Tavole da finale Champions

Finale-Champions-League-2016-1Per vedere la finale di Champions, la via più semplice è stravaccarsi sul divano di casa e accendere Premium Sport che seguirà per una settimana l’avvicinamento al più grande appuntamento della stagione calcistica. Ma l’appassionato vero ha la legittima aspirazione e vedersela dal vivo, in uno stadio che ha già iniziato da tempo il maquillage per il suo gran gala. San Siro è uno stadio che vale il viaggio, Real e Atletico sono due squadre che garantiscono furbo di altissimo livello. Ma soprattutto Milano è una città che dall’Expo in poi ha dato una forte accelerata alle sue attrattive turistiche. Ovviamente in tutto questo si inserisce anche lo straordinario panorama gastronomico che questa città – capitale del calcio europeo per un giorno – può offrire a tutti quelli che vogliono unire una serata di grande calcio a qualche pasto di quelli da ricordare e raccontare agli amici. Nota a margine: per la scelta delle eccellenze milanesi l’ispirazione arriva dalla favolosa guida Identità golose (www.guidaidentitagolose.it) dove tutti questi locali sono recensiti e analizzati nei minimi dettagli.

PER RESTARE IN TEMA: RISTORANTI SPAGNOLI
BA-BA-REEBA (via Via Filippo Corridoni 1, tel. 02 76022684)
Un po’ nascosto rispetto alle vie principali del centro, ma merita di essere scovato tenendo conto che è a pochi passi dalla Biblioteca Sormani. Ha un affascinante soppalco che lo rende ancora più glamour, fa anche paella d’asporto e stupisce con la paella di riso nero, spesa sui 35 €.

EVENT LA VIDA Y EL GUSTO (viale Piave 38 – tel. 02 20520174)
I punti di forza sono inevitabilmente la paella e il jamon iberico, ma ci tengono molto a fare assaggiare anche le acciughe del Cantabrico, un prodotto spagnolo che si sta diffondendo sempre più in Italia. Un ambiente simpatico dove si può mangiare bene con poco più di 20 €.

LA CASA IBERICA (Viale Premuda 1, tel. 349 6932165)
Un locale nuovo di zecca, che punta molto sull’eccezionalità delle materie prime che vengono elaborate pochissimo. I taglieri e le tapas sono padroni assoluti di un bel posto dove non è facile parcheggiare ma dove con 25 € si esce completamente soddisfatti e allegri.

LA PULPERIA (Via Piero della Francesca 75, tel. 02 87386584)
A prima vista sembra una di quelle botteghe che si trovano alle spalle dei lungomari delle città spagnola, con una ceramica alla pareti che va molto Mediterraneo. La cucina è di ispirazione galiziana e si basa molto sul polpo alla gallega, con 25 € si può gustare un pasto come quelli che consumano i pellegrini di Santiago de Compostela.

PAELLAMI (via Guido Cavalcanti 4 – tel. 347 4085050)
Tra Stazione Centrale e centro città, lo chef Ricardo è riuscito ad affermare la sua filosofia, partendo delle tapas che vengono offerte a 1 € l’una, ovviamente nello stile spagnolo. Il nome dice chiaramente che la paella è il punto di forza in tutte le sue tipologie, in un ambiente interessante dove prevale il colore rosso.

VECCHIA OSTERIA ANTIGUA POSADA (Via Fratelli Bozzi, 14, tel. 02 4521474)
Quando si dice equidistanza. La chef Eugenia prepara indifferentemente cucina spagnola e milanese, con l’unico accorgimento che la paella va ordinata un giorno prima perché deve essere fatta come dios comanda. Altro segno particolare: in 5 minuti a piedi si arriva allo stadio.

ZONA SAN SIRO, PER CHI HA FRETTA

AL FARO 64 VIA NOVARA (Via Novara, 66, tel. 02 48705916)
Un posto in passato sottovalutato che però si è rifatto completamente il look ed è diventato uno dei punti di riferimento della zona. Attraente la pizza margherita a 5 € ma vale la pena anche provare i piatti di pesce che vengono eseguiti con semplicitù ma anche attenzione.

