Guida Europei: 3-Tolosa

 

ToulouseLa Svezia di Ibrahimovic sarà l’avversaria dell’Italia venerdì 17 giugno (occhio alla superstizione) allo Stadium Municipal di Tolosa. Siamo nel sud della Francia e la città, pur essendo poco considerata nei circuiti turistici tradizionali, ha un suo fascino particolare. Detta anche “città rosa” per il colore dominante dei suoi edifici, ha alle spalle quasi 2300 anni di storiae ha uno straordinario patrimonio artistico sia religioso che civile. Una città che merita di essere vissuta al di là di una partita di calcio e che propone una  ricchissima scelta gastronomica che proviamo a ordinare per generi.

 

CUCINA TRADIZIONALE FRANCESE

ANGES ET DEMONS (1 Rue Perchepinte, tel. +33561526669)

Pareti con mattoni a vista e arredamento di classe, ma anche una cucina di alto livello basata su tecnica moderna e prodotti del territorio. Molto quotato sulle guide gastronomiche francesi, presenta un menù degustazione molto, molto interessante che costa 80 €.

LA CABANE (37 Avenue de Grande Bretagne,  tel. +33561155356)

Tutto il meglio che arriva dal mare, cucinato con grande passione e competenza, compresi piatti a base di aragosta. Frutti di mare di tutti i tipi, come se piovesse, sempre freschissimi. L’avvertenza è che i costi sono adeguati al grande prestigio dei prodotti proposti.

LA VACHE SOUS LE POMMIER (6 Place Laganne, tel. +335983027152)

Offre una cucina tipica della Normandia totalmente fatta in casa. Molto importante la presenza del pesce fresco e dei frutti di mare. Per un pasto completo (antipasto più piatto principale più dessert) si oscilla tra i 35 e i 40 €. Da provare le crocchette al Camembert, piatto  tipicissimo della Normandia.

LE CHAI SAINT-SAVEUR (30, Rue Bernard Mulè, tel. +33561542720)

Un’enoteca più che un ristorante tradizionale, ha una carta di vini tra le migliori di tutta la città ma ha anche uno chef, Jean-Christophe Lassalle, che riesce a servire pietanze all’altezza dei vini che vengono serviti. Nelle belle giornate l’ideale è mangiare in veranda.

LE LOUCHEBEM “LE BOUCHER” (Marché Victor Hugo- 1° piano, tel. +33561121252)

Fa parte del mercato Victor Hugo ed è gestito da un macellaio. Questo significa che si mangia soprattutto carne, di altissima qualità. Si può scegliere tra 21 diversi piatti carnivori e ovviamente c’è la possibilità di assaggiare il foie gras della casa che è molto quotato.

L’EPILOGUE (47 Rue Mets, tel. +33561217969)

Ben arredato, anche con stile, punta tutto sulle materie prime quasi a chilometro zero e su un concetto di cucina molto casalinga, a prezzi assolutamente abbordabili  perché il piatto del giorno costa 10 € e accoppiato a un dessert o a un antipasto arriva a 15 €.

LE SAINT SAUVAGE (20 Rue des Salenques, tel. +33561235686)

Si mangia con circa 15 € a pranzo e con circa 35 € a cena. I prodotti sono tutti provenienti  dal territorio circostante e la filosofia di cucina è tipica del sud-ovest della Francia. Per la verità è un ristorante adatto alle coppie, ma anche per un gruppo di amici po’ adattarsi.

LE COLOMBIER (14 Rue Bayard, tel. +33561624005)

Si autodefinisce “il tempio della cucina del sud-pvest”. Lo chef Alain Lacoste, nonostante il cognome, non fa magliette ma piccoli capolavori in cucina accompagnati da vini francesi con ricariche oneste. A pranzo menbù da 19 e 23 €, la sera si cena con tre formule diverse da 27,50 €, 32 € o 39 €.

L’OS A MOELLE (14 Rue Roquelaine, tel. +33561631930)

Foie gras della casa, cassoulet d’anatra, gamberi all’anice: sono solo tre dei piatti che questo ristorante veramente tipico e veramente legato alla tradizione locale può offrire ai suoi commensali. Si spendono circa 40 € a persona e mettono subito in chiaro che i piatti caldi sono fatti al momento e richiedono 25 minuti di preparazione.

