Monachello, un po’ bomber e un po’ chef

Foto IPP/Alberto Sabattini Reggio Emilia 13-09-2015 calcio campionato serie A 2015-2016 Sassuolo-Atalanta 2-2 nella foto Gaetano Monachello italyphotopress world copyrightSi può fare gol anche in cucina. Con cautela, ovviamente. Fare il calciatore e inventare piatti sono ancora due attività poco compenetrabili, ma la passione per la cucina d’autore in Italia è talmente diffusa che presto troverà un giusto compromesso anche con il mondo del pallone. Per ora, ci sono le eccezioni. Gaetano Monachello, attaccante dell’Atalanta, ha scelto come hobby la buona tavola. Per il momento da spettatore. Nel tempo libero si tende sul divano con la fidanzata, studentessa universitaria, e divora i programmi di cucina. “La passione me l’ha trasmessa lei, quando non è a lezione ci rilassiamo ammirando le creazioni degli chef. A me piace anche a cucinare, per ora piatti semplici. Alla mia ragazza piace pulire, risistemare tutto. Quindi siamo una coppia perfetta”. Continua a leggere

Se il calciatore diventa… serial griller

CARLOS BACCA E LUIZ ADRIANOTra i tanti obblighi della vita di calciatore c’è quello di seguire regole precise in materia di alimentazione. Ci sono allenatori come Antonio Conte che intervengono direttamente sulla dieta dei loro giocatori, con irruzioni in sala da pranzo per punire qualche trasgressore. Altri lasciano una libertà relativa. Il primo tecnico-dietologo fu Eugenio Bersellini, guida dell’Inter scudettata nel 1979-80, che versava personalmente due dita di vino a tavola a ogni ragazzo e proibiva totalmente l’acqua durante i pasti. Altri tempi, altre abitudini. Oggi ci sono vere e proprie equipe di nutrizionisti che seguono passo dopo passo il rapporto tra lavoro in campo e calorie ingerite. Continua a leggere

Ristoranti da Serie A: Bologna

bolognaBologna è una vecchia signora dai fianchi un po’ molli”. La citazione è di Francesco Guccini e forse il motivo di questa mollezza è comprensibile. Bologna è la città godereccia per eccellenza, qui la qualità della vita e del cibo sono portate ai massimi livelli. Si può entrare nella più nascosta trattoria del vicolo più sperduto: si esce insoddisfatti solamente se si entra prevenuti. La cucina di questa città è molto legata alle tradizioni anche in un periodo storico nel quale la creatività e la scienza hanno dato un impulso differente alla ristorazione di tutto il mondo. Il ritorno del Bologna in serie A ha un significato tecnico, perché riporta ai massimi livelli una realtà stroica del calcio italiano. Ma è un’ottima notizia anche per gli appassionati di calcio in generale, perché Bologna val bene una giornata viaggio più pranzo più partita. Continua a leggere

Ristoranti da Europa League: Mosca

05012015333Nel calcio non si sa mai, però il 3-1 del San Paolo con la tripletta del Pipita sembra mettere il Napoli al sicuro da brutte sorprese. La squadra di Benitez può passare il turno e nel frattempo può offrire ai suoi tifosi l’occasione per un viaggio unico nella splendida Mosca. Una città che è stata capitale di un impero e che ancora oggi presenta decine e decine di attrattive, che richiederebbero parecchi giorni di visita accurata. Però la trasferta di una squadra non consente mai una permanenza prolungata, quindi ancora una volta per riassumere il meglio ci siamo affidati al collega Giorgio Kudinov, moscovita di nascita e attualmente residente a Milano, dove è consulente del consolato russo.
Ecco la testimonianza di Giorgio: “Dire che Mosca è “solo” la capitale della Russia è riduttivo. In realtà, la Mosca di oggi è molto di più, è un mondo autonomo ed autarchico con i suoi ritmi altissimi e pazzoidi, con il suo traffico bestiale e caotico, con le sue regole di sopravvivenza non scritte, ma talmente feroci che avevano gia’ portato alla citta’ di Mosca il vero Oscar ancora nel lontano 1980 con il film del titolo “Mosca non crede alle lacrime”. Insomma, la Russia è la Russia, Mosca è Mosca, all’estero i due concetti suonano come sinonimi, mentre la realtà è molta diversa. Mosca è un mondo a se stante, con le sue bellezze ed i suoi difetti. Ma parliamo della bellezze. Il Cremlino e la piazza Rossa con la sua fantastica Cattedrale di San Basilio e con i Grandi Magazzini (GUM) attaccati sono una vera cartolina di questa metropoli, sono punti imprescindibili per qualsiasi turista. bolshoy1Il teatro Bolshoi è il gioiello culturale di Mosca, come lo è pure la galleria Tretyakov. Il belvedere nei pressi della mitica Università di Mosca, che domina la vista sullo stadio Luzhniki attualmente in ristrutturazione in attesa di ospitare la finale dei Mondiali 2018, è un must per chi vuole apprezzare le dimensioni della città. La metropolitana di Mosca è un vero orgoglio dell’intero paese, e le fermate come Mayakovskaya e Komsomolskaya sembrano un museo. E di musei e di parchi e di zone pedonali poi ce ne sono tanti, c’è l’imbarazzo della scelta. Lo stesso discorso vale anche per i ristoranti. Mosca ha tutto e non dorme 24 ore su 24”.
A Mosca dunque negli ultimi anni comincia ad andare di moda anche il gusto del mangiare bene e sempre attraverso Giorgio Kudinov andiamo a scoprire qualche indirizzo interessante.