AMERICA GRAFFITI (Via Achille 4, tel. 02 48753134)
Qualcosa di veramente insolito che potrebbe affascinare sia i giovani sia i meno giovani. Stile americano anni ’50 con vistosi arredamenti smaltati, serve cucina da fast food che però utilizza materie prime di ottimo livello, soprattutto gli hamburger di grandi dimensioni. Notevole anche la birra alla spina.

ANTICA TRATTORIA LAMPUGNANO (Via Trenno 22, tel. 02 3084871)
Chi ha vissuto la vecchia Milano ha la possibilità di ritrovarsi perfettamente in questo ambiente molto tipico, che consente di assaggiare alcune specialità tipiche della tradizione lombarda. Ideale per gruppi, il prezzo di un pasto si aggira sui 25 €, in piena media milanese.

CANTER 1920 (Ippodromo di San Siro, Via Pegaso 14, tel. 338 8160758)
Posto di una certa classe, all’interno dell’Ippodromo di San Siro, punta moltissimo sulla cucina di mare inclusi i crudi che vengono preparati da mani esperte. Anche gli appassionati di carne hanno però ampia possibilità di scelta. La raffinatezza dell’ambiente porta inevitabilmente a conti sopra i 45 €.

LA BARCHETTA (Via Federico Tesio, 15, tel.02 48205118)
Si guadagna una dignitosa sufficienza in tutto quello che fa, a partite da un’ottima pizza, passando per il ricco buffet di antipasti per arrivare a primi piatti comunque ricchi, soprattutto se si parla di cucina di mare. Recente l’apertura nella sua nuova veste, a pochi metri dallo stadio, si mangia con 25 €.

LA PESA TRATTORIA 1902 (Via Giovanni Fantoni 26, tel. 02 36514525)
I gestori sono giovani ma molto legati alle tradizioni. Hanno scelto il vintage come stile di arredamento e la cucina milanese come proposta gastronomica, con tutto quello che ne consegue: risotti, cassoeula, ossibuchi, mondeghili (polpettine alla milanese) e ovviamente la classica cotoletta. Spesa sui 40 €.

OSTERIA IPPODROMO (Via Novara 127, tel. 02 4526524)
Si riconosce molto facilmente perché fuori sventola una bandiera sarda che in realtà viene totalmente onorata anche all’interno, con qualche piatto tipico della splendida isola. Pesce freschissimo, cantina molto fornita, per un pranzo o una cena completi ci si aggira sui 40 €.

TOKYO NOMI SUSHI (Via Novara 123, tel. 02 4522586)
Non può mancare un nippocinese, ormai espressione tipica della ristorazione milanese con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti. Questo rientra nella media cittadina, ha buoni prezzi e consente di sfamarsi con 15 €, anche senza una caratterizzazione precisa e personalizzata.

SIGNORE E SIGNORI, LE ECCELLENZE MILANESI

28 POSTI (via Corsico 1, 02 8392377)
Il Naviglio si scorge qualche metro più in là, il posto è in una vietta laterale che va conosciuta e percorsa. Come dice il nome, i posti sono 28 ma di solito fanno felici 28 persone grazie a uno chef che ama molto gli ortaggi e che propone dei menù degustazione per tutte le tasche, anche quelle che possono sborsare 75 €.

AL MERCATO (via Sant’Eufemia 18, tel. 02 87237167)
Chi ama veramente la carne trova qui un indirizzo che con 40 € può soddisfare quasi tutte le esigenze, comprese quelle di chi si delizia con i tagli secondari che stanno tornando di moda. Ma anche chi predilige il pesce trova la sua realizzazione con un sushi all’italiana di qualità e ben presentato.

AL PONT DE FERR (Ripa di Porta Ticinese 55, tel. 02 89406277)
In passato era arrivato alla stella Michelin con lo chef uruguayano Matias Perdomo che poi ha aperto il suo locale. Ha abbandonato il modernismo convinto e intraprendente per tornare su una tradizione che comprende pesci di lago e carne di cavallo, secondo i dettami dell’esperto chef Vittorio Fusari.

ALICE (Piazza XXV Aprile 10, tel. 02 49497340)
All’ultimo piano di Eataly, nel vecchio teatro Smeraldo, è uno dei punti di riferimento milanesi per la cucina di mare. Ha una vista su Corso Como, famoso divertimentificio della città, che invoglia a una vita dopocena, ma intanto la chef Viviana Varese conquista i suoi clienti con dei caplavori. Menù degustazione da 90 e 100 €.

