilavorati sono banditi e si parla di materie prime di assoluta qualità. Non basta mischiare latte o acqua con i prodotti surgelati e liofilizzati per definirsi artigianali, anche se la normativa lo consente. Come ogni classifica c’è di mezzo il gusto personale, qui comunque non si sbaglia. Troverete le indicazioni e il gusto scelto dai titolari per celebrare l’abbuffata del calcio

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Thiago Castanho parava male ma cucina benissimo a Belem

ThiagoCastano PiattoThiagoBelem, nello Stato del Parà, non è città sede della Coppa del Mondo. Ma chi si trova in Brasile per i Mondiali, può fare uno scalo in questa città, che è stata ribattezzata “la porta dell’Amazzonia”. Viene considerata una delle 10 città più attrattive del Brasile, premiata per la qualità della vita e anche ricca di monumenti storici avendo già 400 anni di vita. Soprattutto, viene considerata una delle capitali gastronomiche del Brasile. Molto influenzata dai prodotti locali, la cucina del Parà utilizza moltissima frutta e verdura coltivate in Amazzonia, ma anche erbe e radici che in Europa non esistono.
Thiago Castanho ha iniziato a frequentare la cucina del ristorante di suo padre, Seu Chicao, insieme al fratello Felipe quando era molto piccolo. Mentre gli amici giocavano a calcio, Thiago aiutava la mamma a preparare marmellate. A 8 anni stava per cambiare idea, dopo essersi buttato su una coscia una gelatina d’uva bollente. A questo punto ha anche provato a darsi al calcio, tentando di fare il portiere con scarso successo in una squadra locale. Ma il suo destino era quello di portare la cucina amazzonica nel mondo. Tutto è cominciato con la pizza. A 11 anni Thiago e Felipe (che ne aveva 9) andavano in giro per il vicinato a consegnare le pizze fatte dal papà. Poi il signor Chicao ha aperto la casa di famiglia trasformandola in un piccolo ristorante, inizialmente solo per gli amici. La prima specialità di Chicao era il pesce cucinato con il mango. Piano piano i mobili di casa hanno lasciato il posto a tavoli e sedie e così è nato il Remanso do Peixe, primo nome del ristorante di famiglia, cucina totalmente locale. Non c’erano però i soldi per pagare stipendi a camerieri e aiutanti, quindi Thiago e Felipe sono volati a San Paolo nel 2011 per un corso di altissima cucina. Rientrati a Belem, hanno allargato il ristorante trasformandolo nel Remanso do Bosque. Due anni dopo, il locale è entrato tra migliori 50 dell’America Latina nella classifica della rivista britannica “Restaurant”. Il piatto speciale per la Coppa del Mondo è il pesce al tucupi (una salsa ottenuta dalla spremitura di una parte della mandioca). Chi l’ha assaggiato dice che vale una finale della Coppa del Mondo. E magari vale una sosta a Belem anche se non ci sono partite.

Un mondo di maxi schermi e buone tavole

Trovare dove vedere le partite dei mondiali su grande schermo non sarà difficile. Ogni quattro anni il rito si ripete e più l’Italia avanza nel torneo più si espande a macchia d’olio.

A Firenze ci saranno due mega schermi in un posto speciale che sembra fato apposto perché forchette a centro campo se ne occupi.

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Il Mercato Centrale costruito nel 1874, progettato dallo stesso architetto della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, da poco più di un mese ha ripreso vita. Un progetto ambizioso per un luogo storico del capoluogo toscano dedicato al cibo di qualità. La struttura (3000 metri quadri) che naturalmente si affaccia su Piazza del Mercato, a due passi dalla Basilica di san Lorenzo, ospita  botteghe tradizionali che nobilitano gli artigiani del gusto. Pane e pasticceria, pesce fresco, fritto e polpette, frutta e verdure, carne e salumi, mozzarella di bufala, formaggi, cioccolato e gelato, pasta fresca, enoteca, lampredotto, tramezzini: tutti i chioschi sono gestiti da commercianti artigiani con in comune la passione per la loro professione. Continua a leggere

Davanti alla tv senza esagerare: i consigli dei grandi chef

Alberto SordiLo scodellone di pasta all’amatriciana stile Alberto Sordi è un ricordo del passato anche per gli appassionati di calcio. C’è un nuovo modo di vivere la partita, non solo per gli atleti ma anche per quelli che semplicemente si nutrono di emozioni. L’orario delle partite coincide con quella degli aperitivi o delle cene, quindi cosa mangiare durante la partita non è un problema da poco. E allora, per aiutarci a non sbagliare alimentazione, l’Osservatorio sulle tendenze alimentari della Polli Cooking Lab ha commissionato un’inchiesta tra 110 personaggi legati all’alta cucina, chef o food bloggers, dalla quale emerge un dato abbastanza prevedibile ma tutt’altro che scontato pensando alle abitudini italiane: anche davanti a un evento come la partita della Nazionale bisogna cercare di non strafogarsi. Continua a leggere

A Fortaleza dal re dei gamberi oppure dall’alchimista

botecoArrivare a Fortaleza è tanta roba. Tanto per cominciare perché a Fortaleza si giocherà un quarto di finale, che per molti sarà comunque un successo, e poi perché comunque è la capitale del Cearà, uno degli Stati più belli del Brasile dal punto di vista delle spiagge. La città in se stessa è bella soprattutto per le molte occasioni di divertimento e di uscite che propone, in quanto al mare non è male la Praia do Futuro (attenzione però alle onde da surfisti), un po’ inquinate sono le spiagge cittadine. Ma basta uscire pochi chilometri dalla capitale per scoprire spiagge meravigliose, praticamente uniche: Porto das Dunas, Beach Park, Praia das Fontes, Cumbuco, Morro Branco, fino alla mitica Jericoacoara che si trova a 300 km dalla città. Quando si passa la giornata in queste spiagge, sul mare ci sono innumerevoli baracchini che preparano il pranzo a prezzi accessibili, spesso facendo cuocere pesci e frutti di mare pescati da pochi minuti. A calcio però si gioca in città, alo stadio Castelao, e in città ci sono alcuni indirizzi dove ci si può trovare molto bene. Continua a leggere

Regali di Natal: aragosta, fejoada e Italia-Uruguay

FBL-WC2014-NATAL-FEATURENatal è la capitale dello Stato di Rio Grande do Norte. Stato molto povero ma anche meraviglioso dal punto di vista naturalistico. Natal è una capitale abbastanza piccola, diversissima da metropoli come Rio e San Paolo. Una città ancora a misura d’uomo nella quale persino le spiagge cittadine sono abbastanza frequentabili. La Praia do Forte, che si trova vicino ai resti di una fortificazione costruita dagli olandesi, è molto ampia e totalmente libera. Discreta anche la Praia dos Artistas. Basta però uscire di 5 chilometri dalla città passando per la Via Costeira e si arriva alla spiaggia di Ponta Negra che ha un suo perché. Il trionfo della bellezza naturale però si trova a pochi chilometri dalla città dove si trova la riserva naturale di Praia de Pipa. Un’estensione immensa in cui una vegetazione tropicale si alterna con spiagge di sabbia bianca e scogliere a strapiombo sul mare. L’Italia gioca a Natal la terza partita del girone, quella contro l’Uruguay. Occasione d’oro per andare a scoprire una zona veramente interessante dal punto di vista turistico e per assaggiare qualcosa di buono. Quella di Natal è una cucina tendenzialmente povera che però raccoglie moltissime influenze e finisce per diventare incredibilmente ricca. Ecco una piccola mappa dei posti dove andare. Continua a leggere