DOVE MANGIARE A MOSCA

CAFE’ PUSKIN (Tverskoi Blvd., 26)
E’ il locale moscovita più caratteristico e più apprezzato dagli stranieri, forse il più famoso anche perché quarant’anni fa è stato citato dal grande cantante francese Gilbert Becaud in una delle sue canzoni. Ambiente molto ricercato, i piatti migliori sono quelli della tradizione russa, ha anche una grande (ma carissima) cantina.

GOODMAN IN NOVINSKY BOULEVARD (Novinsky Boulevard 31)
Fa parte di una catena che possiede diversi altri locali sparsi per la città, tutti di buon livello. Questo Goodman si segnala soprattutto per l’elevatissima qualità della carne che viene servita ed è anche gradevole dal punto di vista dell’arredamento, in entrambe le sale. C’è musica dal vivo il venerdì e il sabato, prevalentemente jazz.

KAVKAZSKYAYA PLENNIZA (Mira Ave., 26)
Merita una visita per l’atmosfera molto particolare che vi si respira. La cucina è di ispirazione georgiana così come tutto quello che ruota incontro al cibo. La musica che si ascolta (spesso) dal vivo è tradizionale e riporta un po’ indietro nel tempo. Dovendo scegliere qualcosa di eccellente, meglio andare sull’agnello.

LA BOTTEGA SICILIANA (ul. Okhotnyy Ryad, 2)
Il ristorante preferito di Fabio Capello in questa sua esperienza da CT della Nazionale russa. Lo chef bistellato Nino Graziano è a Mosca dal 2005 e ora possiede questo gioiello a un passo dalla Piazza Rossa e dal Teatro Bolshoi, dove la pizza e la pasticceria sono i marchi di fabbrica

LA MAREE (Malaya Gruzinskaya St., 23/1)
LA MAREE (Petrovka St., 28/1)
In realtà è una mini-catena di tre ristoranti. Tralasciando quello fuori cittè (a Zhukovka sull’autostrada Rublyovo-Uspensky), i due locali situati in città presentano una straordinaria varietà di prodotti ittici provenienti dal Mediterraneo ma anche dall’Australia, dal Canada e dalla Scozia. Ovviamente i prezzi sono elevati, ma lo standard li vale.

MARKET (Sadovaya-Samotechnaya St., 18/1)
Fa parte del gruppo Novikov e punta moltissimo sull’ambiente, che è davvero di grande classe. Il punto di forza è il pesce, ma anche gli amanti della carne possono essere soddisfatti da quello che si vedono portare al tavolo. I prezzi sono elevati come in quasi tutti i ristoranti di Mosca.

NEDALNIY VOSTOK (Tverskoy Bulvar, 15)
La traduzione italiana potrebbe suonare così: “Oriente non così lontano”. La cucina è infatti orientale in un ambiente di gran classe. Lo chef Glen Ballis punta moltissimo sull’innovazione, si basa sulla tradizione e sulla bontà degli ingredienti di base per presentare piccoli capolavori. Un locale molto grande ma che sa adattarsi anche a cenette intime.