ARMANI (Via Manzoni 31, tel. 02 88838888)
Roba da ricchi, come si può intuire da nome stiloso. Ma poi si capisce che vale la pena di essere ricchi, perché si mangia benissimo (con una super prevalenza del riso cucinato magistralmente) con una vista suggestiva sul Duomo e sui dintorni. Alla carta di sta sui 70 € mentre il menù degustazione arriva a 135 €.

AROMANDO (Via Moscati 13, tel. 02 36744172)
Il classico posto dove si fa in fretta a sentirsi a casa, situato in zona Sempione a qualche passo dall’Arco della Pace dove si scatenano i postadoelscenti. Mai banale nella maniera di cucinare, ama le erbe e utilizza i prodotti del mare con grande maestria.

ASOLA (Via Durini 28, tel. 02 92853303)
Sull’insegna si parla di “cucina sartoriale” e l’idea è un po’ quella che preparino i menù su misura per i loro ospiti, che hanno anche il piacere di vedere all’opera lo staff della cucina. Il pesce è la grande passionem seguita dal tartufo. I menù degustazione costano 65 e 90 €.

BASARA (Via Tortona 12, tel. 02 83241025)
La particolarità di questo posto è che unisce il tradizionale sushi giapponese con la più alta pasticceria italiana. Le tartare sono un must per chi viene in questo posto, ma quasi tutto quello che si prova è molto, molto particolare, Il prezzo medio senza vino è 60 €.

BERTON (Viale della Liberazione 13, tel. 02 67075801)
La location del nuovo skyline milanese era troppo ghiotta perché uno chef di grandissimo spessore come Andrea Berton se lo lasciasse scappare. In un paio d’anni, poco più, ha conquistato la città con la sua cucina d’elite (i menù degustazione costano 120 e 170 €).

BON WEI (Via Castelvetro 16/18, tel. 02 341308)
Milano è piena di cinesi, ma questo è decisamente di un’altra categoria. E siccome non si possono far oagare 60-80 € a persona se non si offre qualcosa di speciale, qui la famosa anatra laccata è disponibile tutti i giorni e anche nella versione monoporzione, oltre a una lunga serie di squisitezze made in China.

BOTTEGA DEL VINO (Piazza Lega Lombarda 1, tel. 02 34593030)
In zona Parco Sempione, è un indirizzo che non è noto a tutti i milanesi ma che consente di mangiare (magari non un pasto completo ma qualcosa di buono con un buon bicchiere di vino) in orari un po’ inusuali per la regolarità tutta milanese. Benissimo anche a pranzo e a cena ovviamente, sui 40 €.

CARLO E CAMILLA IN SEGHERIA (Via Giuseppe Meda 24, tel. 02 8373963)
Dietro questo strano nome si nasconde nientemeno che Carlo Cracco, almeno dal punto di vista filosofico, perché è stato lui a creare il locale affidandolo al giovanme chef Luca Pedata e al bravissimo barman Filippo Sisti, un campione della categoria. Si spendono circa 40 € più il bere, oppure 60 € per il menù degustazione.

CERESIO 7 (Via Ceresio 7, tel. 02 31039221)
Un posto davvero pazzesco, è a Milano ma sembra di essere a Hollywood. Non solo ristorante, ci sono piscine di superlusso, ci si può anche limitare a un aperitivo con vista ma per pranzo o cena lo chef Elio Sironi prepara dei capolavori con particolare attenzione al mare e alle verdure, la spesa è sui 70 €.

CONTRASTE (Via Meda 2, tel. 02 49536597)
Lo chef Matias Perdomo, uruguayano trapiantato a Milano, si è definito “il Sacchi degli chef” per il suo essere rivoluzionario ma sempre tenendo livelli altissimi. Ha avuto la stella Michelin quando era al Pont de Ferr e sicuramente la riprenderà in questo locale tutto suo dove con 80 € si può avere un saggio della sua classe.

CRACCO (Via Victor Hugo 4, tel. 02 876774)
Non servono presentazioni per uno che viene considerate l’emblema della cucina italiana e sicuramente il più telegenico degli chef. Nel suo locale tutto deve essere perfetto nel sapore e nella presentazione, certo non è facile trovare un posto nonostante un conto sui 200 € a testa.

