Guida Europei: 2- Lione

lioneIl 13 giugno l’Italia esordisce agli Europei contro il Belgio a Lione. Città molto vicina all’Italia dal punto di vista geografico ma molto sottovalutata dagli italiani dal punto di vista turistico. Lione ha un centro storico fantastico, una basilica che fa innamorare a prima vista (Notre-Dame de Fourvière), splendidi nusei e dintorni da urlo (la regione del Beaujolais) oltre a un meraviglioso e immenso parco che si trova proprio nel centro della città. Lione merita una visita per la sua bellezza evidente, ma anche per il piacere di gustare piatti fantastici, Dal 1935 è considerata capitale mondiale della gastronomia, si può mangiare bene spendendo anche poco, non solo buttandosi in un locale che esibisce la stella Michelin. Prima o dopo Belgio-Italia, c’è solo l’imbarazzo della scelta che proviamo a depotenziare con questa piccola guida.

 

CUCINA TRADIZIONALE FRANCESE

AU PETIT BOUCHON CHEZ GEORGES (8 Rue du Garet, tel, +33474283046)

Un indirizzo storico della gastronomia lionese, che proprio per questo va tenuto in considerazione per assaggiare quello che la gente del posto è abituata a mangiare da sempre, con una preparazione accurata. Il menù varia a seconda del mercato e viene servito in un piccolo e grazioso locale.

 

BRASSERIE GEORGES (30 Cours de Verdun Perrache, tel. +33474565454)

Un indirizzo che risale addirittura a quasi 200 anni fa. Nel 2005 si è rinnovato con una ristrutturazione in stile “Art dèco”. Il bello è che scegliendo uno dei menù guidati e studiati dallo chef si spende una cifra inferiore ai 30 € mentre alla carta non si va molto oltre, 40 € al massimo.

 

BRASSERIE L’OUEST (1 Quai du Commerce, tel. +33437646464)

Tra i top assoluti non solo della città ma anche d’Europa. Fa parte di un super poker con Le Nord, Le Sud e l’Est, sotto il prestigiosissimo nome del Paul Bocuse. Con una novantina di coperti prepara piatti di altissimo livello creativo. Nonostante il nome ha prezzi aussi popolari: 22€ per due portate e 26 € per tre portate.

 

CAFE’ COMPTOIR ABEL (25 Rue Guynemer, tel. +33478374618

L’autoreferenzialità lo stuzzica. Si definisce “il più autentico bistrot di Lione” e l’immagine esterna è davvero sorprendente, una bellissima entrare accanto a un arco romaneggiante. Un menù ispirato al territorio si può portare a termine per 25€, alla carta con 40 c’è da assaggiare qualcosa di molto interessante.

 

CAFE’ SILLON (46 Avenue Jean Jaurès, +33 4 78 72 09 73)

Lo chef Mathieu Rostaing-Tayard è un talento assoluto che però non arriverà mai a una popolarità eccessiva perché preferisce la riservatezza al clamore della ribalta. Nel suo locale però si assaggiano cose meravigliose, a partire dal “Cochon confit” che è il capolavoro della casa, ma anche i dessert sono da urlo, tutto sui 35€.

 

KOS-I (6 Rue Jean Marcuit, tel. +33 4 37 50 28 55)

“Cucina di stagione” è l’etichetta auto assegnata di questo locale, che punta moltissimo sulle verdure e soprattutto su quello che il mercato offre ogni mattina quando lo chef Stephane Blein va a fare la spesa. Altissimo livello di creatività con un menù degustazione da 39 € e dei menù-scoperta da 35-40 €.

 

LE BOUCHON DES FILLES (20 Rue Sergent Blandan Ancienne Voie du Rhin, tel. +33478304044)

Viene definito “un inno alla sapienza delle mamme lionesi” ed è gestito nda un gruppo di giovani donne che amano preparare una cucina di alto livello. Molto frequentato dalla popolazione locale e in particolare dagli studenti, il che significa un ottimo rapporto qualità-prezzo per la cucina di tradizione che viene presentata.

 

LE COMPTOIR DU BOEUF (3 Place Neuve Saint-Jean, tel. +33 4 78 92 82 35)

Locale carinissimo con tavolini rossi all’aperto, portato avanti da una chef (Marie-Noel Brun) che si ispira molto alla tradizione e che prova piacere puro quando le si chiede l’equivalente francese del bollito. Propone dei menù completi molto sfiziosi per cifre ragionevoli, dai 23 ai 29 €.

