Le scorribande dell’inviato

Il venerdì sul Corriere della Sera c’è una lettura imperdibile per gli amanti del girovagare per l’Italia alla scoperta di cose buone da mangiare.  E’ la rubrica “Scorribande” di Roberto Perrone, firma di punta dello sport in via Solferino anche se prossimo al prepensionamento.

Rioberto Perrone (al centro) con Paolo Marchi ed Enzo Vizzari

Rioberto Perrone (al centro) con Paolo Marchi ed Enzo Vizzari

Roberto è uno di quei giornalisti di “peso” che da sempre unisce il racconto dello sport con quello del cibo: una tradizione che ha in Gianni Brera il capostipite e in Gianni Mura e Paolo Marchi valorosi seguaci.

Di quella rubrica ora è stato pubblicato da Mondadori una raccolta di tutti gli articoli dal 2009 a tutto il 2014: “manuale del viaggiatore goloso” Molte scorribande sono coincise con trasferte dedicate allo sport. Soprattutto seguendo la Juventus di cui è narratore da quando è al Corriere dopo essere stato a Avvenire e Il Giornale. “la mia squadra del cuore è il Genoa, perché è da li che vengo, sono nato a Rapallo, ma non posso negare che negli anni con i bianconeri è nato un feeling e ora che non ne scriverò più mi auguro che nella mia ultima stagione arrivi con lo scudetto la Coppa Italia; di triplete non parlo per scaramanzia” sorride Perrone che dietro un aria burbera e severa cela un indiscutibile bontà d’animo anche se è meglio non farlo arrabbiare.

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Anche la scorribanda a San Paolo in Brasile è legata all’ultima grande trasferta, quella dei mondiali di calcio 2014.

Il libro unisce alle scorribande in tutta Italia quattro capitoli che potremmo definire “filosofici” da cui per esempio Roberto Perrone racconta che per un articolo sul Foie Gras ha ricevuto più insulti che per mille articoli sul calcio.

Nel capitolo “io odio i clienti” racconta di come l’inviato che sa scegliere i ristoranti, soprattutto quando il lavoro finisce tardi,  si ritrova circondato da colleghi che si aggiungono all’ultimo momento e poi non fanno altro che criticare la scelta: per il prezzo, per il tipo di cucina, etc. Così l’inviato che non si accontenta della prima trattoria a volte preferisce cenare da solo. Tanto la serata poi si conclude conoscendo lo chef e facendosi raccontare la sua carriera.

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Un curioso, amante della buona cucina, non è mai solo.

La buona cucina conta così tanto nella vita di Roberto Perrone che sua Moglie Emanuela è la nipote della famosissima Manuelina di Recco, che oltre cento anni fa ha inventato la squisita focaccia di Recco (quella con il formaggio) così difficile da imitare.

Il cibo e il mondo della ristorazione è protagonista del suo ultimo Romanzo “la cucina degli amori impossibili” dove si racconta di un amore tra i ragazzi di due ristoranti rivali, naturalmente in Liguria.  I romanzi precedenti avevano temi più legati al mondo dello sport, cui si aggiunge la biografia di Gianluigi Buffon che è anche un amico. Del 2006 ci sono anche due pubblicazioni di ricette scherzose dal titolo:  “ricette consolatorie per juventini” e “ricette gratificanti per interisti”.

Ora che tra qualche mese lascerà il Corriere si divertirà con il suo prossimo Blog “perrisbite” (il morso di Perri): promette scintille, da non perdere!!!

Grazie alla sua passione per la buona cucina, ancora prima di scriverne, ha stretto rapporti di amicizia anche nel mondo dello sport. Un legame speciale era quello con Alberto Castagnetti,  il tecnico che ha fatto grande il nuoto italiano. Allenatore di Giorgio Lamberti, Massimiliano Rosolini, Domenico Fioravanti e, soprattutto, di Federica Pellegrini, scomparso nel 2009.

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“Alberto era un personaggio straordinario” racconta Perrone “e se ne sente la mancanza, la sento profonda.  Con lui si faceva una cena, ogni volta che ci si trovava a un grande avvenimento: Olimpiadi, Mondiali, Europei. Ne ricordo una di pesce, straordinaria, a Melbourne nel 2007, dopo che Federica aveva conquistato il suo primo record del mondo.Un altro uomo di sport  con cui, garantisco, è un piacere sedersi a tavola, è Antonio Conte: anche lui è un amante del pesce”.

 

 

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