C’è un Milan che vince sempre, anzi due

ostePortare il nome Milan è sempre un onore, per tutti. Nonostante i risultati negativi dell’ultima stagione, la storia parla a favore dei rossoneri. Eccome. Chiamarsi Milan è però importante anche quando si tratta del cognome di famiglia. Chi ha voglia di un’esperienza gustativa di altissimo livello può tranquillamente rivolgersi al Milan, nel senso di Massimo Milan, chef dell’Osteria Cascina dei Fiori di Borgo Vercelli, a un’ottantina di chilometri da Milano.
Non è un posto dove si sbatte per caso. Bisogna metterci impegno. Ma appena si arriva è chiaro che il posto vale il viaggio. L’accoglienza di Paolo Milan, maitre fratello di Massimo, mette chiunque a proprio agio. E poi si tratta solo di scegliere. Non è un locale che cede molto al modernismo. Semplice l’ambiente (appena si arriva con un po’ di attenzione si può notare una foto di Ayrton Senna che è stato tra i clienti di questo ristorante aperto nel 1989), improntato sulla tradizione il menù del signor Milan. Tutto Piemonte, dai risotti all’incredibile varietà di formaggi, con l’aggiunta di qualcosa che arriva da altre parti, come il culatello di Zibello, il foie gras e qualcosa di pesce, in questo momento il branzino. Il bello è che Massimo Milan fa tutto, controlla tutto, inventa tutto. Anche sui dolci ha una mano straordinaria, il semifreddo al torroncino è straordinario come la versione di after eight che regala come predessert. Cantina ovviamente di primissimo piano, non solo etichette piemontesi ma il meglio della produzione italiana con uno sguardo agli champagne.

Resta il discorso prezzo ma con tutte queste premesse non si può pensare che il conto sia quello di una pizzeria di periferia. Il prezzo di un pasto è quello di un biglietto di medio livello per una partita di Champions League. La differenza è sostanziale: la propria squadra del cuore può vincere o perdere, mentre i fratelli Milan vincono sempre e si esce applaudendo.

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