Ristoranti da Serie A: Frosinone

10959790_10205274162087140_275729122410596683_nRISTORANTI DA SERIE A: FROSINONE
Novità assoluta della serie A, Frosinone rappresenta “l’altro” calcio, quello che arriva dal nulla o quasi, quello che non ha alle spalle una metropoli e che vive ancora la partita come una festa. Sembrano passati secoli da quando il compianto Rino Gaetano cantava “Mio fratello è figlio unico perché pensa che Chinaglia non può passare al Frosinone”, in realtà erano gli anni Settanta e una quarantina d’anni dopo anche questa città e questa squadra hanno coronato il sogno. In serie B nel 2006-07 c’è stato il brivido della sfida alla Juventus, adesso questo brivido verrà provato tutte le domeniche perché a Frosinone arriveranno tutti, Milan, Inter, Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina. Per molta gente una buona occasione in più, quella di conoscere una bella città laziale, ricca di storia e circondata da natura forte. Ottima occasione anche per assaggiare la cucina ciociara, sostanziosa e generosa. Ecco qualche idea per chi vuole unire partita e pranzo, oppure partita e cena.

FROSINONE CITTA’
CAVALLINO ABRUZZESE (Piazza Caduti di Via Fani 19) tel. 0775852121
Attaccato allo stadio. Primi di grande sostanza (fettuccine fatte in casa ecc.ecc.) e carne di qualità (bistecche, braciole, prosciutto). Materie prime genuine, trattamento un po’ spartano, alla ciociara, prezzi davvero bassi.
DA NICO (viale America Latina 86) tel. 0775201402
Ha scelto il pesce come argomento principale del suo menù ed è stata una scelta vincente perché in città è all’avanguardia. Locale piccolo a accogliente, ovviamente si esibisce molto bene anche sui primi di mare.
LA GINESTRA (via Adige 1) tel. 0775824261
Non enorme (un’ottantina di coperti), ha una delle tre sale con vista cucina, sempre suggestiva. La creatività è la bandiera dello chef Danilo, ma qui c’è anche una delle migliori cantine della zona con circa 200 etichette.
LA ‘MBRIACHELLA (via Maniano 203) – tel. 0775855974
Locale identificato con la squadra, perché espone diverse maglie del Frosinone e propone ai suoi ospiti una cucina fortemente connotata con il territorio. Atmosfera familiare, quando è il periodo giusto i funghi diventano padroni.
LA SCIFA (via Lucio Gallo 1) tel. 3922520251
Si definisce antipasteria-trattoria perché comunque punta tantissimo sugli antipasti e gli assaggini di squisitezze locali, anche se poi si esprime in maniera straordinaria anche sui primi, che da queste parti dominano.
LA TRATTORIA (via Refice Licinio ) tel. 0775282216
E’ anche hotel (quindi da tenere in considerazione per chi arriva da lontano) e nella sale del ristorante offre una ricca varietà di piatti della tradizione locale con una segnalazione particolare per la mozzarella di bufala di un caseificio della zona.
OSTERIA PANZINI (Piazza Madonna della Neve 10) tel. 0775823089
Riscaldato da un grande braciere, aiuta a fare un salto indietro nel tempo. C’è proprio tutta la tradizione ciociara nell’ambiente e in quello che viene presentato nei piatti, con attenzione a una portata che si chiama “carne da paura alla brace”.
PENELOPE (via Tiburtina 191) tel. 0775824186
In realtà si definisce “Ristorante pub lounge bar” portando un pizzico di modernismo in una regione che ama la tradizione. Poi in realtà è il posto giusto per divorare una bella bistecca classica oppure una pizza gigantesca.
PEPE NERO (via Tiburtina 174) tel. 0775271184
Prezzi onesti e servizio velocissimo, possibilità di mangiare una buona pizza ma anche tutti i piatti classici, soprattutto di carne. Quando c’è gente, cioiè spesso, non è difficile trovarlo aperto anche a tarda sera.
SELLARI (via Cipresso 28) tel. 0775852715
Fondata nel 1900, questa trattoria è la casa dei “fini fini”, un tipo di pasta tipico del frusinate. E poi altri classici locali: baccalà, pollo schiacciato, sagne pelose, maltagliati, ratatuglia, spezzatino di bufaletta e zuppa di pane.
TITTINO (vicolo Cipresso) tel. 0775251227
In pieno centro città, ha scelto di puntare molto sulla cordialità del servizio e di rivolgersi agli amanti del pesce soprattutto. L’ambiente riporta molto alla tradizione ma in cucina c’è molto spazio per la creatività.

AD ALATRI (circa 15 km)
BACCO E CIACCO (via Del Duomo 7) – tel. 0775447090
Si fa chiamare osteria ma in realtà è un locale che fa della raffinatezza la sua bandiera, un po’ in controtendenza rispetto alle abitudini locali che puntano sulla tradizione che però anche qui non viene abbandonata. Anzi.

