Se il calciatore diventa… serial griller

CARLOS BACCA E LUIZ ADRIANOTra i tanti obblighi della vita di calciatore c’è quello di seguire regole precise in materia di alimentazione. Ci sono allenatori come Antonio Conte che intervengono direttamente sulla dieta dei loro giocatori, con irruzioni in sala da pranzo per punire qualche trasgressore. Altri lasciano una libertà relativa. Il primo tecnico-dietologo fu Eugenio Bersellini, guida dell’Inter scudettata nel 1979-80, che versava personalmente due dita di vino a tavola a ogni ragazzo e proibiva totalmente l’acqua durante i pasti. Altri tempi, altre abitudini. Oggi ci sono vere e proprie equipe di nutrizionisti che seguono passo dopo passo il rapporto tra lavoro in campo e calorie ingerite. Continua a leggere

Marchesi come Sacchi: fantasia al potere

Un vero campione del mondo! Gualtiero Marchesi, ha cambiato il volto della ristorazione italiana, l’ha aiutata a imporsi nel mondo. Un innovatore, se vogliamo fare un paragone calcistico l’Arrigo Sacchi della cucina. E’ stato il primo “azzurro” ad avere le tre stelle Michelin. E a 84 anni non ha ancora perso il gusto delle sfide: un vero atleta dei fornelli, instancabile. Lasciato il resort dell’Albereta in Franciacorta aprirà quest’autunno ristorante e albergo al Castel Conturbia in provincia di Varese.GM_cucina.Marchesino.phLuisaValieri

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Il giardino rifugio di Seedorf

Fuori dal Finger’s Garden stazionano fotografi e troupe tv. E’ il giorno in cui è uscita la notizia che Clarence Seedorf non sarà più l’allenatore dei rossoneri.

L'ingresso del Finger'sGarden

L’ingresso del Finger’sGarden

I Finger’s (due a Milano e uno a Porto Cervo) sono i ristoranti di cui l’ex allenatore del Milan è proprietario assieme a Roberto Okabe uno dei pionieri della cucina giapponese a Milano. Il Garden è in via Keplero 2 ed è uno dei top ristoranti di ispirazione nipponica a Milano.

Clarence Seedorf e Roberto Okabe

Clarence Seedorf e Roberto Okabe

E’ una cucina giapponese rivisitata da Roberto Okabe nato a San Paolo in Brasile da genitori giapponesi. (C’è in Brasile una consistente comunità giapponese). Il sushi lo preparava la mamma, ma da ragazzo lui voleva giocare a pallone: “sul mio passato da calciatore mi hanno preso fin troppo sul serio” racconta oggi Roberto Okabe “sembra che mi voglia vantare del mio passato. Comunque qui con i ragazzi dei miei locali (ci lavorano in tutto 55 persone ndr) giochiamo a calcio tutte le domeniche”

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