Ristoranti da Europa League: San Pietroburgo

giro-citta-san-pietroburgoEssere tifosi del Torino è più bello che mai. La squadra sta regalando una serie di risultati che rimarranno nella storia del club. Ma essere tifosi del Toro oggi vuol dire anche – avendone la possibilità economica – l’occasione per visitare posti meravigliosi. Dopo il fascino basco di Bilbao, ecco l’imponenza imperiale di San Pietroburgo. E siccome non è un viaggio come tutti gli altri, per capire l’importanza di questa destinazione ci siamo affidati a una guida d’eccezione: Giorgio Kudinov, giornalista e consulente del consolato russo di Milano. Ecco la sua testimonianza diretta.
“San Pietroburgo è una città davvero fantastica, la più bella in Russia, e lo deve moltissimo agli architetti italiani, autori di tante meraviglie, da Carlo Rossi a Giacomo Quarenghi, da Francesco Bartolomeo Rastrelli ad Antonio Rinaldi. Il legame fra San Pietroburgo e l’Italia è molto forte sin dalla nascita di questa grande città, ecco perchè non possiamo meravigliarci che il turista italiano è sempre fra i più presenti da queste parti, soprattutto nel periodo fra maggio e agosto.
Il cuore di San Pietroburgo è Nevskiy prospekt, l’arteria pulsante della città. La prospettiva Nevskiy vale da sola una bella passeggiata che aiuta parecchio a capire l’anima misteriosa e ribelle di San Pietroburgo. Rinominata da molti come Venezia del Nord, San Pietroburgo ha in realtà qualcosa di comune anche con Parigi, un’altra città affascinante e piena di meraviglie architettoniche, di edifici che respirano la storia e di imperiali spazi aperti che sanno molto di grandeur. Per rimanere sul tema imperiale, è utile ricordare che proprio San Pietroburgo era stata la capitale della Grande Madre Russia, ecco perchè un certo paragone con Torino, la prima capitale dell’Italia Unita e una città storicamente nobile ed importante, viene fuori spontaneo.

Sono tante, troppe le eccellenze di San Pietroburgo da poterle visitare in un paio di giorni. In realtà, per conoscere bene San Pietroburgo ed i suoi favolosi dintorni da tre P – Peterhof, Pavlovsk, Pushkin, ci vorrebbe una settimana piena, ecco perchè conviene semplicemente darsi una calmata e scegliere, senza esagerare, alcuni punti fra questi ed altri posti mitici e spettacolari: Hermitage, Piazza del Palazzo, Cattedrale di Kazan, Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, Cattedrale di Sant’Isacco, Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, Campo di Marte, Museo Russo, Piazza del Senato con il monumento Cavaliere di Bronzo che rappresenta Pietro il Grande, in versione dello scultore francese Maurice Falconet.

Palazzo d’Inverno, L’Ammiragliato, Monastero di Alexander Nevskiy, Giardino d’Estate, Kunstkammer, Palazzo Menshikjov, Castello degli Ingegneri, Colonne Rostrate, Cattedrale di Smolniy, Lungofiume Fontanka e Mojka, Teatro Mariinskiy – ognuno di questi nomi evoca una storia particolare, rappresenta il meglio del patrimonio artistico e umano di questa citta’ con forte richiamo all’Italia, dal destino drammatico e a tratti proprio tragico, che ha sempre tenuto alto l’orgoglio russo nel mondo, ha sempre esportato le sue immagini più belle all’estero per il bene della Russia e che continua a farlo”.

DOVE MANGIARE A SAN PIETROBURGO

BUDDHA BAR (Sinopskaya Emb., 78)
Elegante come tutti i Buddha Bar che si trovano in giro per il mondo e sofisticato allo stesso tempo. L’arredamento e la cucina sono di ispirazione ovviamente orientale, ma ci si trova sempre qualcosa di interessante, mentre è possibile anche entrarci a tarda notte solo per sorseggiare qualcosa.

