Ruben, il ristorante dei bisognosi

pellegriniChi ha seguito l’Inter nella prima metà degli anni ’90 non può essersi dimenticato Ruben Sosa. Attaccante uruguayano, mancino, non particolarmente alto ma dotato di un sinistro straordinario. Predecessore di Recoba in tutto e per tutto. Ernesto Pellegrini lo prese dalla Lazio in scadenza di contratto nell’estate del 1992 pagando un parametro di 2700 milioni di lire. Nel 1992-93 sotto la guida di Osvaldo Bagnoli, Sosa fu protagonista di una stagione straordinaria, segnando in tutti i modi, su azione, su punizione, persino di testa nonostante la statura. L’Inter tentò una rimonta impossibile sul Milan che venne vanificata da un gol di Gullit nel derby di ritorno finito 1-1. Ruben Sosa era un pupillo del presidente Ernesto Pellegrini, ma pochi sanno che il nome Ruben era caro all’allora numero uno nerazzurro, re della ristorazione collettiva, a prescindere dai gol di Sosa.

Qui è giusto fare un passo indietro per ricordare bene ai più giovani chi è Ernesto Pellegrini, che a 73 anni continua a dirigere la Pellegrini SpA, società specializzata nelle mense e leader nel settore da diversi decenni. Ma è il classico “self-made man”, un uomo che si è fatto da solo partendo dal basso e facendo fruttare al massimo la forza di volontà e il diploma di ragioniere preso da ragazzo con grandi sacrifici. Da bambino, Pellegrini abitava con la sua famiglia e altri nuclei familiari in una cascina di via Bonfadini, periferia Est di Milano, quartiere Taliedo. Uno degli alloggi era occupato da un contadino di nome Ruben, cremonese di origine, che portava a casa il necessario per vivere lavorando nei campi. All’inizio degli anni Sessanta la cascina venne abbattuta per fare posto a un complesso edilizio popolare, le famiglie vennero trasferite altrove ma Ruben rimase senza alloggio e si sistemò in una baracca senza riscaldamento. Il giovane Ernesto, che aveva iniziato a fare il contabile alla fabbrica di biciclette Bianchi, promise a Ruben di dargli una mano appena possibile ma un giorno in ufficio lesse sulla cronaca del Corriere della Sera che il povero Ruben era morto assiderato nella baracca dove dormiva. Da allora Ernesto Pellegrini cominciò a costruire un impero. Dal 1984 al 1995 è stato presidente dell’Inter, ha vinto uno scudetto-record nel 1989 e due Coppe Uefa nel 1991 e nel 1994. Ha portato in nerazzurro Rummenigge, Brehme e Matthaeus, Trapattoni e Bergkamp. Oltre a Ruben Sosa, che forse gli ha ricordato l’altro Ruben.

Tutta questa premessa per raccontare che il contadino amico del sciur Ernesto torna a vivere in un meraviglioso progetto che partirà a settembre e che sarà il primo atto della Fondazione Ernesto Pellegrini creata nel dicembre 2013. “Ruben” sarà un ristorante solidale che verrà inaugurato appunto a settembre in via Gonin al 52, Milano, in fondo a via Giambellino, periferia ovest di Milano. Ruben non sarà una mensa per poveri, ma un vero e proprio ristorante dove un pasto costerà 1 euro. Ovviamente non potrà essere frequentato da chiunque, ma solamente da persone che in questi anni di crisi si siano trovati in particolare difficoltà: tanto per cominciare le vere vittime del disagio sociale, cioè disoccupati, padri separati che faticano a pagare gli alimenti per i figli, ma non solo.

Pellegrini è pronto ad accogliere, per una durata massima di due mesi a testa, anche i familiari di malati gravi che sono costretti a passare un lungo periodo in città, oltre ovviamente a profughi, rifugiati e anche ex carcerati. “Ruben” sarà aperto dal lunedì al sabato per un totale di cinquecento coperti al giorno ma ovviamente saranno necessarie delle credenziali per poter accedere, credenziali che verranno fornite da parrocchie, gruppi di volontariato e centri di assistenza. Così Ernesto Pellegrini 25 anni dopo lo scudetto dei record vincerà un altro titolo altrettanto importante.

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20 risposte a “Ruben, il ristorante dei bisognosi

  1. grande Pellegrini questi sono i veri valori di una persona umanitaria conosco bene la presidenza di Pellegrini sono del 58 e sono sempre stato interista , tutto cio non toglie il merito di un grande cuore che aiuta le persone bisognose , quello che non fa lo stato , che prendessero essempio da Pellegrini , su questa storia non ci sono colori che tengono , ma il cuore ancora bravo Pellegrini

  2. Grande esempio di bontà e rispetto,Pellegrini oltre ad un grande Presidente,si è sempre contradistinto per la sua bontà e la sua immensa signorilità.

  3. da milanista…giù il cappello davanti ad un signore vero! Speriamo che il mondo milionario dei calciatori prenda esempio da questa iniziativa

  4. Grande uomo . Forse un nostalgico del vecchio calcio che non c’è’ più , ma che era tanto vero e bello .
    Complimenti

  5. Presidente, con enorme piacere mi rendo conto che non ha perso l’abitudine di fare record. Ciò che si accinge a fare per chi ha più bisogno vale più di qualsiasi vittoria. Un esempio da seguire.

  6. E’questa la solidarietà vera,non quella dei politici o dei millantatori.Aiutare chi ha bisogno con azioni reali e non con i bla bla bla.Onore a Pellegrini grande Presidente ma soprattutto grande uomo.

  7. speriamo non facciano da mangiare come in certe mense bancarie altrimenti è meglio lasciarsi morire di fame. qualità pessima

  8. Sono Juventino e, mi inchino ad un signore in tutti i sensi. L’altruismo e la generosità non si inventano, si nasce con questa predisposizione. Agli uomini come il Presidente Pellegrini, questi gesti di bontà non costano fatica e,sicuramente gli portano molta gioia!!
    Al giorno d’oggi, quando vediamo una partita di calcio, in campo vediamo 22 ultra milionari, di questi c’è ne saranno alcuni che ricordandosi della grande fortuna che hanno avuto si ricordano anche dei meno fortunati? Mi auguro di si!!

  9. …forse non tutti sanno che ai dipendenti delle mense pellegrini vengono sottratti 17 euro al mese,per mangiare gli avanzi che poi finiscono nella spazzatura e se un dipendente(come la sottoscritta)decide di non pagare i 17 euro e mangiare a casa sua,gli viene negata anche l’acqua,anche se ci sono 40 gradi.Mandati a lavorare a 80,90,100 km da casa e senza neanche rimborsare le spese.praticamente ha aperto un ristorante per i suoi dipendenti,che oramai giusto quello si possono permettere.
    E bene essere informati su tutto nella vita.

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