MEET THE MEAT (Boulevard de Strasbourg, tel.  +33561485059)

Tradizione allo stato puro, am biente semplice ma con servizio molto accurate. La particolarità è che lo chef offre un’insalata come antipasto, poi i piatti principali vanno dai 18 ai 25 €, i dolci sui 6 €. Particolarmene indicato per chi maa la cucina di terra e la carne soprattutto

MICHEL SARRAN (21 Boulevard Armand Duportal, tel. +33561123232)

Basta vdere le foto per innamorarsene. !Qui è una casa più che un ristorante”, scrivono sul loro sito. La cucina è di una raffinatezza estrema e ammantata di modernismo. A pranzo c’è un menu da 55€, mentre la sera bisogna rassegnarsi a investire 100 € per un’esperienza indimenticabile.

 

CUCINA INTERNAZIONALE

LE MAHARAJA (46 Rue Peyrolières, TEL. +33534305012)

Propone una cucina indiana ricchissima, nel senso che ha piatti provenienti da varie zone di quell’immenso Paese. Si può spendere poco, pochino o pochissimo. Ci sono dei menù completi che costano 8 € e altri un po’ più elaborati che vengono proposti a 50 € per due persone.

LE PETIT RAJASTHAN (1 bis Rue Jules Chalande, tel. +33561237734)

Nel pieno centro di Tolosa propone da oltre vent’anni non una vaghissima cucina indiana ma quella specifica del Rajasthan, come dice il nome stesso. Il menù è ricchissimo, ma per chi non conoscesse questi piatti nello specifico esistono dei menù guidati da 13 € o da 22,50 €.

LE SUKHOTHAI (37 Rue Matabiau, tel. +33561628470)

Un angolo di vera Thailandia nel pieno centro di Tolosa. Pollo al curry verde e gamberi saltati o pesce in insalata di mango sono alcune delle specialità che si possono sperimentare in questo locale ben curato dove mediamente si spendono 25 € per una cena e 15 € per un pranzo.

SANDIBAD (4 Rue Amélie, tel. +33562176774)

Ambiente raffinato e orientaleggiante che propone una cucina libanese di pregio. Il servizio è molto accurato ed è ottima l’idea di proporre un menù degustazione con molti assaggi a 26€ per tutti quelli che non conoscono questo tipo di cucina comunque molto interessante.

SHALIZAR (100 Rue Achille Viadieu, tel. +33561326955)

La cucina iraniana in Italia non è molto conosciuta, ma ha una grande tradizione e un notevole assortimento. La carta varia spesso, adattandosi alle stagioni. Interessante la formula di tre antipasti più un piatto principale più un dessert al prezzo fisso di 17,50 €.

 

QUALCOSA CHE NON C’ENTRA NIENTE

SO BRITISH (11 Rue Peyras, tel. 0033561383088)

Sembra di essere a Birmingham o a Manchester invece che a Tolosa. Sala da tè in stile barocco e perfettamente uguale ai locali analoghi che si trovano oltre Manica, dove si possono gustare a parte il tè anche muffins, pudding, cheese cake e tutto quyello che può accompagnare una tazza di tè dalle 11 alle 2 di notte.

 

PER CHI VUOLE SAPORI ITALIANI

CAFFE’ COTTI (108 Boulevard Silvio Trentin, tel. +335981192225)

Fa arrivare ogni giorno affettati freschi e formaggi dall’Italia, ma ha un menù molto vario che comprende pasta ai frutti di mare e ovviamente la pizza, che viene cotta nel forno a legna. C’è anche qualche strizzata d’occhio al gusto francese, come i ravioli al foie gras.

LA TRAVIATA (32 Rue Sainte-Ursule, tel. +33561123399)

Il nome altisonante può mettere soggezione, ma in realtà si tratta di un normale ristorante italiano che cucina cose tradizionalissime tipo i saltimbocca alla romana o le melanzane alla parmigiana con un ottimo rapporto qualità prezzo, circa 25 € per un pasto completo.

PIZZA LUCE (7 Rue des Trente Six Ponts, tel. +33561551264)

Riscuote un grandissimo successo tra la popolazione locale ma può essere anche un buon indirizzo per italiani doc. Tutto viene fatto in maniera artigianale e la scelta di pizze è veramente infinita, con un servizio decisamente cortese e con la possibilità di comprare e asportare.