PROBKA (Tzvetnoy Blvd., 2)
PROBKA (Ukrainskiy Blvd., 15)
PROBKA (Marshala Katukova, 1)
Una catena che nel 2012 ha vinto il “Resto Rate Award” come miglior ristorante di Mosca. Lo chef Aram Mnatsakanov e i suoi staff lavorano in cucine italianissime, realizzata dalle Officine Giulio, e preparano una cucina italiana adattata al gusto russo in un ambiente molto raffinato nel locale di Tzvetnoy Blvd., 2, cucina internazionale (anche messicana) in quello di Ukrainskiy Blvd., 15 e cucina un po’ più semplice ed eclettica nel terzo locale, che però è distante dal centro.

RAGOUT (Bolshaya Gruzinskaya St., 69)
RAGOUT (Olimpiyskiy Ave., 16/5)
Non ha una precisa identità nazionale, proprio per questo motive è frequentato da gente di tutto il mondo che comunque in questi locali trova sempre qualcosa di suo gradimento. L’idea di base è francese, ma si esibisce su uno standard internazionale con servizio attento e veloce.

SEMIFREDDO-MULINAZZO (Timura Frunze dom, 11/55)
Come La Bottega Siciliana, fa capo a Nino Graziano che ha affidato questo locale – vicinissimo alla Piazza Rossa – al suo giovane allievo Giuseppe Davì. Pesce fresco anche crudo e cotture a basse temperature sono i punti di forza del Semifreddo, che ha però una fortissima base siciliana.

SUMOSAN (Radisson Slavyanskaya Hotel, 2 The Square of Europe)
Fondato nel 1997 da Alexander Volkov, famosissimo imprenditore nel settore della ristorazione, si trova all’interno di un albergo e serve una cucina giapponese di altissimo livello, soprattutto sushi e sashimi, con la possibilità di prenotare delle piccole sale riservate per poche persone.

TURANDOT (Tverskoy boulevar, 26 3)
Un posto d’altri tempi, il più sfarzoso ristorante in città, di fianco al Cafè Pushkin, un posto magico con arredi barocchi e finiture di pregio, che mette insieme cucine di varie parti del mondo e che presenta una cantina carissima ma anche ricchissima di scelte, vero fiore all’occhiello del locale.

WHITE RABBIT (Smolenskaya Square 3)
Basta vedere le foto per capire quanto sia suggestivo questo posto, dal quale si domina una buona parte della città. White Rabbit vuol dire Bianconiglio e il ristorante per gli amanti della buona tavola è una specie di Paese delle Meraviglie, con un menù degustazione da 10 portate curato dallo chef Vladimir Mukhin.

Ristoranti da Europa League: Rotterdam

rotteTra le prime dieci attrazioni di Rotterdam c’è sicuramente il De Kuip, lo stadio del Feyenoord. Questo per dire che non ci troviamo in una delle capitali europee del turismo o in una città che arriva dritta al cuore. La passione per il calcio, in questo caso per la Roma, è la molla più potente per un viaggio in questo posto che però negli ultimi anni ha conquistato delle posizioni nel campo del design e dell’architettura. Sempre con le dovute cautele dopo lo scempio dell’andata a Roma. A margine di Feyenoord-Roma però c’è qualche possibilità di aggiornamento culturale e non solo. Il Markthal, primo mercato coperto d’Olanda, è stato inaugurato il 1° ottobre 2014 e punta ai 7 milioni di visitatori l’anno. Il Fotomuseum è uno dei musei fotografici più interessanti del mondo, il Kunsthal è un museo che non ha una collezione permanente ma varia continuamente la sua proposta, il Boijamns è un altro museo molto affascinante che propone moltissimo design. Avendo voglia di stare un po’ all’aperto, lo Spido, un battello modernissimo, propone un giro straordinario che porta a passare sotto l’Erasmus Bridge e poi in mezzo ai canali della città. Le Kijk-Kubus sono invece case cubiche progettate dall’architetto Piet Blom e si trovano nel quartiere di Oude Haven. Poi c’è la ristorazione, che da una quindicina d’anni si è messa al passo con le tendenze internazionali e regala delle gioie agli appassionati dell’argomento.

BIERHANDEL DE PIJP (Gaffelstraat 90, 3014 RM)
Tavoloni di legno dove è bello stare insieme a un gruppone di amici ma anche di fianco a gente sconosciuta. Cucina popolare olandese, con zuppe e stufati ma anche carne ben cucinata (notevole l’anatra) per un conto di circa 30 euro che autorizza anche a buttare per terra le bucce delle arachidi.

