Ristoranti da Champions: Lisbona

A LISBONA, SULLE TRACCE DEL MITO

Un viaggio a Lisbona alla caccia di un punto e di una qualificazione che sembrava a portata di mano dopo sole tre partite. Il Napoli ha il dovere di provarci e la gente di Napoli è sicuramente pronta a seguire i suoi ragazzi in una trasferta che vale doppio. Perché è sempre un’emozione sedersi allo stadio Da Luz ed è un vero piacere visitare una città fantastica come Lisbona. C’è però un particolare che non tutti sanno. ruaaA Lisbona ci sono due ristoranti dove si può pranzare o cenare accanto al mito. Eusebio, il più grande giocatore portoghese di tutti i tempi, pranzava quasi tutti i giorni all’Adega da Tia Matilde e cenava quasi tutte le  sere al ristorante Sete Mares.

RESTAURANTE SETE MARES

Avenida Columbano Bordalo Pinheiro 108-A

Questo ristorante che fa molto Lisbona e vecchio Portogallo è stato aperto il 12 dicembre 1995, inizialmente un po’ minimalista, ma molto presto ha iniziato ad avere un successo straordinario, Sicuramente a questo exploit molto ha contribuito la presenza fissa di Eusebio sempre allo stesso tavolo, praticamente tutte le sere. Nel 2004 in vista degli Europei disputati in Portogallo ha ampliato i suoi locali e ha portato a termine un lavoro di ristrutturazione che l’ha reso ancora più prestigioso. La specialità è il pesce, che si può scegliere direttamente dal bancone, ma se si ha voglia di aragosta questo  è il posto ideale per soddisfarla.

 

ADEGA DA TIA MATILDE

Rua Beneficencia 77

Sembrerà un po’ di pranzare dalla mamma o dalla nonna. In realtà si mangia dalla zia, che in portoghese si dice appunto Tia. Il pesce è il piatto forte ma ancora oggi, come quando era vivo Eusebio, si può ordinare una gustosa  “canja de galinha”, una minestra poco brodosa e molto saporita che viene preparata con carne di gallina e brodo, più alcune verdure. Un piatto tipico del Portogallo e del Brasile. Da sempre portato avanti con una gestione familiare, da qualche anno questo locale si è trasformato in un locale un po’ più simile a un ristorante tradizionale, ma sempre con il grande fascino retrò di una volta.

Lisbona è comunque una città che merita una permanenza di un giorno e mezzo. Una visita ideale della città può partire dall’alto, dal Castelo de Sao Jorge. Il panorama è meraviglioso. Poi si può scendere con il tram (si chiama “elètrico”) oppure a piedi per stradine di grande fascino. Lungo la strada che scende verso il quartiere Chiado si possono trovare un sacco di localini e trattorie frequentati soprattutto da gente locale. Se non ci si fida di questi posti (economicissimi e comunque dignitosi qualitativamente) si arriva al Chiado dove le possibilità veramente interessanti sono due: il Sea Me, in Rua de Loreto, che cucina tutto quello che arriva dal mare, oppure il piccolo, nascosto ma straordinariamente gustoso Taberna da Rua das Flores, ottimo a accessibile per i prezzi.

Un po’ distanti dal centro ma sempre interessanti anche per un pubblico internazionale e non locale sono due locali che vengono etichettati come birrerie ma non possono certo limitarsi a questa definizione: la Cervejaria Ramiro, specialista in frutti di mare, e la Cervejaria Portugalia, che è un porto di mare ma propone davvero il piatto giusto per chiunque, carne o pesce che sia. Entrambe si trovano nell’ampia Avenida Almirante Reis.
La sera il posto ideale per spendere al meglio il proprio tempo è il cosiddetto Bairro Alto, quartiere alto. Un intrico di viette dove ci sono decine, centinaia di localini. Si può dire senza grandi reticenze che più o meno un posto vale l’altro, nel senso che la concorrenza è elevatissima e quindi il rapporto qualità-prezzo deve essere mantenuto su buoni livelli. Due posti che possono comunque essere esemplificativi della filosofia del Bairro Alto sono due: The Old Pharmacy è un’enoteca-bistrot dove vendono vini pregiati o meno pregiati ma sempre con ricarichi onesti, che vanno accompagnati con dei piatti e dei taglieri che hanno un ricarico altrettanto onesto, mentre la Cocheira Alentejana è un posto dove si può guatare la cucina tipica dell’Alentejo, regione interna del Portogallo. Prevale la carne, ma una vera chicca del posto è il Caldo Verde, cioè il brodo verde, una zuppa a base di verdura molto saporita.
La vera esperienza sensoriale va però vissuta facendo un piccolo sforzo. Bisogna arrivare a Cascais, cittadina di mare a una ventina di chilometri dalla capitale. La cittadina è fantastica e nel centro storico ci sono comunque locali interessanti. Però uscendo un po’ dalle strade classiche e salendo su una collina si può arrivare al mitico Pateo dos Petiscos, che si può tradurre con “cortile degli assaggi”. Petiscos è la traduzione dello spagnolo “tapas” e dell’italiano “assaggini”. Al Pateo potete ordinare tutto quello che vi passa per la testa, difficilmente rimarrà qualcosa e difficilmente spenderete più di 20 euro, bere compreso. Patiscos di terra e di mare, uniti in un trionfo di sapori. Però non ci si trovano molti stranieri. Solo portoghesi o quasi, meglio prenotare. Ne vale la pena.

 

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