PIZZERIA DU VAUDEVILLE (2 Place Roger Arnaud – tel. + 33561201544)

Abbastanza simile  a una pizzeria italiana, anche come prezzi (una pizza va mediamente sui 7,5 €). Il prosciutto è rigorosamente italiano, volendo si può ordinare anche il foie gras (altrimenti non saremmo in Francia), in assoluto si mangia con una ventina di euro a testa.

 

Guida Europei: 2- Lione

lioneIl 13 giugno l’Italia esordisce agli Europei contro il Belgio a Lione. Città molto vicina all’Italia dal punto di vista geografico ma molto sottovalutata dagli italiani dal punto di vista turistico. Lione ha un centro storico fantastico, una basilica che fa innamorare a prima vista (Notre-Dame de Fourvière), splendidi nusei e dintorni da urlo (la regione del Beaujolais) oltre a un meraviglioso e immenso parco che si trova proprio nel centro della città. Lione merita una visita per la sua bellezza evidente, ma anche per il piacere di gustare piatti fantastici, Dal 1935 è considerata capitale mondiale della gastronomia, si può mangiare bene spendendo anche poco, non solo buttandosi in un locale che esibisce la stella Michelin. Prima o dopo Belgio-Italia, c’è solo l’imbarazzo della scelta che proviamo a depotenziare con questa piccola guida.

 

CUCINA TRADIZIONALE FRANCESE

AU PETIT BOUCHON CHEZ GEORGES (8 Rue du Garet, tel, +33474283046)

Un indirizzo storico della gastronomia lionese, che proprio per questo va tenuto in considerazione per assaggiare quello che la gente del posto è abituata a mangiare da sempre, con una preparazione accurata. Il menù varia a seconda del mercato e viene servito in un piccolo e grazioso locale.

 

BRASSERIE GEORGES (30 Cours de Verdun Perrache, tel. +33474565454)

Un indirizzo che risale addirittura a quasi 200 anni fa. Nel 2005 si è rinnovato con una ristrutturazione in stile “Art dèco”. Il bello è che scegliendo uno dei menù guidati e studiati dallo chef si spende una cifra inferiore ai 30 € mentre alla carta non si va molto oltre, 40 € al massimo.

 

BRASSERIE L’OUEST (1 Quai du Commerce, tel. +33437646464)

Tra i top assoluti non solo della città ma anche d’Europa. Fa parte di un super poker con Le Nord, Le Sud e l’Est, sotto il prestigiosissimo nome del Paul Bocuse. Con una novantina di coperti prepara piatti di altissimo livello creativo. Nonostante il nome ha prezzi aussi popolari: 22€ per due portate e 26 € per tre portate.

 

CAFE’ COMPTOIR ABEL (25 Rue Guynemer, tel. +33478374618

L’autoreferenzialità lo stuzzica. Si definisce “il più autentico bistrot di Lione” e l’immagine esterna è davvero sorprendente, una bellissima entrare accanto a un arco romaneggiante. Un menù ispirato al territorio si può portare a termine per 25€, alla carta con 40 c’è da assaggiare qualcosa di molto interessante.

 

CAFE’ SILLON (46 Avenue Jean Jaurès, +33 4 78 72 09 73)

Lo chef Mathieu Rostaing-Tayard è un talento assoluto che però non arriverà mai a una popolarità eccessiva perché preferisce la riservatezza al clamore della ribalta. Nel suo locale però si assaggiano cose meravigliose, a partire dal “Cochon confit” che è il capolavoro della casa, ma anche i dessert sono da urlo, tutto sui 35€.

 

KOS-I (6 Rue Jean Marcuit, tel. +33 4 37 50 28 55)

“Cucina di stagione” è l’etichetta auto assegnata di questo locale, che punta moltissimo sulle verdure e soprattutto su quello che il mercato offre ogni mattina quando lo chef Stephane Blein va a fare la spesa. Altissimo livello di creatività con un menù degustazione da 39 € e dei menù-scoperta da 35-40 €.