DE HARMONIE (Westersingel 95, 3015 LC)
Non ha un libro come menù, prepara un numero ristretto di piatti ma di una qualità sorprendente. Si puà scegliere alla carta oppure affidarsi a dei menù guidati che regalano delle soddisfazioni notevoli per un prezzo che si aggira sui 40 euro a testa. Il tutto con servizio premuroso e presentazione artistica.

FG RESTAURANT (Lloydstraat 204, 3024 EA)
Ci vogliono soldi (ma anche tempo) da investire, perché i prezzi sono alti. Il menù degustazione (ce n’è uno anche da 11 portate) è un’esperienza da provare anche se non troppo spesso. In ogni caso il calice di vino viene scelto in abbinamento al piatto che viene servito e questa è una finezza da apprezzare.

HMB RESTAURANT (Holland Amerika kade 104, 3072 MC)
Segni particolari: bellissimo. Si trova al pian terreno di un edificio che a Rotterdam fa tendenza e si chiama “De Rotterdam”, con vista sul famoso ponte Erasmus. Con 60 euro è possibile regalarsi una bella esperienza degustativa, comprendente sia carne che pesce e anche i giusti abbinamenti di vino.

RESTAURANT ALLURE (Cargadoorskade 107, 3071 AW)
Si trova sul porto e con la sua qualità riesce a mettere d’accordo clienti di tutto il mondo. Si trova sempre qualcosa di proprio gradimento. La chicca è un carrello che contiene 25 formaggi dal quale è possibile scegliere 5 assaggi. Molta attenzione viene posta anche nella preparazione dei dolci.

SPIRIT (Mariniersweg 9, 3011 NB)
L’idea merita di essere sottolineata. Si tratta di un self-service molto particolare che serve piatti vegani e vegetariani ma li vende a peso, tra i 13 e i 18 euro al chilo di media. Arredamento semplice e funzionale, si trova in pieno centro a una decina di minuti a piedi dalla stazione principale.

TER MARSCH & CO (Witte de Withstraat 70, 3012 BS)
La zona in cui si trova merita una passeggiata e una sosta. Ma a differenza di molti altri locali della città, qui si serve solo carne e la griglia sfrigola senza sosta. Gli hamburger si vantano di essere i migliori di Rotterdam, ma anche gli altri tagli di carne che vengono serviti meritano attenzione.

ZEEZOUT (Westerkade 11b)
Pesce di qualità straordinaria, trattato secondo le più moderne concezioni sul tema, trasformato in tempura o in tartare, cotto con sapienza quando si tratta di filetti. Curiosa l’idea del brodo d’aragosta servito nella tazzina di caffè e interessante anche la maniera di servire tutto il resto.

QUALCHE ANGOLO D’ITALIA A ROTTERDAM

DA GIANFRANCO (Teldersweg 271-273, 3052TJ)
Frequentatissimo dagli abitanti di Rotterdam, che trovano attraente il “menù sorpresa” proposto dal proprietario e chef del locale. Sempre affollatissimo (meglio prenotare) ha anche molti piatti semplici di pesce e di carne oltre a una pizza che fa parlare di sé in città.

DUE TONINO (Goudsesingel 67)
Propone un menù di tre portate che può soddisfare anche degli spiriti molto critici, avvicinandosi di molto all’idea di un ristorante situato in Italia. Ci si può avventurare anche sui risotti perché sono eseguiti molto bene. Di livello anche la pizza e le bruschette, può contare su una dignitosa cantina.

TRATTORIA A PROPOSITO (505 Weena, Zidje Stationsplein)
Riesce a mettere d’accordo sorprendentemente gli italiani e gli olandesi: i padroni di casa ritengono che qui ci sia la vera cucina italiana e i nostri connazionali non riescono a dargli torto, anche se alla voce “bere” la birra olandese assume una posizione di preminenza. L’ispirazione è siciliana.

VAPIANO (Plaza 24, 3012 CW)
In realtà, a dispetto del nome, è una specie di fast food all’italiana. Si riceve una tessera e si passa tra i vari banchi dove lavorano gli chef e preparano soprattutto pasta con diversi condimenti. E’ la tipica idea di cucina tricolore studiata per gli stranieri, ma anche per i tifosi della Roma in trasferta può essere una soluzione indolore.

