Se il calciatore diventa… serial griller

CARLOS BACCA E LUIZ ADRIANOTra i tanti obblighi della vita di calciatore c’è quello di seguire regole precise in materia di alimentazione. Ci sono allenatori come Antonio Conte che intervengono direttamente sulla dieta dei loro giocatori, con irruzioni in sala da pranzo per punire qualche trasgressore. Altri lasciano una libertà relativa. Il primo tecnico-dietologo fu Eugenio Bersellini, guida dell’Inter scudettata nel 1979-80, che versava personalmente due dita di vino a tavola a ogni ragazzo e proibiva totalmente l’acqua durante i pasti. Altri tempi, altre abitudini. Oggi ci sono vere e proprie equipe di nutrizionisti che seguono passo dopo passo il rapporto tra lavoro in campo e calorie ingerite.

 

Poi ci sono le eccezioni, chiaro. E negli ultimi anni, con l’invasione di sudamericani nel campionato italiano, è sempre più diffusa l’abitudine delle grigliate aggreganti, ovviamente non nell’immediatezza di un impegno agonistico. Nei notiziari curati dalla redazione di Premium Sport abbiamo mostrato le immagini della grigliata postferragostana organizzata a Milanello da Gabriel Paletta, che è solamente l’ultimo episodio di una lunga serie, con una squadra assolutamente protagonista in questi anni, cioè l’Inter. La forte presenza argentina nell’era Moratti ha trasformato spesso il centro sportivo Angelo Moratti di Appiano Gentile in una vera e propria griglieria. Ma qui è interessante spiegare una distinzione: quello che Paletta ha preparato (con il fattivo aiuto di Sinisa Mihajlovic in T-shirt bianca) si chiama asado ed è la grigliata in stile argentino. Poi però esiste anche la versione brasiliana che non è del tutto uguale e si chiama churrasco. Qualche giocatore addirittura ha trasformato questa moda in business, ad esempio l’attuale vicepresidente interista Javier Zanetti è comproprietario di due ristoranti a Milano, El Gaucho in zona Navigli e il Botinero in Brera.

Dunque c’è l’asado e c’è il churrasco. La forte presenza di calciatori sudamericani di lingua spagnola (l’asado non è esclusiva argentina ma si mangia anche in Uruguay e Cile) ha reso più popolare in Italia il primo, ma il secondo ha una diffusione storica più radicata, con molti locali brasiliani che lo servono in tutta Italia. Apprezzare le differenze è però sempre interessante. L’asado dunque si basa sul cosiddetto “taglio reale”, che in Italia è molto usato per il brodo che però messo sulla brace cambia completamente le caratteristiche organolettiche e diventa molto gustoso. Soprattutto se accompagnato al chimichurri (si legge cimiciùrri), un condimento fatto con olio, sale, limone e spezie varie che si utilizza a piacere una volta completata la cottura. L’asado però non può essere considerato tale con un solo tipo di carne: sulla stessa griglia (che deve funzionare per ora e sempre con un fuoco medio-basso) volano anche delle costine di maiale e alcune parti di interiora ma anche due tipi di salsiccia, quella tradizionale (chorizo) e quella fatta con il sangue (morcilla), più o meno il sanguinaccio italiano.
C_29_fotogallery_1010916__ImageGallery__imageGalleryItem_6_imageIl churrasco è accomunabile all’asado per gli strumenti usati ma non nel procedimento. La regina del churrasco è la cosiddetta picanha, taglio che in Italia si definisce codone. Chiunque assaggi una picanha ben preparata rischia di non assaggiare altri tagli di carne alla brace. Il pezzo viene massaggiato qualche ora prima della grigliata con sale grosso e poi viene lanciato sulla griglia con il grasso che ha attaccato. Questo grasso, sciogliendosi durante la cottura, forma una commistione con il sale e rende la picanha saporitissima: non bisogna lasciarla cuocere troppo ma va lasciata leggermente al sangue per essere gustata al cento per cento. Un altro punto fondamentale per rendere veramente brasiliano un churrasco è l’uso degli spiedoni, delle vere e proprie spade dove vengono infilati i pezzi di carne per la cottura. A parte la fantastica picanha, che viene aspettata da tutti come la manna dal cielo, nel churrasco si utilizzano anche varie parti del pollo, che vanno condite, speziate e servite appena escono dalla griglia, più tagli alternativi che si chiamano cupim, alcàtra, maminha e lombinho. Quest’ultimo è la lonza di maiale, mentre la maminha è una parte del bovino sopra l’anca, il cupim assomiglia alle parti che utilizziamo in Italia per fare il bollito e l’alcàtra è la parte che si trova esattamente sotto il codone. Un churrasco che si rispetti deve comprendere anche la cosiddetta linguiça calabresa, una salsiccia molto consistente e molto speziata particolarmente adatta alla grigliata. Che comunque può contenere tutto lo scibile alimentare. Accanto al churrasco vengono serviti diversi contorni secondo l’ispirazione di chi lo prepara: riso in bianco, fagioli neri, feijoada (il famoso stufato di fagioli neri con carni miste di maiale), polenta fritta a cubetti oppure macaxeira fritta, cubetti di mandioca passati nel burro e passati in padella.

Alla fine di un asado normalmente ci si addolcisce la bocca con un po’ di dulce de leche, il popolarissimo dessert argentino a base di latte condensato che ha il gusto del caramello. Un churrasco si conclude si solito con una fetta di ananas (in portoghese si dice abacaxi) grigliato, che ha un altissimo potere digestivo. Volendo stravincere si può anche aggiungere un quindim, una specie di budino a base di cocco fresco, molto dolce.

Si fa presto a dire grigliata e si fa presto a dire che i calciatori possono diventare serial griller. Bisogna capire se è più bravo Paletta come asador o Hernanes come churrasqueiro. L’ideale sarebbe assaggiare un po’ di tutto, de gustibus non disputandum est.

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2 risposte a “Se il calciatore diventa… serial griller

  1. Questa simpatica foto e consequenziale divertente articolo è buona cosa in uno sport che ci si prende troppo sul serio ed invece nei suoi attori primi è fatto di normali vicende come una grigliata fra amici.però adesso è ora di cambiarlo con un altra foto e articolo attinente alla rubrica soft perché è ormai tanto che questo è in pubblicazione.
    Buon lavoro.

  2. Ma questi 2 quanto mangiano?,capisco tutto,il Condor che li porta da Giannino e quant’altro ma ora se vanno avanti di questo passo più che due giocatori diventeranno 2 mongolfiere,questi due sarà almeno almeno 20 giorni che si fanno fotografare ogni giorno mentre si fanno della carne alla brace e che altro e sempre sorridenti come se non capissero il rischio colesterolo e altro,se continuano di questo passo ognuno arriverà a pesare 120 kg. se non fermati in tempo,dovrebbe essere la società in primis a porsi delle domande e capire il pericolo che diventino pantagruelici,ma mi domando se è il modo di tenersi in forma da atleti…mah.

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