GIMNAZIYA (Konnogvardeiskiy Blvd., 21- metro Nevskiy Prospekt)
Un misto tra un ristorante e una discoteca, una struttura dove si mangia abbastanza bene ma ci si può andare anche per bere una vodka o per passare una serata tra amici. Frequentato dalla San Pietroburgo-bene, ha un menù senza una precisa identità ma attento un po’ a tutti i gusti.

GUSTO (Degtyarnaya St., 1°)
Qui si passa alla cucina italiana, ma di buon livello. Penne alla siciliana da tenere in seria considerazione, ma anche altri piatti molto interessanti. C’è anche la musica dal vivo che rende gradevole il locale, dove anche gli italiani riescono a ritrovare qualche sapore di casa.

KARAVAN (Voznesenskiy Ave., 46)
L’arredamento ha una base orientale, ma la cucina non è completamente legata a quella tradizione. Anzi ci si basa molto sulle tendenze caucasiche, con sapori speziati e porzioni mai troppo abbondanti. Merita un assaggio il tè al timo che viene servito al posto del caffè.

KAVKAZ BAR (Karavannaya St., 18 – metro Gostiny Dvor)
Il ristorante si basa su una cucina di stampo caucasico e punta moltissimo sulle carni, soprattutto di maiale. Il filetto di prosciutto è il piatto che ottiene sempre un certo successo. Bisogna rassegnarsi a un uso molto abbondante della cipolla e dell’aglio e alla piccola dimensione dei piatti, ma non è male.

LANGUST (Bolshoi Ave. P.S., 84)
Tra i buoni ristoranti di San Pietroburgo, questo è il più vicino allo stadio. Punta moltissimo sul pesce fresco ma anche su crostacei e frutti di mare. Sicuramente le migliori aragoste di San Pietroburgo si trovano qui. C’è anche una sommelier che ha vinto vari concorsi nazionali.

LETUCHIY GOLLANDETS (Mytninskaya Emb., 6 – metro Sportivnaya)
La location è straordinaria, perché questo ristorante si trova all’interno di una nave ormeggiata sulla Neva. Da molti tavoli si vede il Museo Ermitage ed è uno spettacolo assoluto, mentre la cucina unisce tradizioni diverse: russa, italiana, giapponese e brasiliana. Certo i prezzi non sono alla portata di tutti.

MANSARDA RESTAURANT (3-5 Pochtamtskaya street, Business Center Quattro Conti, 6th floor)
Una vista straordinaria, direttamente sulla cattedrale di Sant’Isacco. Servizio puntualissimo, cucina internazionale con una scelta incredibile tra tantissimi piatti. Il prezzo non è molto abbordabile ma si sa che la città di San Pietroburgo non è di quelle dove si può puntare al risparmio.

PERCORSO (Voznesenskiy Ave., 1 – Four Seasons Hotel Lion Palace St. Petersburg, 1st floor)
Siamo in un posto di altissimo livello, come si può immaginare leggendo chef a parte del Four Season. La cucina italiana qui viene eseguita ad altissimo livello con gli chef che si mettono a disposizione dei clienti per spiegare il proprio lavoro. Andrea Accordi e Valerio Andrisani propongono una cucina che spazia in tutte le regioni italiane.

PROBKA (Dobrolyubova Ave., 6)
La particolarità è che ha una cucina a vista, marcabile praticamente da tutti i tavoli. La base della cucina è prevalentemente italiana e anche la cantina si rifà alla stessa tradizione, meglio prenotare un tavolo perché è sempre molto affollato anche se i prezzi non sono proprio bassi.

RUSSKAYA RYUMOCHNAYA NO. 1 (4, Konnogvardeiskiy Blvd.)
Molto vicino al museo della vodka di San Pietroburgo, ha l’aspetto della sala da pranzo di un’antica famiglia russa benestante. La cucina è tipicamente russa e la scelta del menù è molto vasta. Interessante anche la lista delle vodke, che comprende almeno un centinaio di etichette diverse.