Ristoranti da Champions: Monaco

forchetteDopo l’1-7 di Roma-Bayern, affrontare un viaggio per la partita di ritorno a Monaco è impresa da spiriti forti. Però la città è di quelle che incitano a salire su un aereo o un altro mezzo qualsiasi per andare a fare un giro. Monaco di Baviera ha un fascino molto latino, tanto che qualcuno in Germania la definisce “la più settentrionale delle città italiane” o meno poeticamente “Weltstadt mit Herz”, la metropoli con il cuore. Riassumendo in due righe,. I luoghi da visitare nel centro sono il palazzo reale della Residenz, Marienplatz con il celeberrimo carillon, l’imponente chiesa chiamata Frauenkirche, il mercato Viktualienmarkt. Inoltre ci sono il castello di Nymphenburg, le Pinacoteche, il Deutsches Museum, il Giardino inglese, le terme di Erding, il campo di concentramento di Dachau.
Ovviamente poi c’è l’Allianz Arena, uno degli stadi più belli e più moderni del mondo. Ma questo fa inevitabilmente parte di una eventuale gita legata a Bayern Monaco-Roma. In quanto al mangiare e al bere, la scelta in una città come Monaco è infinita per quantità, qualità, prezzo e genere di cucina. Così bisogna provare a fare un po’ d’ordine in questo oceano di proposte.

CUCINA TIPICAMENTE TEDESCA

BROEDING
Schulstrasse 9
Qui siamo sul raffinato, pur basandoci sulla tradizione tedesca. La cucina è ambiziosa e i prezzi sono alti, ma ci sono molti piatti che meritano di essere sperimentati come il filetto di pesce racchiuso in due cialde di formaggio stile parmigiano con verdurine di stagione. Ma non solo.

DALLMAYR
Dienenstrasse 14-15
Un bistrot collegato a un emporio di delicatessen. Nel negozio si trova tutto il meglio del mondo, nel bistrot si può mangiare con 30-35 euro in un ambiente raffinato e con un servizio di altissima classe, proprio nel centro della città.

GEISELS WERNECKHOF
Werneckstrasse 11
Uno degli indirizzi emergenti che contribuiscono alla crescita della cucina e del turismo bavarese. Utilizza materie prime eccellenti e le tratta in maniera sopraffina. Può legittimamente aspirare a riconoscimenti importanti per il gusto e per la creatività del suo chef.

HOFBRAUHAUS
Platzl 9
La differenza rispetto a molti altri posti è che un’orchestrina suona costantemente musica popolare tedesca. Nel piatto arrivano pietanze tipiche del posto. Wurstel in tutte le declinazioni, carne di maiale e ovviamente una birra di qualità elevatissima.

WEISSES BRAUHAUS
Tal 7
Classica “stube” di marca tedesca, arredata quasi completamente in legno. Ovviamente tutto si basa sulla birra, veramente ottima, che viene servita. Il locale non è grandissimo e a volte bisogna aspettare, ma ne vale la pena per la carne e anche per qualche piatto italiano ben fatto.

CUCINE MEDITERRANEE

NAXOS TAVERNA
Verdistrasse 33
Si trova in una zona pedonale, è un po’ nascosto ma merita la pazienza di una ricerca. Si parte da una base tradizionale greca elaborata con molta cura e servita con enorme cortesia. Esiste anche un menù che consente di degustare un assaggio di tutti i piatti greci tradizionali.

TAVERNA LIMANI
Rotdornstrasse 2
La base è cucina greca, ma ci sono molte variazioni che aiutano il locale a incontrare il gradimento (elevatissimo) della popolazione locale. Servizio molto attento e caloroso, prezzi abbordabili, soprattutto il pesce merita una visita golosa.

UPPER EAT SIDE
Werinherstrasse 15
Si può scegliere tra tapas di ispirazione spagnola, risotti vagamente italianì e carne o pesce alla griglia comunque sempre in stile mediterraneo. Il tutto in un ambiente molto raffinato e con un servizio di altissimo livello.

CUCINE ESOTICHE

HUE HOUSE
Oberläenderstr. 31
La cucina vietnamita, poco conosciuta in Italia, viene considerata dai veri esperti la più raffinata e la più gustosa di tutta l’Asia. Qui viene preparata con grande maestria e servita anche in una maniera cortese e amichevole. E’ un po’ piccolo e serve la prenotazione.

MONGKOK
Kapuzinerstrasse 39
Cucina asiatica in generale, un misto di varie culture gastronomiche in un ambiente modernista. Favolosa lista dei cocktail per cominciare, poi l’ideale è declinare la serata (o il pranzo) verso la parte giapponese del locale, con sushi e sashimi di altissima qualità.