 

LE GARET (7 Rue du Garet,- tel. +33478281694)

Lo chef Emmanuel Ferra ha scelto di preparare pezzi d’altissima cucina partendo da materie prime che normalmente vengono trascurate, un po’ come nella “cucina pop” di Davide Oldani. Pop, nel senso di sufficientemente popolari anche il prezzi (sui 30 € a testa) in un ambiente tipico e di grande tradizione.

 

LE MUSEE (2 Rue des Forces, tel. +33478377154)

Lo chef è giovane e quindi riesce a inserire un tocco di modernismo in ogni piatto, pur basandosi sulla tradizione locale. Possono intimorire l’arredamento un po’ retrò e i lunghi tavoli che si possono anche condividere con sconosciuti, ma con un contor sui 30 € si può davvero provare il meglio degli storici piatti lionesi.

 

LE PATAGON LYONNAIS (14 Place Carnot, tel. +33478381414)

Lunghe file di bottiglie esposte e un locale chge sa molto di tradizione come le idee dello chef Laurent Cochet, che non si discosta molto dal solco delle tipica cucina da bistrot e brasserie. Nella bella stagione ci sono dei favolosi tavoli all’aperto in mezzo alle palme.

 

PIERRE ORSI (3 Place Kléber, tel. +33478895768)

Grandissima classe, livello elevatissimo. Bisogna essere pronti a una spesa elevatissima per inebriarsi del lavoro dello chef. In linea di massima gli antipasti costano 30 € e i piatti principali 45€, per il sofisticato “Menù prestige” bisogna prevedere un investimento di 110 €.

 

CUCINA INTERNAZIONALE

COCOO  (7 rue Neuve,, tel. +33478585858)

Si può scegliere tra la formula “a buffet” oppure alla carta. Il buffet costa 14 € a pranzo dal lunedì al venerdì, 17 il sabato. La sera si sale a 19 € fino al giovedì e 22 per venerdì e sabato. Cucina thailandese, molto saporita e molto interessante,magari bisogna avvisare di stare un po’ tranquilli con il piccante.

 

HUA YUAN XUAN (20 Rue Mulet, tel. +33426011603)

Ristorante cinese superiore a quella che in Italia è la media degli omologhi. Magari non è il massimo della comodità per tavoli e sedie, ma offre una qualità che galleggia nella capitale della gastronomia. L’anatra laccata è da applausi. Materie prime ben scelte, porzionin abbondanti.

 

KAN FOOD (249 Rue Paul Bert, +33 9 50 21 85 62)

La cucina giapponese ha preso piede anche qui, ma ovviamente deve darsi da fare per poter competere con quella locale. Da Kan Food fanno sushi e maki di grande livello, ma possono anche elaborare dei menù tematici come la fonduta alla giapponese oppure il sushi vegeratiano. Menù fissi tra i 17 e i 23 euro.

 

ORANGE A LA CANNELLE (20 Rue de Bourgogne, tel. +33472423981)

Cucina marocchina di alto livello, questo è chiaro, altrimenti non potrebbe essere competitiva in una città come Lione. Il couscous ovviamente ha un ruolo dominante in questo locale e costa tra i 12 e i 15 € tutto compreso. Altri piatti più elaboratio vanno dai 17 ai 20 €, con un totale di 30 € si cena molto bene.

 

WASABI (76 Rue d’Anvers, tel. +33437280877)

Ha una sana passione per la bellezza della presentazione dei piccoli capolavori giapponesi che prepara, passione che qualche volta comporta dei tempi d’attesa un po’ prolungati. L’altra grande attitudine dello chef è la spiegazione attenta di tutto quello che porta ai commensali. A pranzo si esce con un conto di 18 €, la sera ci si può avvicinare ai 50 ma con grande qualità.

 

E ALLA FINE, ITALIA

LA TRATTORIA DESAINT JEAN (31 Rue Saint-Jean, tel.:+334952573140)

Un po’ più sofisticato degli altri locali italiani di Lione, anche perché si presenta in maniera un po’ più chic. Costa sui 30 € per un pasto e oltre a una classica pizza presenta in menù più o meno tutte le specialità di casa nostra, compreso un buon risotto gamberi e verdure.

