Thiago Castanho parava male ma cucina benissimo a Belem

ThiagoCastano PiattoThiagoBelem, nello Stato del Parà, non è città sede della Coppa del Mondo. Ma chi si trova in Brasile per i Mondiali, può fare uno scalo in questa città, che è stata ribattezzata “la porta dell’Amazzonia”. Viene considerata una delle 10 città più attrattive del Brasile, premiata per la qualità della vita e anche ricca di monumenti storici avendo già 400 anni di vita. Soprattutto, viene considerata una delle capitali gastronomiche del Brasile. Molto influenzata dai prodotti locali, la cucina del Parà utilizza moltissima frutta e verdura coltivate in Amazzonia, ma anche erbe e radici che in Europa non esistono.
Thiago Castanho ha iniziato a frequentare la cucina del ristorante di suo padre, Seu Chicao, insieme al fratello Felipe quando era molto piccolo. Mentre gli amici giocavano a calcio, Thiago aiutava la mamma a preparare marmellate. A 8 anni stava per cambiare idea, dopo essersi buttato su una coscia una gelatina d’uva bollente. A questo punto ha anche provato a darsi al calcio, tentando di fare il portiere con scarso successo in una squadra locale. Ma il suo destino era quello di portare la cucina amazzonica nel mondo. Tutto è cominciato con la pizza. A 11 anni Thiago e Felipe (che ne aveva 9) andavano in giro per il vicinato a consegnare le pizze fatte dal papà. Poi il signor Chicao ha aperto la casa di famiglia trasformandola in un piccolo ristorante, inizialmente solo per gli amici. La prima specialità di Chicao era il pesce cucinato con il mango. Piano piano i mobili di casa hanno lasciato il posto a tavoli e sedie e così è nato il Remanso do Peixe, primo nome del ristorante di famiglia, cucina totalmente locale. Non c’erano però i soldi per pagare stipendi a camerieri e aiutanti, quindi Thiago e Felipe sono volati a San Paolo nel 2011 per un corso di altissima cucina. Rientrati a Belem, hanno allargato il ristorante trasformandolo nel Remanso do Bosque. Due anni dopo, il locale è entrato tra migliori 50 dell’America Latina nella classifica della rivista britannica “Restaurant”. Il piatto speciale per la Coppa del Mondo è il pesce al tucupi (una salsa ottenuta dalla spremitura di una parte della mandioca). Chi l’ha assaggiato dice che vale una finale della Coppa del Mondo. E magari vale una sosta a Belem anche se non ci sono partite.

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