ROYAL INDIA
Westendstrasse 117
La cucina indiana è famosa soprattutto per il curry e qui viene eseguito in maniera straordinaria, come è difficile trovare fuori dall’India. Non è esattamente in centro, ma per chi ama questo tipo di cucina è un breve viaggio che merita di essere fatto anche per la cortesia del servizio.

PER CHI NON RINUNCIA ALLA CUCINA ITALIANA

MIMMO E CO
Kapuzinerstrasse 6
Famosissimo per la pizza, che viene considerata da molti la migliore di Monaco di Baviera. Croccante, cotta nel forno e legno e condita in maniera veramente italiana. Non è in centro città ma raccoglie una clientela molto eterogenea che ci fa apposta per gustare dei piccoli capolavori.

OSTERIA DA SALVATORE
Johann-Clanze-Strasse 79
Riesce ad accontentare anche gli incontentabili italiani che viaggiano all’estero, servendo spaghetti al dente esattamente come se ci si trovasse un migliaio di chilometri più a sud. Le porzioni soprattutto dei primi piatti sono molto abbondanti e i prezzi sono ben proporzionati.

VINPASA
Isabellastrasse 47
Il signor Dante ha un locale un po’ piccolo ma cucina veramente bene secondo la tradizione italiana e serve vini di alto livello. Il punto a sfavore è che non accetta carte di credito, ma in quanto alla qualità del cibo e del servizio si va sul sicuro.

Un panino per un Bari da Serie A

10599301_521776204633342_4661124771191203474_nMangiarsi gli avversari in un boccone è l’aspirazione di qualunque tifoso, da quando esiste il calcio. Mangiarsi un panino in un boccone per aiutare la propria squadra è una possibilità che adesso solo i tifosi del Bari possono permettersi. Da qualche giorno infatti esiste il panino del tifoso biancorosso. L’ha inventato lo chef barese (protagonista di Masterchef) Almo Bibolotti e oltre a essere perfetto per stoppare la fame del prepartita segue anche i criteri nutritivi corretti per evitare pericolosi problemi di digestione alla stadio. La ricetta comprende petto di tacchino al forno, scamorza affumicata, crema di melanzane e crema di pomodori secchi con profumo di menta. Il prodotto è stato lanciato alla Fiera del Levante nei giorni scorsi ed è già distribuito nei migliori bar del centro di Bari. Continua a leggere

Ristoranti da serie A: 14/Torino bianconera

Lo Juventus Stadium ha una particolarità: i ristoranti li ha al proprio interno. Sono esattamente due per un totale di 4000 pasti che si possono servire per ogni giornata. Le aree di ristorazione in totale sono 8, mentre i bar sono 21 in tutto lo stadio. Ma è chiaro che non tutti quelli che vanno a vedere una partita interna della Juventus hanno anche il progetto di pranzare dentro lo stadio. Nel centro commerciale Area 12 ci sono tre possibilità: Old Wild West (catena di ristoranti con carne alla griglia e hamburger), Mishi Mishi (giapponese all you can eat da 15 euro) e Wiemer Haus (cucina tedesca e mitteleuropea). Comunque la posizione dello stadio è fuori città ed è abbastanza difficile pensare di parcheggiare e poi andare a mangiare a piedi in un ristorante tradizionale. Però ci sono indirizzi interessanti nelle immediate vicinanze.

TORINO ZONA JUVENTUS STADIUM

AGRITURISMO LA DURINERA
Via Torino 138 – Robassomero (Torino) – 011/9235427
Un posto dove i proprietari amano veramente il loro lavoro e trattano i clienti come se fossero persone di famiglia. La distanza dallo stadio non è elevata, circa 3 chilometri che consentono anche di arrivare alla partita dopo aver gustato dei prodotti davvero genuini a un prezzo che fa venire voglia di tornare.

MUCCA PAZZA
Corso Garibaldi 155 – Venaria Reale (Torino) – 011/19715073
Un ristorante gigantesco, dove si cerca di accontentare chiunque. Gente che va alla partita, gente che va a vedere la Reggia, gente che passa di lì solo per caso. Il servizio è veloce, velocissimo, ma anche attento. Si mangia in prevalenza carne ma lo staff è addestrato per accontentare qualunque esigenza di adulti e ragazzi.