 

L’ITALIANO VERO (96, Route de Genas, tel.:+33478545454)

Mischia piatti della tradizione siciliana con altri di ispirazione napoletana, comunque tutti ben eseguiti con prodotti che arrivano ogmi giorno dalla madre patria. Il bello per un italiano che si trova a Lione è che la lingua parlata è proprio la nostra, da tutto il personale. Si mangia con 20-25 €.

 

MOMENTO SAPORI E VINI (4, rue de Fleurieu, tel. +334783 0054)

Ravioli al tartufo d’alba: un piatto che non è facile trovare nemmeno in Italia e che in questo posto si trovano abbastanza spesso. La cucina è italiana ma pende più in direzione della creatività piuttosto che in quella della tradizione. Tutto importato ovviamente, spesa intorno ai 35 €.

 

TUTTI QUANTI (52 Avenue Félix Faure, tel.:+33478628002)

Si sono inventati il menù Mezzo Mezzo per non riempire troppo i clienti: comprende mezza pizza e una fresca insalata. La pizza ovviamente deve strizzare l’occhio ai gusti francesi ma può andare bene anche per gli italiani, il prezzo finale oscilla tra i 22 e i 25 € a testa alzandosi soddisfatti.

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Guida Europei: 1- Montpellier

Gli Europei sembrano una realtà lontana chissà quanto, invece sono lì a un passo. Il 13 giugno l’Italia esordisce contro il Belgio e la vicinanza con l’Italia è un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Il fascino della Francia e il richiamo della sua gastronomia possono diventare un’occasione irripetibile per un viaggio che unisca turismo e sport, a prescindere dalla fiducia che si può riporre nelle potenzialità degli azzurri di Antonio Conte. La prima tappa di questo viaggio porta a Montpellier, sede del ritiro azzurro. La Nazionale alloggerà al Courtyard by Marriott Hotel e si allenerà nel centro sportivo del Montpellier, il Bernard-Gasset di Grammont. La città di Montpellier non è molto popolare nei circuiti turistici, ma ha un fascino molto particolare, soprattutto il centro di origine medievale e in buona parte pedonalizzato. Capitale della Linguadoca-Roussillon, Montpellier è anche una città universitaria e popolata di giovani che la rendono anche molto vivibile e a modo suo allegra. A due passi dalla città si può visitare la Camargue ma anche trascorrere delle giornate al mare, soprattutto a La Grande Motte, località balneare vicinissima al capoluogo. Città mediterranea, facilmente raggiungibile dall’Italia, offre anche moltissime possibilità di scelta in tema gastronomico. Ecco qui qualche suggerimento in proposito. Continua a leggere

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Perdomo, genio in cucina: “Sono il Sacchi degli chef”

contrC’è un filo sottile ma indistruttibile che lega Milano all’Uruguay, la voglia di novità che permea questa città con la raffinata creatività della gente uruguagia. Nel calcio, Alvaro “Chino” Recoba è stato l’espressione più recente di questo legame. Nel giorno del suo quarantesimo compleanno, Recoba ha ricevuto un attestato incredibile da Massimo Moratti: “E’ stato il giocatore dell’Inter che ho amato di più”. Più di Ronaldo. Ma prima di lui l’Inter ha avuto un altro mancino uruguayano di altissimo livello, Ruben Sosa, protagonista di un “quasi” scudetto nel 1993. Il Milan ha avuto lo straordinario talento di Pepe Schiaffino, anche se bisogna risalire a qualche decennio prima. Continua a leggere

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RISTORANTE DA CHAMPIONS LEAGUE: MONACO

panorama-monaco (1)Seguendo l’hashtag #iocicredo lanciato da Max Allegri, la bellissima rimonta dello Juventus Stadium vale almeno la voglia di organizzare un viaggio per la partita di ritorno, per sostenere la Juve in questa impresa che può portare avanti un sogno. Monaco di Baviera è una città fantastica da visitare, un luogo ricco di storia e di divertimento che merita una piccola vacanza e una permanenza di 2-3 giorni partita inclusa. Ed è anche una città che negli ultimi anni ha visto crescere di parecchio anche il livello della proposta gastronomica, tendenza che coinvolge un po’ tutta la Germania. A Monaco oggi ci sono molte possibilità di scelta, magari non la multietnica di Berlino ma tanto di buono tra cui scegliere. E un buon pranzo o una buona cena possono essere il prologo speranzoso o l’epilogo gioioso di un’avventura che comunque vada può scrivere un pezzo di storia del calcio contemporaneo.