DA NOI IN DEL MAGNA PARS (Via Forcella 6, tel. 02 8378111)
Nato come costola dell’hotel Magna Pars, ha acquisito prepotentemente una sua personalità che l’ha fatto emergere anche parallelamente all’albergo. Parte da una sana tradizione italiana ma la rielabora in modo che possa piacere anche alla clientela internazionale, la spesa è sui 65 €.

DANIEL (Via Castelfidardo angolo via San Marco, tel. 02 63793837)
Il giovane chef Daniel Canzian arriva dal Veneto ma si ispira a parecchie cucine internazionali, in special modo a quella peruviana che l’ha affascinato. Però riesce a dare un tocco personale a tutto quello che prepara, che deve essere rigorosamente legato alla stagione. Particolare, da provare, prezzi tra i 50 e i 70 €.

DRY (Via Solferino 33, tel. 63793414)
Lo chef Simone Lombardi e il barman Guglielmo Miriello si sono inventati una formula che può spopolare nell’immediato futuro: pizza più cocktail. O meglio: si può mangiare e bere anche altro, ma pizza e cocktail sono da urlo e i giovani rispondono alla grande anche perché difficilmente si lasciano lì più di 30 €.

ENRICO BARTOLINI AL MUDEC (Via Tortona 56, tel. 02 84293701)
Uno chef di altissimo livello, già bistellato al Devero Hotel all’inizio della Milano-Venezia, si è installato adesso al Museo delle Culture per tentare un binomio che trionfa all’estero: grande arte affiancata alla grande cucina. La creatività tocca livelli altissimi, per il conto bisogna mettere in preventivo almeno 100 €.

ERBA BRUSCA (Alzaia Naviglio Pavese 286, tel. 87380711)
Questo è un locale decisamente diverso da quelli che lo circondano in questa rassegna. Siamo ai limiti di Milano, lungo il Naviglio che va verso Pavia, dove la chef Alice Delcourt prova a proporre una cucina semplice e il più possibile a chilometro zero, ma nello stesso tempo validissima e a un costo ragionevole, sui 40 €.

ESCO (Via Tortona 26, tel 02 8358144)
Lo chef Francesco Passalacqua non vi può ingannare perché lo vedete cucinare, ma chi lo conosce sa bene che ha alle spalle una lunga carriera luminosa nonostante sia ancora giovane. Qui ha scelto una cucina in stile bistrot e un arredamento semplice, ma quello che arriva nel piatto per 40-50 € si dimentica difficilmente.

ESSENZA (Via Marghera 34, tel. 02 4986865)
Bisogna pensarci per tempo, perché il locale è piccolo e quasi sempre tutto esaurito, coma San Siro per la finale di Champions. Ma lo chef italo-francese Eugenio Boer regala piccole opere d’arte ai suoi clienti, soprattutto se si sceglie uno dei menù degustazione (ce n’è anche uno vegetariano) che costano dai 50 ai 90 €.

FINGER’S GARDEN (via Giovanni Keplero 2, tel. 02 606544)
Lo chef è un po’ brasiliano e un po’ giapponese, quindi nel suo lavoro riesce a fondere il pragmatismo nipponico con la fantasia verdoro. Cucina molto volentieri il pesce e si è inventato un antipasto da Oscar che si chiama Taiyo e Luna, capasanta scottata con formaggio e kataifi. Spesa media sugli 80 €.

FUKUROU (Via Trivulzio 16, tel. 02 40073383)
Non lontano da San Siro, c’è questo posto dove si può gustare il Giappone autentico, non quello cinesizzato dei mille locali milanesi. Il proprietario è un ex pilota di Superbike, lo chef ha avuto molti riconoscimenti nel suo Paese (che è proprio il Giappone per evitare eqivoci) e fa assaggiare la tradizione per 40 €.

GONG (Corso Concordia 8, tel. 02 76023873)
Ha un’impronta fortemente cinese, ma non bisogna pensare ai takeaway che spopolano in giro per l’Italia. Questa è cucina cinese di grande classe con contaminazioni internazionali, offerta da una famiglia che in città ha altri locali tutti di altissimo livello. In questo la spesa va sui 50 € e li vale.