OSTERIA ROTONDA DEI FACCHINETTI
Via Pianezza 185 – Torino – 011/455 6804
Pesce fresco al forno o fritto, ostriche, carrello dei formaggi, pasta fatta in casa, piatti della tradizione rielaborati con accostamenti particolari, filetti e costate. Questo è un assaggio di quello che si trova dai Facchinetti, che si trovano in una posizione molto favorevole rispetto allo stadio e che praticano dei prezzi molto interessanti.

TORINO CON QUALCHE ORA LIBERA

VINTAGE 1997
Piazza Solferino 16/h – Torino – 011/535948
In pieno centro città, tra sedie vellutate e cortesia d’altri tempi, si può gustare una cucina costosa ma estremamente raffinata, suddivisa equamente tra carne e pesce, crudi compresi. Qualcuno ha definito “commoventi” gli agnolotti di gallina al profumo dell’orto, ma è solo un piccolo esempio. La carta dei vini è un’enciclopedia, con molta attenzione allo champagne.

VO’
Via Provana 3 – Torino – 011/8390288
L’ispirazione è francesizzante, perché lo chef Stefano Borra ha quel tipo di formazione. Luca Cossu invece è un sommelier a 360 gradi e i due formano una coppia perfetta. Il posto è sobrio ma elegante, vicino al lungofiume. Le proposte di pesce e di carne di equivalgono nel valore della preparazione, difficile uscire insoddisfatti.

Ristoranti da serie A: 12/Cesena

Cesena vuol dire Romagna vera. Si sente da lontano l’odore del mare ma si intravedono le salite dei colli. L’istinto primordiale è quello di buttarsi sulla classica piadina. Per gli intenditori locali c’è piadina e piadina, ma chi arriva da fuori le troverà tutte eccellenti. Ma Cesena è anche una piccola città nobile, dove la gente conosce il valore delle cose e sa cosa vuol dire cucina evoluta. Certo, vedere una partita al Manuzzi non vuol dire per forza alloggiare in città, ci si può buttare anche su Cesenatico o Cervia che sono a un passo.

CESENA ZONA STADIO

BOMBONERA
Via Del Mare 320 – Cesena – 331/5993033
Si mangia pane e calcio, nel senso che quasi sempre ci sono partite live sullo schermo del locale. Frequentatissimo dai tifosi del Cesena, si mangia rapidamente ma si può anche stare lì a passare il tempo. Ottimi hamburger e buona birra, da segnalare il bomboburger che è il piatto distintivo di questo indirizzo molto popolare in città.

CASALI HOTEL
Via Benedetto Croce 71 – Cesena – 0547/27485
Un punto di riferimento per tutti in questa città, sia per l’alloggio che per la ristorazione. Prima o poi ci passano tutti. Il fondatore, signor Casali, è stato l’inventore dei cestini da viaggio che vendeva ai viaggiatori alla stazione. La cucina del Casali è sul classico e sa accontentare più o meno tutte le esigenze.

FERMOPOSTA OSTERIA
Via Giovanni XXIII 15 – Cesena – 0547/610230
Al limite del centro cittadino ma non lontano dallo stadio, è un locale che ha recentemente cambiato gestione ma che resta una buona sosta per un pranzo o una cena. Ambiente semplice e tranquillo, menù non gigantesco ma molto interessante dal punto di vista qualitativo, tra la tradizione e l’innovazione.

FLORIAN
Corso Cavour, 189 – Cesena – 0547/610160
E’ un ristorante ma anche bar e hotel. In cucina punta dritto sulla tradizione romagnola, dai salumi misti agli strozzapreti. Non ha una scelta infinita ma si dà da fare per mantenere un buon livello. La particolarità del locale è la cosiddetta “pidaza”, un mix tra piadina e pizza che ha le dimensioni della seconda e il gusto della prima.

PICCOLISSIMO
Corso Comandini 121 – Cesena – 0547/21078
Dicono i locali che questo posto serve piatti da ristorante stellato ma continua a fare prezzi da osteria. C’è passione per l’innovazione e c’è grande gentilezza, peccato solo che le dimensioni siano ridotte. Si può scegliere anche la pizza che riesce a reggere il confronto con tutto il resto che viene servito qui.