I SUPERTOP DI MONACO (2 STELLE MICHELIN)
DALLMAYR (Dienerstraße 14, Tel. +49 89 2135100)
Non ha uno chef ma una squadra formata da otto veri chef, capitanata da Diethard Urbansky. Materie prime di qualità elevatissima trattate secondo i canoni della moderna cucina in un ambiente di grandissima classe. Ovviamente il prezzo è adeguato alla doppia stella. I menù degustazione costano 140 euro (6 portate) o 175 euro (8 portate). Cantina di altissimo livello.

ESS ZIMMER (Am Olympiapark 1, Tel.+49 89 358991814)
Possibilità di scelta per i menù, tutti molto interessanti: 5 portate costano 130 euro, 6 portate 145 euro, 7 portate 160’ euro e 8 portate 175 euro. E sono tutti menù che contengono ingredienti di altissima classe: aragosta, foie gras, tartufo e altre cose simili. Lo chef Bobby Brauer ha una lunga esperienza professionale e ha costruito questo gioiello.

TANTRIS (Johann-Fichte-Straße, 7 Tel. + 49 89 3619590)
A pranzo per 3 portate si può anche restare sui 95 euro, 130 con l’accompagnamento studiato di vino. La sera si parte dai 170 euro delle 5 portate. Il locale va verso i 50 anni di vita ed è condotto dallo chef Hans Haas che definisce la sua cucina “classico-puristica di altissimo livello”. Leggendarie sono considerate tutte le pietanze a base di foie gras, vera specialità della casa.

ALTRI TOP (1 STELLA MICHELIN)
GASTHOF STANGL (Münchener Str. 1, Tel. +49 89 905010)
Si è conquistato la stella proponendo una cucina abbordabile (si pranza e si cena tra i 30 e i 40 euro) ma eseguita in maniera molto attenta. Non è vicinissimo al centro e fa parte di un hotel leggermente decadente che necessiterebbe di una ristrutturazione per tenere il passo di un ristorante che comunque merita una visita.
FREISINGER HOF (Oberföhringer Straße 189 – 191 – Tel. +49 89 952302
Il motto del locale è: “Mangiare e bere tiene insieme corpo e anima”. La cucina si ispira moltissimo al territorio circostante ma ha anche un’influenza austriaca, quindi ancora più mitteleuropea. Austriaci sono quasi tutti i vini della cantina, con onesti ricarichi, anche se ovviamente la birra è da assaggiare. I prezzi vanno dai 35 ai 60 euro per un pasto.
GEISELS WERNECKHOF (Werneckstr. 11 – Tel. + 49 89 38879568)
Oltre cento anni di storia e la capacità di rinnovarsi sempre, giorno dopo giorno, per restare all’avanguardia. La cucina attuale è internazionale, con elementi anche asiatici e fusion che si vanno a innestare su qualche piatto della tradizione e qualcosa di assolutamente creativo. Costa da stella Michelin, 130 euro per 5 portare e 160 euro per 7 portate.
JOHANNAS (Heigelhofstr. 18 – Tel. +48 89 7411440)
Fa parte dell’hotel Neumayr e propone una cucina di stampo internazionale anche se l’aspetto esterno richiama molto la tradizione tedesca. La presentazione dei manufatti è di altissimo livello e vengono eseguiti molto bene sia i piatti a base di carne sia quelli a base di pesce, più una lunga lista di antipasti e stuzzichini per un prezzo che oscilla tra i 35 e i 60 euro.
SCHUHBECKS IN DEN SUDTIROLER STUBEN (Platzl 6 + 8 – Hotel Platzl – Tel. + 49 89 2166900)
Si trova nel centro di Monaco e in una posizione molto favorevole, dove passano praticamente tutti quelli che si trovano in visita nella città bavarese. Cucina di territorio molto raffinata proposta dallo chef Alfons Schuhbecks (65 anni e non sentirli), i prezzi vanno dai 78 euro per le 3 portate fino ai 118 euro per le 6 portate, tutte comunque di livello super.