 

LE BOUCHON DES FILLES (20 Rue Sergent Blandan Ancienne Voie du Rhin, tel. +33478304044)

Viene definito “un inno alla sapienza delle mamme lionesi” ed è gestito nda un gruppo di giovani donne che amano preparare una cucina di alto livello. Molto frequentato dalla popolazione locale e in particolare dagli studenti, il che significa un ottimo rapporto qualità-prezzo per la cucina di tradizione che viene presentata.

 

LE COMPTOIR DU BOEUF (3 Place Neuve Saint-Jean, tel. +33 4 78 92 82 35)

Locale carinissimo con tavolini rossi all’aperto, portato avanti da una chef (Marie-Noel Brun) che si ispira molto alla tradizione e che prova piacere puro quando le si chiede l’equivalente francese del bollito. Propone dei menù completi molto sfiziosi per cifre ragionevoli, dai 23 ai 29 €.

 

LE GARET (7 Rue du Garet,- tel. +33478281694)

Lo chef Emmanuel Ferra ha scelto di preparare pezzi d’altissima cucina partendo da materie prime che normalmente vengono trascurate, un po’ come nella “cucina pop” di Davide Oldani. Pop, nel senso di sufficientemente popolari anche il prezzi (sui 30 € a testa) in un ambiente tipico e di grande tradizione.

 

LE MUSEE (2 Rue des Forces, tel. +33478377154)

Lo chef è giovane e quindi riesce a inserire un tocco di modernismo in ogni piatto, pur basandosi sulla tradizione locale. Possono intimorire l’arredamento un po’ retrò e i lunghi tavoli che si possono anche condividere con sconosciuti, ma con un contor sui 30 € si può davvero provare il meglio degli storici piatti lionesi.

 

LE PATAGON LYONNAIS (14 Place Carnot, tel. +33478381414)

Lunghe file di bottiglie esposte e un locale chge sa molto di tradizione come le idee dello chef Laurent Cochet, che non si discosta molto dal solco delle tipica cucina da bistrot e brasserie. Nella bella stagione ci sono dei favolosi tavoli all’aperto in mezzo alle palme.

 

PIERRE ORSI (3 Place Kléber, tel. +33478895768)

Grandissima classe, livello elevatissimo. Bisogna essere pronti a una spesa elevatissima per inebriarsi del lavoro dello chef. In linea di massima gli antipasti costano 30 € e i piatti principali 45€, per il sofisticato “Menù prestige” bisogna prevedere un investimento di 110 €.

 

CUCINA INTERNAZIONALE

COCOO  (7 rue Neuve,, tel. +33478585858)

Si può scegliere tra la formula “a buffet” oppure alla carta. Il buffet costa 14 € a pranzo dal lunedì al venerdì, 17 il sabato. La sera si sale a 19 € fino al giovedì e 22 per venerdì e sabato. Cucina thailandese, molto saporita e molto interessante,magari bisogna avvisare di stare un po’ tranquilli con il piccante.

 

HUA YUAN XUAN (20 Rue Mulet, tel. +33426011603)

Ristorante cinese superiore a quella che in Italia è la media degli omologhi. Magari non è il massimo della comodità per tavoli e sedie, ma offre una qualità che galleggia nella capitale della gastronomia. L’anatra laccata è da applausi. Materie prime ben scelte, porzionin abbondanti.

 

KAN FOOD (249 Rue Paul Bert, +33 9 50 21 85 62)

La cucina giapponese ha preso piede anche qui, ma ovviamente deve darsi da fare per poter competere con quella locale. Da Kan Food fanno sushi e maki di grande livello, ma possono anche elaborare dei menù tematici come la fonduta alla giapponese oppure il sushi vegeratiano. Menù fissi tra i 17 e i 23 euro.

 

ORANGE A LA CANNELLE (20 Rue de Bourgogne, tel. +33472423981)

Cucina marocchina di alto livello, questo è chiaro, altrimenti non potrebbe essere competitiva in una città come Lione. Il couscous ovviamente ha un ruolo dominante in questo locale e costa tra i 12 e i 15 € tutto compreso. Altri piatti più elaboratio vanno dai 17 ai 20 €, con un totale di 30 € si cena molto bene.

