Se il calciatore diventa… serial griller

CARLOS BACCA E LUIZ ADRIANOTra i tanti obblighi della vita di calciatore c’è quello di seguire regole precise in materia di alimentazione. Ci sono allenatori come Antonio Conte che intervengono direttamente sulla dieta dei loro giocatori, con irruzioni in sala da pranzo per punire qualche trasgressore. Altri lasciano una libertà relativa. Il primo tecnico-dietologo fu Eugenio Bersellini, guida dell’Inter scudettata nel 1979-80, che versava personalmente due dita di vino a tavola a ogni ragazzo e proibiva totalmente l’acqua durante i pasti. Altri tempi, altre abitudini. Oggi ci sono vere e proprie equipe di nutrizionisti che seguono passo dopo passo il rapporto tra lavoro in campo e calorie ingerite. Continua a leggere

Fare del bene e cenare da Cracco

foto 1Tutti conoscono Carlo Cracco e la sua straordinaria presenza nel programma-cult degli appassionati di cucina, “Masterchef Italia”. Ma c’è un aspetto che molti ignorano ed è il rapporto tra questo genio della cucina e il calcio. Cracco è milanista anche se vive questa fede in linea con il personaggio. Non si sbilancia troppo, si limita a qualche giudizio dei suoi quando viene chiamato in causa. L’estate scorsa liquidò l’argomento cessione di Balotelli con questa frase: Poteva consacrarsi da noi ma il calcio è fatto così, c’è chi si attacca alla maglia e chi al tram”. Tutto chiarissimo, come sempre chiari e netti sono i suoi giudizi su quello che avviene nel mondo della ristorazione.
Legato al calcio è però anche un altro aspetto poco pubblicizzato della vita di Cracco. Lo chef più telegenico del panorama italiano collabora con il progetto “Alas Blaugranas”, che si prefigge lo scopo di dare una mano a ragazzi diversamente abili che vivono in Brianza. Il manifesto di questa iniziativa è chiaro fin dalla homepage della pagina Facebook: “Progetto a favore di ragazzi disabili. Regaliamo un viaggio da sogno a Barcellona per conoscere i loro campioni”.
Tutto parte dalla “Penya Lombarda FC Barcellona”, il club italiano ufficialmente riconosciuto dal club catalano e presieduto dal dottor Antimo De Salve. Ogni anno, anzi ogni giorno, la Penya raccoglie fondi per riuscire a portare periodicamente e a turno dei ragazzi disabili al Nou Camp per vedere le partite del Barcellona e anche per incontrare i campioni che vestono la maglia blaugrana. In occasione dell’ultima sottoscrizione della Penya Lombarda, Cracco ha messo in palio una cena per due persone nel suo ristorante del centro di Milano. Ma non è l’unica star della cucina che collabora con Alas Blaugrana. Anche Ernst Knam, il re del cioccolato, è un amico della Penya Lombarda e ha confezionato una torta meravigliosa per il compleanno del club. Knam forse in questo momento non ha la stessa popolarità di Cracco, ma le sue torte sono delle vere opere d’arte.
foto 3Un piccolo passo indietro parlando di Cracco però ci vuole. Perché c’è un altro aspetto che lega il superchef al Milan e al Barcellona. Il 23 novembre 2011, prima della partita tra Milan e Barcellona di Champions League a San Siro, Cracco ha ospitato il pranzo ufficiale delle sue delegazioni, con Adriano Galliani e l’allora presidente Sandro Rossell. Il menù era totalmente impostato sulla tradizione milanese: risotto allo zafferano con midollo alla piastra, vitello impanato alla milanese con zucca e castagne, nuvola soffice di mascarpone, piccola pasticceria.

Pietro Paolo Virdis, bomber anche in cucina

20140717_210604Bomber si rimane tutta la vita! Così nel suo piccolo ristorante milanese c’è un piatto che si chiama “la botta del Bomber” di cui troverete qui sotto la ricetta. Pietro Paolo Virdis, partito da Sindia, in Sardegna, ha esordito in serie A con il Cagliari, poi ha giocato nella Juve, nell’Udinese, nel Milan e ha concluso la sua carriera nel Lecce. Ovunque è stato amato, come capita a chi la butta dentro spesso. E’ la legge del calcio.

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Il giardino rifugio di Seedorf

Fuori dal Finger’s Garden stazionano fotografi e troupe tv. E’ il giorno in cui è uscita la notizia che Clarence Seedorf non sarà più l’allenatore dei rossoneri.

L'ingresso del Finger'sGarden

L’ingresso del Finger’sGarden

I Finger’s (due a Milano e uno a Porto Cervo) sono i ristoranti di cui l’ex allenatore del Milan è proprietario assieme a Roberto Okabe uno dei pionieri della cucina giapponese a Milano. Il Garden è in via Keplero 2 ed è uno dei top ristoranti di ispirazione nipponica a Milano.

Clarence Seedorf e Roberto Okabe

Clarence Seedorf e Roberto Okabe

E’ una cucina giapponese rivisitata da Roberto Okabe nato a San Paolo in Brasile da genitori giapponesi. (C’è in Brasile una consistente comunità giapponese). Il sushi lo preparava la mamma, ma da ragazzo lui voleva giocare a pallone: “sul mio passato da calciatore mi hanno preso fin troppo sul serio” racconta oggi Roberto Okabe “sembra che mi voglia vantare del mio passato. Comunque qui con i ragazzi dei miei locali (ci lavorano in tutto 55 persone ndr) giochiamo a calcio tutte le domeniche”

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