Una cena da Lasai vale la finale dei Mondiali

LasaiL’Italia è tornata a casa da tempo, ma di italiani a Rio ce ne sono ancora tanti. Ci sono sempre, per la verità, la Coppa era una scusa in più per girare nella Cidade Maravilhosa. Si va verso una finale al Maracanà che comunque produce un ricco indotto turistico. Rio negli ultimi anni si è staccata dallo stereotipo della cucina brasiliana, churrasco e feijoada, abbracciando una filosofia gastronomica più internazionale. Il quartiere di Botafogo in particolare si distingue per questa svolta. Esiste un vero e proprio “Polo Gastronomico de Botafogo”, costituito con un decreto del 9 settembre 2004 e comprende le vie (ruas) Sao Clemente, Humaità, Visconde Silva, Pinheiro Guimaraes, Visconde Silva, Real Grandeza, Mena Barreto, Sao Joao Batista, Voluntarios da Patria e tutte le vie limitrofe, tipo Rua Conde de Irajà dove al numero 191 si trova il posto di cui stiamo per parlare.
In questo polo gastronomico, da poco tempo ha aperto infatti il suo ristorante Lasai lo chef carioca Rafael Costa e Silva, rientrato a casa dopo una fantastica esperienza nei Paesi Baschi presso il Mugaritz di Errenteria, un locale dove Andoni Luis Aduriz serve ai suoi clienti delle vere e proprie opere d’arte. Rafael Costa e Silva ha investito un sacco di soldi per costruire un orto di oltre mille metri quadrati adiacente al ristorante, dove coltiva verdure da servire fresche. Ha scelto come motto “Slow foof for a fast world”, cibo lento per un mondo veloce. Tutto qui è curato alla perfezione perché lo staff creato da Rafa (questo è il diminutivo del titolare) non lascia spazio all’imporovvisazione: la moglie Malena Cardiel si occupa dell’accoglienza, lo chef Rodolfo Werner consiglia gli abbinamenti giusti, i collaboratori di Rafa sono addestrati alla perfezione. Il design del locale è di primissima categoria e anche lo stabile in cui si trova viene considerato di interesse storiche. Continua a leggere