Ristoranti da Champions: Monaco

forchetteDopo l’1-7 di Roma-Bayern, affrontare un viaggio per la partita di ritorno a Monaco è impresa da spiriti forti. Però la città è di quelle che incitano a salire su un aereo o un altro mezzo qualsiasi per andare a fare un giro. Monaco di Baviera ha un fascino molto latino, tanto che qualcuno in Germania la definisce “la più settentrionale delle città italiane” o meno poeticamente “Weltstadt mit Herz”, la metropoli con il cuore. Riassumendo in due righe,. I luoghi da visitare nel centro sono il palazzo reale della Residenz, Marienplatz con il celeberrimo carillon, l’imponente chiesa chiamata Frauenkirche, il mercato Viktualienmarkt. Inoltre ci sono il castello di Nymphenburg, le Pinacoteche, il Deutsches Museum, il Giardino inglese, le terme di Erding, il campo di concentramento di Dachau.
Ovviamente poi c’è l’Allianz Arena, uno degli stadi più belli e più moderni del mondo. Ma questo fa inevitabilmente parte di una eventuale gita legata a Bayern Monaco-Roma. In quanto al mangiare e al bere, la scelta in una città come Monaco è infinita per quantità, qualità, prezzo e genere di cucina. Così bisogna provare a fare un po’ d’ordine in questo oceano di proposte.

CUCINA TIPICAMENTE TEDESCA

BROEDING
Schulstrasse 9
Qui siamo sul raffinato, pur basandoci sulla tradizione tedesca. La cucina è ambiziosa e i prezzi sono alti, ma ci sono molti piatti che meritano di essere sperimentati come il filetto di pesce racchiuso in due cialde di formaggio stile parmigiano con verdurine di stagione. Ma non solo.

DALLMAYR
Dienenstrasse 14-15
Un bistrot collegato a un emporio di delicatessen. Nel negozio si trova tutto il meglio del mondo, nel bistrot si può mangiare con 30-35 euro in un ambiente raffinato e con un servizio di altissima classe, proprio nel centro della città.

GEISELS WERNECKHOF
Werneckstrasse 11
Uno degli indirizzi emergenti che contribuiscono alla crescita della cucina e del turismo bavarese. Utilizza materie prime eccellenti e le tratta in maniera sopraffina. Può legittimamente aspirare a riconoscimenti importanti per il gusto e per la creatività del suo chef.

HOFBRAUHAUS
Platzl 9
La differenza rispetto a molti altri posti è che un’orchestrina suona costantemente musica popolare tedesca. Nel piatto arrivano pietanze tipiche del posto. Wurstel in tutte le declinazioni, carne di maiale e ovviamente una birra di qualità elevatissima.

WEISSES BRAUHAUS
Tal 7
Classica “stube” di marca tedesca, arredata quasi completamente in legno. Ovviamente tutto si basa sulla birra, veramente ottima, che viene servita. Il locale non è grandissimo e a volte bisogna aspettare, ma ne vale la pena per la carne e anche per qualche piatto italiano ben fatto.

CUCINE MEDITERRANEE

NAXOS TAVERNA
Verdistrasse 33
Si trova in una zona pedonale, è un po’ nascosto ma merita la pazienza di una ricerca. Si parte da una base tradizionale greca elaborata con molta cura e servita con enorme cortesia. Esiste anche un menù che consente di degustare un assaggio di tutti i piatti greci tradizionali.

TAVERNA LIMANI
Rotdornstrasse 2
La base è cucina greca, ma ci sono molte variazioni che aiutano il locale a incontrare il gradimento (elevatissimo) della popolazione locale. Servizio molto attento e caloroso, prezzi abbordabili, soprattutto il pesce merita una visita golosa.

UPPER EAT SIDE
Werinherstrasse 15
Si può scegliere tra tapas di ispirazione spagnola, risotti vagamente italianì e carne o pesce alla griglia comunque sempre in stile mediterraneo. Il tutto in un ambiente molto raffinato e con un servizio di altissimo livello.

CUCINE ESOTICHE

HUE HOUSE
Oberläenderstr. 31
La cucina vietnamita, poco conosciuta in Italia, viene considerata dai veri esperti la più raffinata e la più gustosa di tutta l’Asia. Qui viene preparata con grande maestria e servita anche in una maniera cortese e amichevole. E’ un po’ piccolo e serve la prenotazione.

MONGKOK
Kapuzinerstrasse 39
Cucina asiatica in generale, un misto di varie culture gastronomiche in un ambiente modernista. Favolosa lista dei cocktail per cominciare, poi l’ideale è declinare la serata (o il pranzo) verso la parte giapponese del locale, con sushi e sashimi di altissima qualità.

ROYAL INDIA
Westendstrasse 117
La cucina indiana è famosa soprattutto per il curry e qui viene eseguito in maniera straordinaria, come è difficile trovare fuori dall’India. Non è esattamente in centro, ma per chi ama questo tipo di cucina è un breve viaggio che merita di essere fatto anche per la cortesia del servizio.