BIANCONERO PER VOCAZIONE
SCHWARZ & WEIZ (Bayerstrasse 12, Tel. + 49 89 599482952)
Basta la parola: Schwarz & Weiz vuol dire nero e bianco, quindi va bene a prescindere. Ma va bene anche perché propone un ambiente veramente delizioso con un executive chef, Sascha Baum, che sa come esaltare la sua clientela. Con tecniche moderne, Baum esegue in maniera sorprendente sia i piatti della tradizione tedesca che quelli che rappresentano al meglio il gusto tradizionale contemporaneo.

MANGIARE ITALIANO
ANEMA E CORE (Lohengrinstraße 11 – Tel. +49 89 90955626)
Aria napoletana per un ristorante che propone tutto quello che un italiano si aspetta di trovare in una pizzeria in Germania, soprattutto pizza e pasta, ma anche frutti di mare e pesce. Chiunque ci entri rimane favorevolmente impressionato da un ambiente altamente familiare e da un modo di fare che ricorda molto quello delle case italiane.
EATALY (Viktualienmarkt 15)
Come tutti i punti della catena di Oscar Farinetti aperti in Italia e nel mondo, propone un po’ tutto il meglio di quello che viene prodotto in Itaia, fatto come lo si farebbe in Italia. Accanto allo storico mercato di Monaco, propone pizza e pasta ovviamente, ma anche moltissimi piatti a base di salumi, carne e pesce che fanno sentire gli italiani un po’ più a casa.
MANGI (Ungererstr. 161 – Tel. + 49 89 366931)
Prendere una stella Michelin da stranieri è un grande colpo. Mangi ce l’ha fatta, vuol dire che sono in gamba. Ci sono tutti i piatti della tradizione italiana fatti con materie prime che arrivano dal nostro Paese. I prezzi per una cena oscillano tra i 25 e i 50 euro in base al tipo di menù che si sceglie, ma visti i riconoscimenti ricevuti si può essere sicuri che l’esecuzione segue la tradizione italiana vera.

CUCINA TIPICA A PREZZI RAGIONEVOLI
GASTHAUS ISARTHOR (Kanalstraße 2, Tel. +49 89 227753)
Pur trovandosi in una zona abbastanza frequentata dai turisti, entrando ci si trovano più abitanti del posto che “forestieri”, segno che si tratta di una cucina veramente tipica. Ci si respira veramente un’aria che richiama a tutte le tradizioni della Germania e il pasto si accompagna con una buona birra senza svenarsi.

HANXNBAUER (Sparkassenstraße 10 – Tel. + 49 89 2166540)
Il mitico stinco di maiale, piatto tipicissimo della tradizione bavarese, qui trova la sua massima sublimazione e può essere ordinato sia nella sua versione intera sia in quella dimezzata. Le porzioni sono comunque molto abbondanti e quindi è consigliabile non ordinare troppo: a parte la lievitazione del conto, c’è il rischio di lasciare lì qualcosa.

SPATENHAUS (Residenzstraße 12, Tel. + 49 89 2907060)
Quasi tutti gli amanti della birra conoscono il birrificio Spaten, che dà il nome a questo locale situato a un passo dall’Opera di Monaco e capace di servire un numero straordinario di persone a tutte le ore e per tutti i gusti. Eppure il rischio a volte è quello di dover fare la fila perché ha un successo incredibile. Sempre meglio prenotare.

RATSKELLER (Marienplatz 8, Tel. + 49 89 21 99 89 0)
Non c‘è nemmeno bisogno di sapere il tedesco per scegliere cosa mangiare perché hanno avuto la splendida idea di illustrare il menù con delle foto veramente fedeli all’originale. Il nome significa Cantina del Municipio perché si trova proprio a un passo dal Municipio di Monaco, in pieno centro. La cucina è bavarese ma l’ambiente è di altissima suggestione, con volte affrescate e arredamento elegante.

STREET FOOD PER TUTTE LE TASCHE
AGNES 9 (Agnes Sraße 9Tel. + 49 89 2711995
Specialità currywurst, che consiste in un wurstel arrostito o bollito, tagliato a fette e abbondantemente innaffiato di ketchup aromatizzato al curry. Non è un piatto per tutti ma può anche conquistare al primo morso.

