Marchesi come Sacchi: fantasia al potere

Un vero campione del mondo! Gualtiero Marchesi, ha cambiato il volto della ristorazione italiana, l’ha aiutata a imporsi nel mondo. Un innovatore, se vogliamo fare un paragone calcistico l’Arrigo Sacchi della cucina. E’ stato il primo “azzurro” ad avere le tre stelle Michelin. E a 84 anni non ha ancora perso il gusto delle sfide: un vero atleta dei fornelli, instancabile. Lasciato il resort dell’Albereta in Franciacorta aprirà quest’autunno ristorante e albergo al Castel Conturbia in provincia di Varese.GM_cucina.Marchesino.phLuisaValieri

A suo fianco sono cresciuti molti dei migliori chef italiani di questi tempi: Carlo Cracco, Davide Oldani, Andrea Berton, Enrico Crippa, Paolo Lopriore, giusto per segnalarne alcuni. Un attacco da leccarsi i baffi per usare ancora una metafora calcistica.

Gualtiero Marchesi assieme ad alcuni dei suoi celebri allievi

Gualtiero Marchesi assieme ad alcuni dei suoi celebri allievi

Lo chiamano “Maestro” anche se lui un po’ si schernisce, ma non a caso è rettore di Alma, scuola internazionale di cucina con sede nella reggia di Colorno in provincia di Parma. E siccome non è mai sazio da poche settimane ha lanciato, proprio in via Bovesin de la Riva dove ha avuto il ristorante che lo ha reso famoso, la “sua” Accademia: qualcosa di più di una semplice scuola, un luogo  dove formare cuochi dedicati alla sperimentazione, dove la cucina e l’arte, in tutte le sue manifestazioni,
dalla musica alla scultura, alla pittura, all’architettura, al teatro,
potranno contribuire alla definizione del buono e del bello; i corsi saranno aperti sia agli adulti che ai bambini.

Gualtiero Marchesi ragazzo davanti all'albergo di famiglia

Gualtiero Marchesi ragazzo davanti all’albergo di famiglia

I primi passi li ha mossi nell’albergo di Famiglia, Al Mercato in via Bezzecca a Milano, poi la Francia per imparare, e poi Il ristorante di via Bovesin de la Riva sempre a Milano dove, appunto, è nata la nuova cucina italiana.

“no, non ho seguito i Mondiali e neppure ho visto l’ultima partita dell’Italia, quella della sconfitta finale” racconta Marchesi, “non sono un grande appassionato dello sport in tv. Ma quando ero giovane e sfollato a san Zenone Po, il paese di mio padre e di Gianni Brera, andavo a vedere Broni contro Stradella, il derby locale”.

Marchesi poi è diventato amico di Gianni Brera, uomo di grande cultura anche a tavola: “parlare con lui era sempre un piacere, ricordo che una volta è venuto a pranzo con Pietro Mennea e un giornalista che voleva scrivere un libro sul primatista del mondo dei 200 metri. Ma, se non ricordo male, Brera spense con un paio di battute delle sue le ambizioni del biografo. Le mie ambizioni di atleta si erano spente già da tempo, ma ricordo con grande orgoglio la medaglia d’argento nel fioretto conquistata al torneo interno del collegio Gonzaga a Milano. A quei tempi mi capitò di incontrare a casa sua Edoardo Mangiarotti, un onore enorme.

Ero bravo anche nel tiro a segno, da ragazzi sparavamo con il Flobert, qualche volta anche ai passeri…, avevo una mira infallibile”

Marchesi non nasconde una lieve simpatia per l’Inter, nata ai tempi di Angelo Moratti, che a volte lo invitava allo stadio:  “Angelo Moratti era golosissimo di Brathwust, sapeva che avevo un eccellente fornitore e quanto mi arrivavano dovevo chiamarlo immediatamente, guai se no!”

Forse avrebbe avuto un futuro da pistard, perché una delle prime volte che cavalcò una bici da corsa stracciò una giovane promessa lombarda sui 200 metri. “il nome non lo ricordo, ma lui ci rimase malissimo; il giorno dopo andai a iscrivermi alla società sportiva, ma poi non ho proseguito. Mi divertivo di più a battere tutti a Biliardo al Bar Si in galleria Vittorio Emanuele”

“Quando ero all’Albereta ogni tanto andavo in palestra o a nuotare, ma sono un po’ pigro” continua Marchesi, “preferisco una buona lettura o la musica”

Il resort dove Marchesi aprirà il nuovo ristorante in provincia di Varese

Il resort dove Marchesi aprirà il nuovo ristorante in provincia di Varese

Però a 84 anni non ha paura di nulla, tanto che i suoi collaboratori ogni tanto si preoccupano. “Vuol sapere l’ultima? Pochi giorni fa mi sono buttato con il paracadute, in doppio ovviamente, da 4500 metri! Ma non ci vuole neppure troppo coraggio in fondo, quasi quasi non ti rendi neppure conto della follia che stai facendo”.

Ricetta le quattro paste di Marchesi per gli sportivi

Fusilli 100 gr

Paccheri 100 gr

Spaghetti 100 gr

Pastina 100 gr

Olio d’oliva

Pecorino Grattuggiato

 

Cuocere la pasta al dente, condirla con un filo d’olio e pecroino grattugiato e disporla sul piatto come nella fotgrafia

2000 Quattro Paste

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