IL CHIOSTRO DI ANDREA (Via San Barnaba 46, tel. 02 5466494)
Siamo nel centro di Milano ma in un posto dove non si passa per caso. Bisogna sapere che qui c’è un locale dove uno chef dal grande curriculum (Andrea Alfieri) prepara dei risotti da urlo e una scaloppa di foie gras che piace a lui e delizia gli ospiti, il tutto per 45-50 €.

IL LIBERTY (Viale Monte Grappa 6, tel. 02 29011439)
Il primo aspetto che colpisce è il romanticismo del locale, che sembra davvero fatto apposta per una cena a due. Ma anche in gruppo non si sta male. La cucina è tradizionale italiana ma senza una precisa identità regionale, lo chef in questo è davvero eclettico, il prezzo si aggira sui 60 €.

IL LUOGO DI AIMO E NADIA (Via Montecuccoli 6, tel. 02 416886)
Quasi quasi in lontananza di vede San Siro. Di sicuro si vede la tradizione della cucina italiana radicata qui dal fondatore Aimo, che arrivò a Milano dalla Toscana negli anni del Dopoguerra per regalare ai milanesi quei capolavori che adesso portano avanti i due giovani chef. Menù degustazione a 140 €, alla carta un po’ meno.

IYO (Via Piero della Francesca 74, tel. 02 45476898)
Si vedeva fin dai primi tempi che aveva una marcia in più, che non era il solito banale sushi. Infatti con il tempo è cresciuto tantissimo ed è stato il primo giapponese di Milano a fregiarsi della stella Michelin. Oggi non è facile trovare un posto anche perché il locale è veramente chic. Prezzi sui 50-60 €.

JOIA (Via Panfilo Castaldi 18, tel. 02 29522124)
Il re dei ristoranti vegetariani di Milano e forse d’Italia, grazie al carisma dello chef-guru Pietro Leemann. Tutto viene basato sulle verdure e si possono scegliere vari menù degustazione, il più semplice da 35 € e il più complesso da 115 €, ma tutti con un loro equilibrio e un loro fascino.

LA BRISA (Via Brisa 15, tel. 02 86450521)
Uno dei tanti posti di Milano che bisogna conoscere, perché non ci si arriva mai seguendo le rotte tradizionali. In centro, in un palazzo d’epoca, ha scelto un aspetto che sia totalmente in tema con questa aria vintage e una cucina sufficientemente tradizionale, con qualche contaminazione. Si va sui 50-55 €.

LADY BU’ (Via Buonarroti 11, tel. 02 39401487)
L’aspetto è quello di un bar, di uno dei tanti posti da aperitivo che ci sono in zona. Invece è un ristorante vero e proprio, dove quasi tutto si basa sulla mozzarella di bufala (bù appunto) e su tutto quello che le gira intorno. Pranzo o cena informali e veloci ma anche più ragionati, con spesa sui 35 €.

LANGOSTERIA 10 (Via Savona 10, tel. 58111649)
E’ già centro di Milano, ma è come se si fosse sul lungomare di una delle più belle città mediterranee. C’è tutto il meglio che viene dal mare, crudo o cotto, tutto quello che popola i sogni di chi ama mangiare il mare. Si spendono circa 90 € ma è un investimento in felicità.

LIEVITA’ (Via Ravizza 11, tel. 02 91328251)
Bisogna cercare bene perché si trova in una via dove i locali hanno una densità da record italiano. Una volta trovato, bisogna scegliere la pizza preferita tra una gamma che va dagli 8,5 ai 16 € e che secondo molti è la pizza milanese che più assomiglia a quella napoletana.

MANNA (Piazzale Governo Provvisorio 6, tel. 02 26809153)
Parecchio lontano dal centro della città, in una zona che bisogna conoscere per poterci arrivare, lo chef Matteo Fronduti confeziona risotti di livello elevatissimo e molti altri piatti basati sulla tradizione (anche con frattaglie e cibi dimenticati). Il conto va sui 50 €.

MANTRA RAW VEGAN (Via Panfilo Castaldi 21, tel. 02 89058575)
I vegani sono una categoria in forte aumento nel panorama dell’alimentazione italiana e qui trovano sicuramente un punto di riferimento importante. Ma qui oltre alla filosofia vegana viene seguita anche quella crudista, quindi per entrare bisogna essere proprio convinti. Però può valerne la pena, per 40 €.