PER CHI NON RINUNCIA ALLA CUCINA ITALIANA

MIMMO E CO
Kapuzinerstrasse 6
Famosissimo per la pizza, che viene considerata da molti la migliore di Monaco di Baviera. Croccante, cotta nel forno e legno e condita in maniera veramente italiana. Non è in centro città ma raccoglie una clientela molto eterogenea che ci fa apposta per gustare dei piccoli capolavori.

OSTERIA DA SALVATORE
Johann-Clanze-Strasse 79
Riesce ad accontentare anche gli incontentabili italiani che viaggiano all’estero, servendo spaghetti al dente esattamente come se ci si trovasse un migliaio di chilometri più a sud. Le porzioni soprattutto dei primi piatti sono molto abbondanti e i prezzi sono ben proporzionati.

VINPASA
Isabellastrasse 47
Il signor Dante ha un locale un po’ piccolo ma cucina veramente bene secondo la tradizione italiana e serve vini di alto livello. Il punto a sfavore è che non accetta carte di credito, ma in quanto alla qualità del cibo e del servizio si va sul sicuro.

La meglio pasta di New York

Il 2 novembre si corre la maratona di New York, la corsa attraverso i 5 quartieri di New York con arrivo trionfale a Centra Park è la più famosa del mondo, la più ambita. Da anni i runners italiani costituiscono uno dei gruppi più numerosi. Al via ci sarà anche Valeria Straneo che dopo il quinto posto di un anno fa punta al podio.

maratona percorso
Ma la stragrande maggioranza dei nostri connazionali che saranno presenti al via dal ponte di Verrazzano corre per il piacere di divertirsi e tagliare il traguardo soddisfatti.

maratona
Si sa che alla vigilia di una sforzo del genere bisogna fare il pieno di carboidrati e che non sempre all’estero è cosa semplice. Nella grande mela si mangia di tutto e anche la cucina italiana non è più quella degli spaghetti (scotti) con meatballs, le polpette.
Così abbiamo scelto qualche buon indirizzo, quasi tutti testati di persona, dove potersi nutrire adeguatamente nei giorni precedenti la maratona. Gli abbiamo elencati in ordine rigorosamente alfabetico. Continua a leggere

Ecco a voi la “Guida Schelotto”

Campionato di calcio serie B 2013/2014 finale di andata playoffLa velocità è la sua arma migliore in campo. Sulla fascia destra Ezequiel Schelotto fa soffrire qualunque esterno avversario, ma la sua carriera ha preso una serie di direzioni differenti finora. Cesena, Atalanta, Inter, Sassuolo, Parma, poi Chievo. A Parma sembrava aver trovato l’allenatore in grado di valorizzarlo in via definitiva, Roberto Donadoni. Il mercato dell’estate 2014 poi l’ha portato al Chievo per una nuova avventura. “El Galgo”, il levriero, in questi anni italiani ha anche coltivato una passione apparentemente secondaria ma altrettanto travolgente, quella per la cucina. “Sono cresciuto in una famiglia molto numerosa, siamo sette fratelli, con i miei genitori fanno nove persone. Ogni volta era una grande tavolata e mia mamma era lì a preparare questi pasti incedibili. Ho iniziato a osservarla e ho imparato. Adesso non è più la stessa cosa, mi sono sposato, sono uscito di casa e mi sono portato dietro questa grande passione per la cucina. Quando decido di mettermi ai fornelli, però, nessuno può entrare. Ci penso io e va bene così” . Continua a leggere

Montagne da gustare

A Milano non si muove foglia che Expo non voglia. L’inverno oramai comincia a farci sentire il suo fiato sul collo e si moltiplicano le iniziative che richiamano allo sci e alla montagna.
E siccome l’alimentazione sarà il tema principale dell’esposizione universale dell’anno prossimo ecco che la manifestazione Milano Montagna www.milanomontagna.it
dal 16 al 18 ottobre avrà il suo spazio dedicato al cibo.
Protagonisti due chef che tengono banco sulle alpi: uno all’Aprica, in provincia di Sondrio, e l’altro a San Cassiano in Alta Badia, in provincia di Bolzano.

alta badia

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Ristoranti da Champions: Atene

atene2Atene vuol dire storia. Seguire la Juventus in trasferta sul campo dell’Olympiacos è l’occasione per un contatto diverso con una civiltà millenaria, con un mondo che ha dato origine a quello che siamo oggi. Ma non è facile muoversi ad Atene, il traffico è spesso molto caotico e gli spostamenti sono difficoltosi. Bisogna muoversi per tempo per evitare di rimanere imbottigliati in un ingorgo. Proprio per questo è utile conoscere qualche ristorante buono ma anche vicino allo stadio Georgios Karaiskakis. La cucina greca differisce da quella italiana perché non comprende il concetto di primo piatto. Si parte con degli antipasti e poi si passa a una portata principale. Gli antipasti più diffusi sono degli involtini di riso o di carne che si chiamano dolmades e dei salatini di sfoglia chiamati pitakia ripieni di ogni bendiddio. Come piatti principali si punta molto su carne e pesce alla griglia, poi ci sono gli spiedini tipici chiamati souvlakia e una specie di kebab che in Grecia diventa gyros. Il moussakà, piatto al forno popolarissimo tra i turisti che si trovano in vacanza ad Atene, è a base di melanzane, patate, ragù e formaggio, una variante su quella che in Italia si chiama parmigiana di melanzane. Comunque ad Atene, come in tutte le grandi capitali che vivono anche di turismo, si trova un po’ di tutto. Cerchiamo allora di fare un po’ d’ordine. Continua a leggere