 

WASABI (76 Rue d’Anvers, tel. +33437280877)

Ha una sana passione per la bellezza della presentazione dei piccoli capolavori giapponesi che prepara, passione che qualche volta comporta dei tempi d’attesa un po’ prolungati. L’altra grande attitudine dello chef è la spiegazione attenta di tutto quello che porta ai commensali. A pranzo si esce con un conto di 18 €, la sera ci si può avvicinare ai 50 ma con grande qualità.

 

E ALLA FINE, ITALIA

LA TRATTORIA DESAINT JEAN (31 Rue Saint-Jean, tel.:+334952573140)

Un po’ più sofisticato degli altri locali italiani di Lione, anche perché si presenta in maniera un po’ più chic. Costa sui 30 € per un pasto e oltre a una classica pizza presenta in menù più o meno tutte le specialità di casa nostra, compreso un buon risotto gamberi e verdure.

 

L’ITALIANO VERO (96, Route de Genas, tel.:+33478545454)

Mischia piatti della tradizione siciliana con altri di ispirazione napoletana, comunque tutti ben eseguiti con prodotti che arrivano ogmi giorno dalla madre patria. Il bello per un italiano che si trova a Lione è che la lingua parlata è proprio la nostra, da tutto il personale. Si mangia con 20-25 €.

 

MOMENTO SAPORI E VINI (4, rue de Fleurieu, tel. +334783 0054)

Ravioli al tartufo d’alba: un piatto che non è facile trovare nemmeno in Italia e che in questo posto si trovano abbastanza spesso. La cucina è italiana ma pende più in direzione della creatività piuttosto che in quella della tradizione. Tutto importato ovviamente, spesa intorno ai 35 €.

 

TUTTI QUANTI (52 Avenue Félix Faure, tel.:+33478628002)

Si sono inventati il menù Mezzo Mezzo per non riempire troppo i clienti: comprende mezza pizza e una fresca insalata. La pizza ovviamente deve strizzare l’occhio ai gusti francesi ma può andare bene anche per gli italiani, il prezzo finale oscilla tra i 22 e i 25 € a testa alzandosi soddisfatti.

Guida Europei: 1- Montpellier

Gli Europei sembrano una realtà lontana chissà quanto, invece sono lì a un passo. Il 13 giugno l’Italia esordisce contro il Belgio e la vicinanza con l’Italia è un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Il fascino della Francia e il richiamo della sua gastronomia possono diventare un’occasione irripetibile per un viaggio che unisca turismo e sport, a prescindere dalla fiducia che si può riporre nelle potenzialità degli azzurri di Antonio Conte. La prima tappa di questo viaggio porta a Montpellier, sede del ritiro azzurro. La Nazionale alloggerà al Courtyard by Marriott Hotel e si allenerà nel centro sportivo del Montpellier, il Bernard-Gasset di Grammont. La città di Montpellier non è molto popolare nei circuiti turistici, ma ha un fascino molto particolare, soprattutto il centro di origine medievale e in buona parte pedonalizzato. Capitale della Linguadoca-Roussillon, Montpellier è anche una città universitaria e popolata di giovani che la rendono anche molto vivibile e a modo suo allegra. A due passi dalla città si può visitare la Camargue ma anche trascorrere delle giornate al mare, soprattutto a La Grande Motte, località balneare vicinissima al capoluogo. Città mediterranea, facilmente raggiungibile dall’Italia, offre anche moltissime possibilità di scelta in tema gastronomico. Ecco qui qualche suggerimento in proposito. Continua a leggere

Perdomo, genio in cucina: “Sono il Sacchi degli chef”

contrC’è un filo sottile ma indistruttibile che lega Milano all’Uruguay, la voglia di novità che permea questa città con la raffinata creatività della gente uruguagia. Nel calcio, Alvaro “Chino” Recoba è stato l’espressione più recente di questo legame. Nel giorno del suo quarantesimo compleanno, Recoba ha ricevuto un attestato incredibile da Massimo Moratti: “E’ stato il giocatore dell’Inter che ho amato di più”. Più di Ronaldo. Ma prima di lui l’Inter ha avuto un altro mancino uruguayano di altissimo livello, Ruben Sosa, protagonista di un “quasi” scudetto nel 1993. Il Milan ha avuto lo straordinario talento di Pepe Schiaffino, anche se bisogna risalire a qualche decennio prima. Continua a leggere