MARGHE (Via Cadore 26, tel. 02 54118711)
Il nome del locale fa già capire quale sia il tema: la pizza e in particolare la margherita. E la particolarità è che non la prepara un napoletano e nemmeno un egiziano, come ormai va di moda a Milano, ma un valtellinese bravissimo e anche onesto, visto che difficilmente si spendono più di 25 €.

MASUELLI SAN MARCO (Viale Umbria 80, tel. 02 55184138)
Uno degli indirizzi più tradizionali della storia culinaria milanese, un posto dove la pasta e fagioli e la cotoletta hanno diritto assoluto di cittadinanza e dove i classici sono sempre eseguiti alla perfezione dallo chef Max, che poi è figlio del signor Pino ideatore del locale, dove ci si riempie con 45-50 €.

NASSA (Via Donatello 22, tel. 02 26684810)
Il nome suggerisce in maniera evidente che la prevalenza è il mare, ma siccome il mondo è pieno di gente difficile, lo chef Maurizio Di Prima ha ideato e realizza anche un menù definito “dell’intruso” a base di carne. In un ambiente rilassato a informale si mangia bene con 50 €.

PAVE’ (Via Felice Casati 27, tel. O2 94392259)
In una zona pienissima di ristoranti, pizzerie e trattorie di tutte le etnie, questo è un posto che si differenzia fa tutti perché è un misto tra bar, ristorante e pasticceria, dove qualcosa di buono si trova a qualunque ora del giorno, dove si trova il panettone tutto l’anno e dove si mangiucchia con 15 €.

RATANA’ (Via Gaetano De Castilia 28, tel. 02 87128855)
Provarlo una volta vuol dire nella maggior parte dei casi innamorarsene. Nel nuovo skyline milanese occupa una villa d’epoca ristrutturata, ha l’arredamento di un loft di New York e serve una cucina innovativa al punto giusto in cui però i risotti sono il punto di forza, prezzo sui 50 €.

REBELOT DEL PONT (Ripa di Porta Ticinese 55, tel. 02 84194720)
E’ nato come distaccamento del Pont de Ferr che sta lì accanto e all’inizio era gestito da uno chef brasiliano. Adesso in cucina c’è un piacentino, Matteo Monti, che però ha sposato la filosofia della cucina da bistrot e degli assaggi mirati, con dei menù degustazione che vanno da 20 e 48 €.

SADLER (Via Ascanio Sforza 77, tel. 02 58104451)
Claudio Sadler è un mito assoluto della ristorazione milanese e più in generale italiana. Lungo il Naviglio, ma non nella parte pedonale, ha aperto questo posto dove esprime tutta la sua arte e la sua raffinatezza, anche con dei menù degustazione che variano dai 75 ai 170 €.

SETA (Via Andegari 9, tel. 02 87318897)
La provenienza dello chef Antonio Guida (la Puglia) fa pensare a una cucina basata sulla tradizione italiana. In un certo senso è vero, ma Guida è riuscito a dare a tutto una dimensione internazionale visto che è bravo praticamente a cucinare tutto. Il conto va sui 100 €.

SPAZIO MILANO (Galleria Vittorio Emanuele, tel. 02 878400)
L’ultimo nato di una catena pan italiana che è partita da Rivisondoli ed è passata da Roma prima di arrivare nel centrassimo di Milano grazie allo chef geniale Niko Romito. Geniale perché con assoluta semplicità e per un prezzo onestissimo (40 €) porta in tavola dei piccoli capolavori.

SPICE (Via De Amicis 4, tel. 02 58102106)
Rivelazione assoluta della Milano post-Expo, un posto dove lo chef Misha Sukyas si dedica totalmente alla creatività. Quello che si mangia da lui non si mangia da nessuna parte, eppure per il momento riesce a tenere i prezzi bassissimi all’ora di pranzo (15 €) e bassi all’ora di cena (35 €).

TAGLIO (Via Vigevano 10, tel. 02 36534294)
Punto di riferimento per molte persone della zona, è un po’ bar, un po’ ristorante, un po’ negozio dove si comprano cose buone da portare a casa. Ma va bene anche per colazione e aperitivo volendo. Un pasto di alto livello, completo, va sui 45-50 € e c’è anche l’opzione vegetariana.