Il senso dei brasiliani per la birra

skol-a-cerveja-mais-vendidaSi fa presto a dire birra. La bevanda già cara agli abitanti dell’antica Roma ha quasi più sfaccettature del vino. Può essere bionda, scura, rossa, ambrata, speziata, aromatizzata, doppio malto e quant’altro. Un vero universo che rende assolutamente insufficiente l’affermazione “Mi piace la birra”. Dipende da quale birra.
Si fa presto a dire che ai calciatori brasiliani piace la birra, Bisogna conoscere un po’ il loro mondo per rendersi conto di questa predisposizione. In Brasile quasi tutta la birra è bionda e ha una gradazione alcolica molto bassa. Viene servita a temperature incredibilmente basse, intorno agli zero gradi, e quando si entra in un bar e si chiede “Uma cerveja bem geladinha”, quella cerveja è davvero gelata. Sulle migliaia di chilometri di spiaggia del Brasile i primi tappi a corona cominciano a saltare verso le 10 del mattino e vanno avanti fino a tarda notte. Però si tratta di un Paese che ha una bassa produzione di vino (ma attenzione alla crescita di certe zone) e dove i superalcolici in commercio a prezzi abbordabili sono di bassissima qualità, spesso addirittura imitazioni mal riuscite di omonime bevande europee. Bere birra in Brasile è normale e forse fa meno male che bere bevande gassate dolciastre.
Su questa realtà si basano alcune verità e alcune leggende. Ai calciatori brasiliani piace la birra, ma forse non a certi livelli che si raccontano. La storia di Maicon che in un ristorante milanese avrebbe pagato un conto contenente decine di bottiglie di birra quasi certamente è un po’ gonfiata. Però a Maicon piace la birra, come piace a Julio Cesar e a molti altri giocatori verdeoro e questo ci sa lo spunto per raccontare come sono le birre brasiliane, quasi tutte attualmente in commercio anche sul territorio italiano. Continua a leggere

Fare del bene e cenare da Cracco

foto 1Tutti conoscono Carlo Cracco e la sua straordinaria presenza nel programma-cult degli appassionati di cucina, “Masterchef Italia”. Ma c’è un aspetto che molti ignorano ed è il rapporto tra questo genio della cucina e il calcio. Cracco è milanista anche se vive questa fede in linea con il personaggio. Non si sbilancia troppo, si limita a qualche giudizio dei suoi quando viene chiamato in causa. L’estate scorsa liquidò l’argomento cessione di Balotelli con questa frase: Poteva consacrarsi da noi ma il calcio è fatto così, c’è chi si attacca alla maglia e chi al tram”. Tutto chiarissimo, come sempre chiari e netti sono i suoi giudizi su quello che avviene nel mondo della ristorazione.
Legato al calcio è però anche un altro aspetto poco pubblicizzato della vita di Cracco. Lo chef più telegenico del panorama italiano collabora con il progetto “Alas Blaugranas”, che si prefigge lo scopo di dare una mano a ragazzi diversamente abili che vivono in Brianza. Il manifesto di questa iniziativa è chiaro fin dalla homepage della pagina Facebook: “Progetto a favore di ragazzi disabili. Regaliamo un viaggio da sogno a Barcellona per conoscere i loro campioni”.
Tutto parte dalla “Penya Lombarda FC Barcellona”, il club italiano ufficialmente riconosciuto dal club catalano e presieduto dal dottor Antimo De Salve. Ogni anno, anzi ogni giorno, la Penya raccoglie fondi per riuscire a portare periodicamente e a turno dei ragazzi disabili al Nou Camp per vedere le partite del Barcellona e anche per incontrare i campioni che vestono la maglia blaugrana. In occasione dell’ultima sottoscrizione della Penya Lombarda, Cracco ha messo in palio una cena per due persone nel suo ristorante del centro di Milano. Ma non è l’unica star della cucina che collabora con Alas Blaugrana. Anche Ernst Knam, il re del cioccolato, è un amico della Penya Lombarda e ha confezionato una torta meravigliosa per il compleanno del club. Knam forse in questo momento non ha la stessa popolarità di Cracco, ma le sue torte sono delle vere opere d’arte.
foto 3Un piccolo passo indietro parlando di Cracco però ci vuole. Perché c’è un altro aspetto che lega il superchef al Milan e al Barcellona. Il 23 novembre 2011, prima della partita tra Milan e Barcellona di Champions League a San Siro, Cracco ha ospitato il pranzo ufficiale delle sue delegazioni, con Adriano Galliani e l’allora presidente Sandro Rossell. Il menù era totalmente impostato sulla tradizione milanese: risotto allo zafferano con midollo alla piastra, vitello impanato alla milanese con zucca e castagne, nuvola soffice di mascarpone, piccola pasticceria.