UN MARINAIO SBARCA A MILANO

A Milano è una delle aperture più attese della primavera. Con l’Expo un’occasione da non perdere per una star come Filippo La Mantia. Dove una volta c’era il Gold, in piazza Risorgimento, il discusso ristorante di Dolce e Gabbana brillerà l’insegna delo chef siciliano che non ama soffritti, aglio e cipolla.
L’abbiamo incontrato all’Audu Chef’s Cup, in Alta Badia, territorio insolito per un uomo di mare. “Amo sciare e da ragazzo partivo in macchina da Palermo, proprio per venire in Trentinio Alto Adige, con il baule pieno degli ingredienti della mia terra perché dopo una giornata sulla neve la sera gli amici mi volevano in cucina. Per me era già passione e divertimento. Oggi non rischio di farmi male, quindi qui non ho partecipato alla gara di sci, i prossimi sono mesi troppo importanti. E comunque ci tengo a ricordare che anche in Sicilia sciamo sull’Etna”. In compenso sul palco dell’Audi Chef’s Cup non si è tirato indietro quando si è trattato di suonare l’armonica. Un vero blues man!lamantia


Il ristorante di Milano aprirà tra fine febbraio e inizio marzo, porterà il nome di Filippo e sarà un tempio della cucina siciliana. “sarà una cucina ancora più sicula di quella che facevo a Roma. Ci saranno tutti i piatti tradizionali, le mie creazioni a anche un angolo dedicato allo street food”

lamantia blues
Protagonista in tv nel 2013 con The Chef su La5 Filippo La Mantia rappresenta in pieno la nouvelle vague dei cuochi: in forma, bellocci, a volte un po’ piacioni, indubbiamente sportivi: “ho praticato Karate per 28 anni e di questo beneficio ancora, oramai sono 5 anni che ho smesso, non ho più tempo”
Ma la grande passione, come è naturale per chi nasce su un isola è il mare. “Andare a vela – racconta La Mantia – per me è una ragione di vita. Mi emoziona sempre, che sia una regata o una semplice navigazione per piacere. L’estate scorsa alle Eolie ci siamo divertiti tantissimo. Il mare mi permette di non pensare, una sensazione di estrema leggerezza. Per dieci anni ho fatto Charter assieme a un amico Skipper, ovviamente mi toccava la corvè della cucina. Mi sento proprio un cuoco di barca a vela: mi piace tantissimo”. Nel suo curriculum anche una vittoria alla San Pellegrino Cooking Cup (regata a Venezia con cuoco a bordo)preparando la Cassata in navigazione.

lamantia chef
Viene naturale pensare che la navigazione sia stata complice nella creazione di qualche piatto: “si proprio perché in barca ci sono pochi spazi e attrezzature ridotte ho inventato qualche ricetta straordinaria. Fondamentale avere un mixer, con quello, un po’ di avanzi e tanta fantasia ho fatto dei pesti a crudo fantastici per condire la pasta o il cus cus. Importante è non fare soffritti perché altrimenti non ti levi più la puzza dalla cabina e io sono notoriamente nemico dei soffritti”.
Ma Filippo La Mantia ama anche stare al timone, manovrare le vele. E’ vero che averlo a bordo è una festa per il palato, ma lui non vuole essere relegato davanti alla fornello basculante: “ricordo una navigazione fantastica da Taormina e Capri affrontando 20 ore di tempesta e mare in burrasca. Eravamo in tre, ce la siamo visto brutta, ma è nato un legame straordinario. Passata la paura ti resta addosso una sensazione fortissima, il potere della natura che ti fa diventare il nulla: un turacciolo dentro la lavatrice: se sono sopravvissuto quella volta penso che non potrei avere più problemi. E questo mi serve nella vita di tutti i giorni”:

piatto lamantia

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