BREZELINA (Karlsplatz 9 – Tel. 049 89 23540940)
Specialità Brezel, il famoso pane tedesco a forma di anello con le estremità annodate e cosparso di sale. Ottima merenda accompagnata da un boccale di birra.

PATATEZ KUMPIR (Dachauerstraße 149 – Tel. 89 99941437)
Specialità: kumpir. Si parte da una patata lessa e sembra facile, ma questa patata va tagliata a metà e riempita di burro e formaggio arricchiti da ulteriori condimenti, di solito piccanti ma sapendosi spiegare anche meno traumatici.

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Una trattoria dove tutto è viola

peposoC’è un posto a Firenze dove l’amore per il colore viola trasuda da ogni muro, dove la prima parte della settimana trascorre commentando il risultato della domenica precedente e la seconda parte passa invece nell’attesa del prossimo impegno. Correzione: ci sono molti posti a Firenze dove si vive così, ma in piazza San Lorenzo c’è quella che in maniera molto fiorentina si chiama “Trattoria Toscana Gozzi Sergio”, un posto del cuore, un locale dove solo i fortunati riescono a entrare e sedersi immediatamente perché la coda è sempre interminabile, dove campeggiano le foto di Batistuta, di Antognoni e soprattutto della Fiorentina scudettata. Continua a leggere

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Aperitivo può fare rima con sport

Schermata 04-2457141 alle 17_41_38Aperitivo e sport non sono esattamente due termini che possono viaggiare sullo stesso binario. A Milano soprattutto. Il concetto di “ape”, come lo chiamano ormai comunemente giovani e meno giovani, prevede una buona spruzzata di alcool accompagnata da tutto quello che può fare venire altra sete e favorire la consumazione di una nuova spruzzata di alcool. Ma la voglia di benessere adesso è pronta a irrompere anche nel mondo degli aperitivi. La data è già fissata: venerdì 29 gennaio. In via Cappellini, zona Stazione Centrale, si inaugura il Papillarium, un ristorante-laboratorio che vuole provare ad accoppiare il piacere di una bevuta in compagnia con la salvaguardia della buona salute. Papillarium fa parte del progetto “Amati! Eat, Learn, Live” dove Amati ha l’accento sulla prima A ed è un imperativo assoluto. Nel caso specifico dell’aperitivo, al Papillarium verrà proposto lo “Spritzàmati”, una rilettura del drink più classico dell’happy hour preparata secondo la regola ma per la quale viene utilizzato un bitter senza coloranti e composto da ingredienti naturali a basso contenuto di zuccheri , arricchito da oli essenziali che fanno benissimo all’organismo. Continua a leggere

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Sushi e design targato Tacchinardi

mei4Il cognome Tacchinardi nella storia del calcio italiano fa rima soprattutto con Juventus. Alessio ha totalizzato 261 presenze in serie A con la maglia bianconera (9 gol), ha vestito 13 volte l’azzurro della Nazionale e in una lunga carriera da centrocampista centrale è passato anche da Atalanta, Villarreal e Brescia. Ma andando a cercare bene tra gli almanacchi di qualche anno fa, c’è stato un altro Tacchinardi in serie A. Si chiama Massimiliano ed è il fratello maggiore di Alessio. Faceva il terzino e Giovanni Trapattoni lo fece giocare 2 volte in serie A nel 1990-91, anche se il suo momento magico lo visse il 12 dicembre 1990 quando fu titolare con la maglia numero 5 in Coppa Uefa, Partizan-Inter 1-1. Alla fine di quella stagione l’Inter vinse la Coppa e si piazzò terza in campionato mentre Massimiliano, terzino marcatore dalle spalle larghe, iniziò una breve carriera in giro per l’Italia: Messina, Pro Sesto, Romanese, Ponsacco, Trevigliese. Nel 1998 addio al calcio giocato, a 27 anni. Continua a leggere

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ADDIO AL RUTTO LIBERO SENZA RIMPIANTI

fantozzi1“L’ideale prima di una partita di Champions? Un hamburger”. I destinatari di questo consiglio non sono i calciatori ma i milioni di tifosi che si preparano a vivere davanti agli schermi di Premium un’altra grande giornata di questa meravigliosa manifestazione. Ma l’hamburger in questione non è quello che ci si può reperire facilmente all’angolo di casa. Fa confezionato con un panino al latte farcito con un hamburger di battuta di carne cruda, olio extravergine di oliva, senape in grani, misticanza e veli di parmigiano. Continua a leggere