A CECCANO (circa 8 km)
IL BRIGADOON (via Gaeta 306) tel. 0775629016
I primi conquistano qualunque persona si fermi in questo posto immerso nel verde. Tutti a base di pasta fatta in casa e si sente al primo assaggio. Ottimo rapporto qualità-prezzo anche quando si punta con tipicità particolari, ad esempio sul cinghiale.
LA CASARECCIA (via Marittima 182) tel. 0775640590
Si trova molto vicino all’uscita dell’autostrada, quindi molto comodo non solo per chi deve vedere una partita. Il nome lascia intuire che si punta moltissimo sulla cucina tradizionale locale e sulla passione infinita della titolare.

TRATTARSI BENE DA QUESTE PARTI
LE COLLINE CIOCIARE (via Prenestina 27 – ACUTO – FR) tel. 077556049
A una quarantina di chilometri da Frosinone, in montagna, lo chef Salvatore Tassa ha creato un gioiello in cui riesce a far convivere l’anima modernista con quella tradizionale, ottenendo dei risultati straordinari. Per trovare un posto fondamentale prenotare.

Bernabeu, una cena da campioni d’Europa

tavolo-e-vista-campoMangiare con vista su un campo di calcio è un sogno per molti gastronauti calciofili. Mangiare bene guardando il campo dove giocano i campioni d’Europa e dove l’Italia ha vinto il Mondiale 1982 è un doppio, triplo sogno che si può avverare. Al Santiago Bernabeu, come in diversi altri stadi d’Europa, si può mangiare. Sul serio. Non il paninazzo intriso di ketchup che si sgranocchia fuori da certi stadi tristi, ma un menù vero, curato da uno chef di alto livello. Al Bernabeu in realtà di ristoranti ce ne sono addirittura tre: Puerta 57, Asador de la Esquina e Real Cafè Bernabeu. Hanno caratteristiche diverse e propongono carte diverse, ma ognuno dei tre ha un suo perché. Continua a leggere

Una cena da Lasai vale la finale dei Mondiali

LasaiL’Italia è tornata a casa da tempo, ma di italiani a Rio ce ne sono ancora tanti. Ci sono sempre, per la verità, la Coppa era una scusa in più per girare nella Cidade Maravilhosa. Si va verso una finale al Maracanà che comunque produce un ricco indotto turistico. Rio negli ultimi anni si è staccata dallo stereotipo della cucina brasiliana, churrasco e feijoada, abbracciando una filosofia gastronomica più internazionale. Il quartiere di Botafogo in particolare si distingue per questa svolta. Esiste un vero e proprio “Polo Gastronomico de Botafogo”, costituito con un decreto del 9 settembre 2004 e comprende le vie (ruas) Sao Clemente, Humaità, Visconde Silva, Pinheiro Guimaraes, Visconde Silva, Real Grandeza, Mena Barreto, Sao Joao Batista, Voluntarios da Patria e tutte le vie limitrofe, tipo Rua Conde de Irajà dove al numero 191 si trova il posto di cui stiamo per parlare.
In questo polo gastronomico, da poco tempo ha aperto infatti il suo ristorante Lasai lo chef carioca Rafael Costa e Silva, rientrato a casa dopo una fantastica esperienza nei Paesi Baschi presso il Mugaritz di Errenteria, un locale dove Andoni Luis Aduriz serve ai suoi clienti delle vere e proprie opere d’arte. Rafael Costa e Silva ha investito un sacco di soldi per costruire un orto di oltre mille metri quadrati adiacente al ristorante, dove coltiva verdure da servire fresche. Ha scelto come motto “Slow foof for a fast world”, cibo lento per un mondo veloce. Tutto qui è curato alla perfezione perché lo staff creato da Rafa (questo è il diminutivo del titolare) non lascia spazio all’imporovvisazione: la moglie Malena Cardiel si occupa dell’accoglienza, lo chef Rodolfo Werner consiglia gli abbinamenti giusti, i collaboratori di Rafa sono addestrati alla perfezione. Il design del locale è di primissima categoria e anche lo stabile in cui si trova viene considerato di interesse storiche. Continua a leggere

Haga ha vinto poco in Superbike ma stravince in cucina

10455120_257378244447291_6374548578853324071_nNoriyuki Haga andava forte. Per la verità va ancora forte, quando decide di salire su una moto. E’ sempre stato uno da – come avrebbe detto il grande Marco Simoncelli – “più gas e meno pugnette”. Ha corso in Superbike dal 1994 al 2010 ma nel frattempo si è anche esibito nel Motomondiale, classe 500, dal 1998 al 2003. In carriera (Superbike) un totale di 313 Gran Premi disputati e 43 vinti, con tre Mondiali Superbike mancati per un soffio nel 2000, 2007 e 2009, 116 podi, 7 pole positions. Nel Motomondiale 32 Gran Premi e un podio, terzo posto in Giappone nel 1998 quando corse nella 500 grazie a una wild card. Non è mai stato campione del mondo per caso o forse per la sua attitudine allo spettacolo, a combattere sempre e comunque. In almeno due delle tre occasioni sprecate per vincere il Mondiale Superbike, sarebbe bastato qualche calcolo in più per tagliare il traguardo per primo. Ma lui è fatto così, vuole sempre il meglio. Non si accontenta di un applauso, pretende la standing ovation. Continua a leggere