CESENA CON QUALCHE ORA LIBERA

AGRITURISMO I FILARI DI CASALBONO
Via Comunale Casalbono 1600 – Cesena – 328/2246655
Una rivelazione degli ultimi anni. Casale ancora rustico, costruito come si faceva una volta. I due titolari Michele e Jenny si fanno voler bene fin dal messaggio che hanno scritto sul sito, il menù poggia solidamente sulla tradizione romagnola e i prezzi sono assoltamente abbordabili, visto che con 25 euro ci si alza totalmente sazi da tavola.

OSTERIA MICHILETTA
Via Strinati 41 – Cesena – 0547/24691
Pieno centro storico, a un passo dalla famosa Rocca Malatestiana, è il più classico indirizzo della gastronomia cesenate. Recentemente rinnovato, continua a fornire elevate prestazioni ai fornelli, la cucina tende molto verso il classico e punta soprattutto sui primi e sulla carne, che viene lavorata in maniera veramente notevole.

Ristoranti da serie A: 9/Parma

parmaRivedere il Parma nel grande calcio come ai vecchi tempi è stato un sollievo per tutti quelli che uniscono la passione per il calcio a quella per il buon cibo. Parma a suo modo si sente una capitale, culturale e gastronomica. La città è piccola e raccolta e quasi tutti i posti migliori sono abbastanza facilmente raggiungibili, ma quando c’è una partita è sempre meglio sistemare l’auto in un posto strategico e andare a mangiare a piedi. In fondo anche dallo stadio Tardini al centro la distanza è minima.

PARMA ZONA STADIO

AL PETITOT
Piazzale Risorgimento 3 – Parma – 0521/235594
Locale non molto grande, è diventato un punto di riferimento per molta gente in città perché serve pizze tradizionali affiancate alla versione senza glutine. Viene apprezzato anche per dei buoni risotti e per i fritti. I dolci come le pizze sono serviti nelle due versioni, quella tradizionale e quella per celiaci senza glutine.

BOTTIGLIA AZZURRA
B.go Felino 63 – Parma – 0521/285842
Velocità e abbondanza sono le due parole d’ordine. Il locale è volutamente ispirato alle vecchie osterie, con un aspetto finto trasandato e tovagliette di carta ai tavoli. La cucina è semplice ma gustosa e comunque la semplicità consente anche un servizio abbastanza veloce. I prezzi sono contenuti e la gentilezza sempre ai massimi livelli.

DON ALFONSO
Via Emilia Est 1 – Parma – 0521/244276
Propone una grandissima quantità di pizze, comprese alcune versioni di pizza integrale. Il locale è abbastanza piccolo ed è sempre meglio prenotare, ma il servizio è molto attento e premuroso, si aspetta il necessario però mai troppo a lungo, anche nel settore dolci si difendono molto bene. Per i parmigiani è un punto di riferimento.

PARIZZI
Strada della Repubblica 71 – Parma – 0521/285952
A poche centinaia di metri dallo stadio ma già in centro, Parizzi da molti anni rappresenta l’avanguardia della cucina cittadina. Unisce i prodotti tipici della regione a una creatività spiccata che porta alla presentazione di piatti super, ispirati ai grandi chef internazionali, serviti con una gentilezza e una classe che non è facile imitare.

TRATTORIA DEL DUCATO
Via Nicolò Paganini 5 – Parma – 0521/486730‎
Bisogna sapere che c’è. Dallo stadio sono quattro passi, ma ci sono un paio di stradine che chi arriva da fuori città può anche non conoscere. Trovarlo però è un ottimo risultato perché ai tavoli di questo locale sobrio ma elegante si serve tutto il meglio della tradizione parmigiana, dai salumi agli anolini in brodo. Eccellente anche la cura del servizio.

PARMA CON QUALCHE ORA LIBERA

AL TRAMEZZO
Via Alberto Del Bono 5 – Parma – 0521/487906
Si rinnova costantemente e con grande entusiasmo, il menà cambia di continuo e regala sempre nuove sorprese. I proprietari del locale amano il vintage e quindi la location è ispirata a questa filosofia, ma la cucina, al contrario, è molto innovativa. Molto bene il pesce, anche crudo, attentissima la scelta dei vini.

TRATTORIA DEL TRIBUNALE
Vicolo Politi, 5, Parma, Italia – 0521/285527
In pieno centro città, ideale per una visita alle bellezze circostanti, presenta tutto quello che viene associato alla classicità parmigiana. I salumi e la cosiddetta “torta fritta” sono l’ouverture perfetta per poi arrivare a una degustazione di tortelli che vale il viaggio. Ottimi anche i dolci casalinghi e alla fine il conto è onestissimo.