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RISTORANTI DA CHAMPIONS: BARCELLONA

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Ci voleva proprio la vittoria sul Bayer Leverkusen. Serviva ritrovare fiducia, freschezza, voglia di lottare. E adesso la trasferta di Barcellona per la Roma può assumere contorni decisamente diversi, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista logistico. Barcellona-Roma può essere l’occasione per vedere una partita che i ragazzi di Garcia possono provare a giocare alla pari con i catalani (tranquillizzati dalla considerazione che con un solo punto sono già qualificati), ma anche l’opportunità per visitare una città splendida, sempre. L’esperienza di vedere il Camp Nou è già notevole, ma se ci si attaccano un paio di giorni può essere davvero una vacanzina novembrina da ricordare, possibilmente unita a un buon risultato della Roma. Barcellona tra l’altro è una delle capitali mondiali del mangiare bene. La scuola catalana è all’avanguardia nel mondo. Ma il bello di Barcellona è che si può mangiare con 10 o con 200 euro, comunque bene. E allora ecco una mappa per districarsi nel groviglio di indirizzi di questa favolosa metropoli.

 

IL MEGLIO DI BARCELLONA

BODEGA 1900 (Carrer de Tamarit 91 – Tel. +34.93.3252659)

La griffe è pesantissima: il locale appartiene ai fratelli Adrià, quelli che hanno inventato la cucina molecolare. Ma l’approccio della Bodega à molto più easy, i prodotti sono di primissimo livello ma la modalità è più o meno quella delle tapas, il che consente prezzi contenuti. Si mangia con: 20 € (vino escluso).

COURE (Passaje Marimon 20 – Tel. +34.93.2007532)

Sempre strapieno perché presenta un favoloso rapporto qualità-prezzo. Con un po’ di pazienza meglio prenotare, perché comunque ne vale la pena. Prevalentemente lo chef si butta sul pesce, ma c’è un po’ di tutto, compresi alcuni elementi di cucina italiana. Si mangia con: 35 o 50 € per il menù degustazione (vino escluso).

MONT BAR (Carrer de la Diputaciò 220 – Tel. +34.93.3239590)

Il posto è altamente strategico, in pieno quartiere dell’Eixample. Il locale ha una sessantina di posti e non si ferma mai dal punto di vista dell’innovazione: qui si fa la storia della gastronomia e ci si delizia soprattutto con i piatti a base di pesce marinato e con le verdure, ma anche il resto non scherza. Si mangia con: 70 € per il menù degustazione o 55 € alla carta (vino escluso).

TICKETS (Avinguda del Parallel 164 – prenotazioni solo web su www.ticketsbar.es)

Lo chef si chiama di cognome nientemeno che Adrià, ma è Albert, il fratello del mitico Ferran. Il sommelier è un altro grande nome di Spagna, Xavi Alba. Il guaio è che c’è una lista d’attesa di tre mesi, ma il risultato è strepitoso. Un’esperienza da vivere dal primo all’ultimo minuto. Si mangia con: 50 € alla carta o 90 € per il menù degustazione (vino escluso).

 

DENTRO IL CAMP NOU

TAPAS, 24 CAMP NOU (Calle Diputacion 269 – Tel. +39.93.4880977)

Lo chef stellato Carles Abellan si è inventato questo locale che fa uno sconto ai soci del Barcellona e serve piccole delizie (non solo tradizione spagnola ma molta cucina fusion) quando si aspetta una partita. Molto spazioso, l’ideale per uno spuntino o un pasto non impegnativo. Si mangia con: 30 €.

 

INTORNO AL CAMP NOU

EL MINI (Traversera de les Corts, Tel. +34.93.4404192)

C’è di buono che ci si può cenare anche dopo la partita perché rimane aperto fino a tarda ora. E’ una trattoria semplice e tranquilla, senza squilli di tromba ma con il gusto di far stare bene la gente. Si mangia tipico, ma ci si può anche scatenare sulla lasagna di pesce. Si mangia con: 20 € (vino escluso).

