L’inviato Goloso

“XXL 50 piatti che hanno allargato la mia vita” è il libro appena uscito scritto da Paolo Marchi per Mondadori.

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Giovedì 6 novembre verrà presentato da Eataly Smeraldo a Milano alle 18.30.
Paolo Marchi è l inventore e guru di Identità Golose: il primo congresso di cucina d’autore in Italia che da qualche anno è anche una guida (niente voti, solo consigli). Ma Marchi per anni è stato una delle firme di prestigio della redazione sportiva de “Il Giornale”.
Inviato di calcio (fede interista, ma penna equilibrata), ma anche di Sci (ha corso appresso ad Alberto Tomba per tutta la sua carriera, spesso assieme a me). Insieme abbiamo anche seguito la Coppa America di vela, Giovanni Soldini e le Olimpiadi.
Nelle 182 pagine che compongono questa sorta di autobiografia attraverso 50 racconti golosi c’è tanto sport.


Perché inviato sportivo e appassionato di ristoranti è un binomio che si ritrova da anni. Diciamo che Gianni Brera è stato il capostipite, ma non si può non ricordare Gianni Mura di Repubblica e Roberto Perrone del Corriere. Tutte firme di primo piano in entrambi i settori.

Paolo Marchi
Quando girava il mondo per lo sport tutti si affidavano a lui per andare a mangiar bene, ci si scambiava gli indirizzi nuovi: sempre a caccia di scoperte. Che la passione per il mangiare bene gli avrebbe allargato la vita era nell’aria. Una volta a metà degli anni Novanta eravamo in Colorado per l’apertura della Coppa del Mondo di sci. A quei tempi il sushi negli stati uniti era già diffuso, mentre da noi muoveva solo i primi passi, non c’era quindi miglior posto per una scorpacciata. Paolo sapeva già qual’era l’indirizzo giusto a Denver dove si atterra arrivando dall’Europa per raggiungere i resort delle Montagne Rocciose, e così ci siamo precipitati al nostro sushi bar.
In due abbiamo fatto fuori 50 Nigiri, tanto che dopo il nostro passaggio hanno dovuto chiudere il ristorante.
Il libro comprende anche una ventina di ricette tra cui il mirabolante risotto alle cipolle (in realtà inventato da suo padre, il mitico Rolly Marchi) uno dei risotti più buoni che io abbia mai mangiato; perché Paolo è anche un ottimo cuoco.
Sono tanti i capitoli in cui si parla di sport.
A cominciare da capitolo intitolato “la migliore cena della mia vita”: non si racconta di un ristorante stellato, ma di una villa di Tiblisi per una cena di gala ospiti della Dinamo in occasione della trasferta di Coppa Uefa con il Napoli nel 1982, il sapore di quella gallina bollita fredda accompagnata da Aspic di gelatina, sottaceti e verdure saltate in padella, resta dopo 32 anni indimenticabile.
Oppure quella volta che tornando dallo slalom di Madonna di Campiglio fu accolto ben dopo le 23 da Vittorio Fusari al Volto di Iseo (oggi alla Dispensa Pani e Vini di Torbato in provincia di Brescia) ancora con la tuta da sci.
Divertentissima la sfida con il collega Davide Laiolo a Napoli al ristorante pizzeria la Sacrestia (spesso ci si incontrava Maradona e quindi i giornalisti facevano base li) quando dopo la Pastiera Paolo ordinò una pasta aglio olio e peperoncino vincendo a braccia alzate tra gli applausi dei colleghi.

 

Paolo Marchi davanti alla platea di Identità Golose

Paolo Marchi davanti alla platea di Identità Golose

Un libro curioso che si legge di un fiato, non solo per capire quanto è goloso Paolo Marchi, ma per conoscere qualche risvolto curioso dei più importanti chefs italiani

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