TERRASSA (Kazanskaya St., 3)
Buono nella sua eterogeneità. Non ha un’identità nazionale precisa, ma serve un po’ di tutto. Pizze e focacce ma anche sushi e cucina orientale. Si trova al centro della città e al sesto piano di un edificio, con una vista notevole. Un luogo dove si può anche andare per una colazione o un caffè.

VODOGRAY (Karavannaya St., 2)
Il personale è vestito sempre con dei costumi tipici ucraini e quella è la filosofia del locale. Fa parte di un hotel e di solito questo è un punto a sfavore, ma nonostante tutto ci si può mangiare bene, sia dal punto di vista qualitativo sia da quello quantitativo.

Ristoranti da serie A: 14/Torino bianconera

Lo Juventus Stadium ha una particolarità: i ristoranti li ha al proprio interno. Sono esattamente due per un totale di 4000 pasti che si possono servire per ogni giornata. Le aree di ristorazione in totale sono 8, mentre i bar sono 21 in tutto lo stadio. Ma è chiaro che non tutti quelli che vanno a vedere una partita interna della Juventus hanno anche il progetto di pranzare dentro lo stadio. Nel centro commerciale Area 12 ci sono tre possibilità: Old Wild West (catena di ristoranti con carne alla griglia e hamburger), Mishi Mishi (giapponese all you can eat da 15 euro) e Wiemer Haus (cucina tedesca e mitteleuropea). Comunque la posizione dello stadio è fuori città ed è abbastanza difficile pensare di parcheggiare e poi andare a mangiare a piedi in un ristorante tradizionale. Però ci sono indirizzi interessanti nelle immediate vicinanze.

TORINO ZONA JUVENTUS STADIUM

AGRITURISMO LA DURINERA
Via Torino 138 – Robassomero (Torino) – 011/9235427
Un posto dove i proprietari amano veramente il loro lavoro e trattano i clienti come se fossero persone di famiglia. La distanza dallo stadio non è elevata, circa 3 chilometri che consentono anche di arrivare alla partita dopo aver gustato dei prodotti davvero genuini a un prezzo che fa venire voglia di tornare.

MUCCA PAZZA
Corso Garibaldi 155 – Venaria Reale (Torino) – 011/19715073
Un ristorante gigantesco, dove si cerca di accontentare chiunque. Gente che va alla partita, gente che va a vedere la Reggia, gente che passa di lì solo per caso. Il servizio è veloce, velocissimo, ma anche attento. Si mangia in prevalenza carne ma lo staff è addestrato per accontentare qualunque esigenza di adulti e ragazzi.

OSTERIA ROTONDA DEI FACCHINETTI
Via Pianezza 185 – Torino – 011/455 6804
Pesce fresco al forno o fritto, ostriche, carrello dei formaggi, pasta fatta in casa, piatti della tradizione rielaborati con accostamenti particolari, filetti e costate. Questo è un assaggio di quello che si trova dai Facchinetti, che si trovano in una posizione molto favorevole rispetto allo stadio e che praticano dei prezzi molto interessanti.

TORINO CON QUALCHE ORA LIBERA

VINTAGE 1997
Piazza Solferino 16/h – Torino – 011/535948
In pieno centro città, tra sedie vellutate e cortesia d’altri tempi, si può gustare una cucina costosa ma estremamente raffinata, suddivisa equamente tra carne e pesce, crudi compresi. Qualcuno ha definito “commoventi” gli agnolotti di gallina al profumo dell’orto, ma è solo un piccolo esempio. La carta dei vini è un’enciclopedia, con molta attenzione allo champagne.

VO’
Via Provana 3 – Torino – 011/8390288
L’ispirazione è francesizzante, perché lo chef Stefano Borra ha quel tipo di formazione. Luca Cossu invece è un sommelier a 360 gradi e i due formano una coppia perfetta. Il posto è sobrio ma elegante, vicino al lungofiume. Le proposte di pesce e di carne di equivalgono nel valore della preparazione, difficile uscire insoddisfatti.