FUTBOL BAR RESTAURANTE (Carrer de Benavent 7 – Tel. +34.603.134441)

Proprio attaccato al Camp Nou, è un posto che funziona praticamente sempre, dalla prima colazione fino alla cena postpartita. Pieno di reliquie calcistiche, è il classico locale da stadio dove si può bere una birra, deliziarsi con delle tapas o magari anche sgranocchiare un hamburger. Si mangia con: 15 €.

RESTAURANTE CAN FUSTE’ (Gran Via Carles III 50-52 – Tel. +34.93.3393000)

Un ristorante di cucina abbastanza classica che viene eseguita con  prodotti di primissima qualità. C’è tutto quello che ci si immagina quando si pensa alla Spagna, con un servizio sempre attento anche quando tutto intorno c’è aria di partita. Si mangia con: 35 € (vino escluso).

TALLER DE TAPAS (Traversera de les Corts 64 – Tel. +(34)934483552)

Le tapas sono la parte più esaltante della cucina spagnola, perché danno la possibilità di assaggiare mille cose senza esplodere. Prima o dopo la partita il tempo vola via e si mangia anche benino con un ottimo rapporto qualità-prezzo, meglio in un tavolo con tante persone. Si mangia con: 15 €.

 

UN TOCCO DI FANTASIA

CUINES SANTA CATERINA (Francesc Cambò 16 – Tel. +34.93.2689918)

In pieno Bairro Gotico, a pochi passi dalla Cattedrale di Santa Maria del Mar, fa parte del Mercato di Santa Caterina, particolare che fa capire quanto siano genuini i prodotti che si usano, poi elaborati in maniera magistrale dallo chef. Si mangia con: 40 € (vino escluso).

DOS PALILLOS (Carrer Elisabets 9 – Tel. +34.93.3040 513)

La novità di questo posto è che riesce a coniugare la tradizione delle tapas a quella della grande cucina asiatica, con risultati esaltanti. I menù degustazione sono “temporizzati”; ce n’è uno che richiede due ore a tavola e uno per il quale è sufficiente un’ora e mezza. Ma a pranzo si spende pochino. Si mangia con: 75 € menù degustazione da 2 ore, 55 € menù degustazione da un’ora e mezza, 20 € menù di pranzo.

ELS 4 CATS – LOS 4 GATOS (Dirección: Montsió, 3 – Tel. +34.93.3024240)

Fa parte di un palazzo neogotico, era una birreria che con il tempo si è trasformata in un ristorante di livello ma anche con un fantastico rapporto qualità-prezzo. Una volta lo frequentava Picasso, adesso va benissimo per colazione, pranzo o cena e si fa fatica a uscire. Si mangia con: 20 € (vino escluso).

LA ESQUINICA (Fabra i Puig 296 – Tel. +34.93.3582519)

Il compito più difficile è trovare un tavolo libero, perché la qualità delle tapas qui è assolutamente elevata e non c’è persona, catalana e non, che non ne esca entusiasta. I pesciolini fritti dell’Ebro sono una squisitezza  che non andrebbe lasciata scappare via facilmente. Si mangia con: 25 € (vino escluso).

LA FONDA DEL PORT OLIMPIC (Moll de Gregal 7-10, Tel. +34.93.2218039)

A pochi metri dal mare, è un posto dove ci si sente facilmente a casa anche se ha dimensioni sterminate. Serve centinaia di persone ogni giorno, eppure il titolare Francisco Javier Gonzalez riesce a mantenere alto il livello della proposta. Si pranza e si cena a qualsiasi ora, secondo la tradizione spagnola. Si mangia con: 35 € (vino escluso).

 

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un Dolcetto d’oro

“ A casa mia era ristorante tutti i giorni” comincia così la chiacchierata con Stefano Baldini, campione olimpico di maratona nel 2004 ad Atene in partenza per New York dove correrà la corsa più famosa del mondo. Naturalmente Baldini non è più un atleta, corre per divertirsi quando può: “anche tutti i giorni, ma capita che non metta le scarpette per una settimana per impegni di lavoro. Oggi mi accontento di corre anche solo per mezz’ora, da atleta non mi sarei neppure cambiato”, e poi da qualche tempo, oltre ad essere responsabile del settore giovanile della Fidal, Baldini allena Andrea Lalli, ventottenne atleta toscano, in passato campione europeo di Cross, campione italiano di mezza, che vuole diventare consistente sulla distanza dei 42 km e 195 metri.

baldin atene

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