TAVERNA GOURMET (Via Andrea Maffei 12, tel. 02 5468297)
La base di tutto è la pizza. In anni di esperienza il proprietario ha lavorato moltissimo sull’impasto e adesso è riuscito a raggiungere un livello decisamente elevato, uno dei migliori in città. Ma la vera sorpresa è il condimento, perché la lista propone alcuni abbinamenti apparentemente incredibile. Spesa sui 25 € comunque.

TERRAZZA TRIENNALE (Viale Alemagna 6, tel. 02 36644340)
Il posto è davvero uno dei migliori della città. Chissà quanti in passato hanno sognato di mangiare in quella particolare posizione. Adesso si può e si mangia anche bene, con la precisa intenzione di non esagerare troppo con la creatività. I prezzi risentono inevitabilmente della location (55-75 €).

TOKUYOSHI (Via San Calocero 3, tel. 02 84253626)
Recente apertura di un ristorante che ha rilevato i locali di un altro giapponese di altissimo livello, zona Porta Genova. Ma quando si entra da Tokuyhoshi si scopre l’incredibile: c’è una cucina italiana di alto livello contaminata da un po’ di Giappone, tutto di classe, con conto sui 70 €.

TRATTORIA DEL NUOVO MACELLO (Via Cesare Lombroso 20, tel. 02 59902122)
Quasi cento anni fa era un posto dove gli operai del macello si sedevano per sfamarsi sommariamente nelle pause della loro professione. Adesso è un ristorante dove si trova la vecchia sana tradizione milanese, dove carne e frattaglie hanno un loro perché, dove si mangia bene con 35-30 €.

TRIPPA (Via Giorgio Vasari 3, tel. 02 36741134)
L’importante per i due proprietari è che chi ci va una volta si trovi benissimo e possa tornare in seguito. Ci si deve stare a proprio agio, sempre e comunque. In quanto al mangiare, lo chef segue la stagione e propone quello che trova di buono al mercato, restando nel solco della tradizione, con una spesa sui 30 €.

TRUSSARDI ALLA SCALA (Piazza della Scala 5, tel. 02 80688201)
Inutile specificare che qui siamo su livelli altissimi, sia dal punto di vista della cucina che da quello dell’eleganza. Un vero e proprio salotto che oltre al ristorante (menù degustazione da 150 e da 160 €) è anche un prestigioso caffè e una boutique degna del nome che porta.

VUN DEL PARK HYATT (Via Silvio Pellico 3, tel. 02 88211234)
Più in centro di così è impossibile. Il ristorante fa parte di un albergo da Vip, soprattutto stranieri, quindi deve proporre qualcosa che possa accontentare gli Oasis ma anche Gigi D’Alessio. Così lo chef Andrea Aprea si è inventato un suo stile che sta andando bene. Menù degustazione 115 €.

WICKY’S (Corso Italia 6 – tel. 02 89093781)
Faceva cose fantastiche nella vecchia sede di via San Calocero, che però era troppo piccola. Così Wicky Priyan ha raddoppiato lo spazio nel nuovo locale e continua a preparare delle chicche incredibili della cucina etnica, con un conto che si aggira sugli 80 €.

YAZAWA BEEF (Via San Fermo 1, tel. 02 36799710)
Ma come? Un ristorante giapponese che non serve il sushi e le solite cose? No, questo è un giapponese che ama follemente la carne, una carne di altissimo livello che arriva direttamente dagli allenamenti nipponici, trattata come solo loro la sanno trattare. C’è anche qualcosa extracarnivoro, conto sui 100 €.

YOSHI (Via Giuseppe Parini 7, tel. 02 36591742)
Arredamento molto modernista con ampia prevalenza del bianco, cucina giapponese fatta (più o meno) come la farebbero a Tokyo e dintorni, curatissima e varia. Soprattutto con variazioni interessantissime come la tempura di granchietti. Il prezzo è sui 65 €.

YUZU (Via Lazzaro Papi 2, tel. 02 87087152)
In zona Porta Romana, è una specie di fenomeno paranormale perché è praticamente sempre strapieno pur accettando prenotazioni solamente con il veccio metodo del telefono. Lo chef Yoko Matsuda ha studiato dai più grandi maestri di sushi e adesso lo fa benissimo. Spesa sui 50 €.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *